“Prego signor Bolzonella si accomodi, venga alla lavagna e ci dica che cosa pensa di questo Sanremo 2021!”. Se questo è lo spirito con cui voi lettori vi state approcciando e che vi accompagna leggendo questo articolo, vi dico subito che dovrete leggermi anche nei prossimi giorni poiché non è facile rispondere a una domanda di questo genere.

Soprattutto perché “la casa” di questo Festival per essere pronta dopo le fondamenta dovrà avere tutte le finiture. Amici, siamo soltanto all’inizio, metà dei big ascoltati e metà dei giovani, e soprattutto soltanto una serata passata a macinare bene le canzoni per capirne l’essenza fondamentale, non permette neppure a chi come noi si approccia e deve ascoltare le canzoni cercando di individuarne anche le potenzialità post Festival, di dare un giudizio definitivo così presto.

La gracilità di una classifica solo provvisoria può essere assolutamente ribaltata, soprattutto perché esprime il gusto del giurato demoscopico. La giuria demoscopica è uno dei segreti tenuti gelosamente nella teca di Sanremo. Chi è il giurato demoscopico? Come viene selezionato? Di cosa si nutre? Io seguo Sanremo da 40 anni e non ne ho mai visto uno: vorrei vederlo, toccarlo (quando si potrà), sentirlo parlare, intervistarlo… Nulla, il segreto è a dir poco inviolabile.

Dunque, Annalisa che è in testa va sicuramente rivista nel tempo. E io posso cominciare a dirvi che cosa mi è piaciuto, ma che poi non corrisponde quasi mai a quelli che sono i piazzamenti dal Festival.

La mia canzone preferita è per ora quella della più giovane cantante in gara, ovvero la signorina Madame che con la sua interpretazione ha suggellato a mio modo di vedere un pezzo molto moderno e molto incentrato sul tipo di canzone che oggi piace ai giovani e senz’altro può essere fruita anche da un pubblico più vasto. Magari arriverà tra le ultime, ma se oggi non sapete chi è Madame tra qualche mese quando la vedrete in TV penserete: “Ah sì, questa è brava, mi ricordo che lo aveva scritto quello lì che scrive di musica sul Baco quando non sapevo chi fosse”.

La qualità media delle canzoni sentite ieri sera non è niente male, ma se mi chiedete se ho sentito una canzone che mi ha dato un pugno allo stomaco, che mi ha fatto sognare, o che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia per il momento vi dico di no.

Questo effetto mi capitò l’anno scorso al primo ascolto di “Fai rumore”. Ecco adesso che ci penso qualcosa di particolare ieri sera l’ho sentito da uno dei giovani, Guadiano (nella foto sopra), che ha un nome da tronista di “Uomini e donne”, ma ha un pezzo dalla metrica fantastica che si fa notare subito e si intitola “Polvere da sparo”. Tenetelo d’occhio!

Per il resto meglio Noemi che Arisa, mi hanno un po’ deluso i Maneskin nel senso che comunque loro sono forti, sono bravi, sono rock ma questo pezzo è un po’ troppo strappamutande per poter ambire comunque a fare il salto che serve loro per conquistare un pubblico più vasto. Occasione persa per loro.  

Che dire di Colapesce e Di Martino? Il loro pezzo assolutamente identico all’inizio alla canzone “Figlio di un re” di Cesare Cremonini e comunque con una melodia che a tratti ricorda i Matia bazar e ad altri Tommaso Paradiso. Non sono poi quella “bomba incredibile” che i soloni giornalisti della carta stampata che hanno ascoltato i pezzi in anteprima, hanno decretato i migliori in assoluto.

Se andate a guardarvi gli articoli, i pezzi scritti dai colleghi che hanno sentito le canzoni in anteprima, riportano pagelle per questa canzone che viaggiano sempre con voto dall’8 al 9, neanche forse una illuminazione della Madonna sulla via di Damasco (andate sul web a vedere, andateci!).

Intendiamoci, il pezzo è piacevole ma a qualcuno ricorda anche “Se mi lasci non vale” dell’ammaliatore latino delle casalinghe Julio Iglesias. Non so se mi spiego.

Detto ciò, torniamo al sodo e torniamo a dire che la canzone di Fedez e Michelin, alla vigilia sostanzialmente i favoriti, ha comunque tutto per portare a casa un risultato importante; per ora l’enigmatica giuria demoscopica non li ha premiati, ma il pezzo è dotato di un ottimo chorus e un altrettanto ammiccante ritornello.

Bene anche Renga, distrutto ingiustamente dagli articoli dei famosi preascoltisti, così come l’elegante Noemi, Arisa e Fasma, che avrebbe una canzone ben scritta se non l’avesse “picchiata a sangue” con un uso smodato del fastidioso “autotune”, che per chi non lo sapesse è quell’effetto “di voce tremolante sdoppiata” molto piacente ai giovani, di cui Ghali ha fatto pieno uso per diventare qualcuno. Deludente per me Gazzè, simpatico testo ma troppo simile alla già sua “Sottocasa”.

Stasera, oltre al resto dei big e gli altri quattro giovani, il programma prevede l’apparizione de “Il Volo”’ con un omaggio ad Ennio Morricone, e di Laura Pausini, recente vincitrice del Golden Globe. Giocheremo anche in casa, con la partecipazione di un angolo revival della nostra Gigliola Cinquetti che riproporrà “Non ho l’età”.

Fatti quattro conti, se volete vedere tutto il Festival fatevi un piatto di spaghetti verso le due del mattino, perché per quell’ora non sarà’ ancora terminato. Buon appetito! A domani!

Seguite in presa diretta la settimana del Festival di Sanremo attraverso il nostro speciale “Il Baco da Festival”.

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Massimo Bolzonella nasce a Verona il 13 maggio 1965 intorno alle ore 22. Giornalista pubblicista dal 1991, ha prestato la sua voce alla radiofonia veronese per quasi 40 anni. Scrive e vive di musica Italiana, ha curato la comunicazione web di Umberto Tozzi per 12 anni. Sposato, ha due figli, due gatti e un cane. La frase della sua vita è "Sai dove vado adesso? A farmi il mondo", pronunciata da John Travolta nel film "Stayin'alive" dopo il trionfo da primo ballerino a Broadway.