Il 4 novembre, un’azione semplice ma di valore a Lugagnano e l’importanza dell’esempio

Questa immagine della piazza della chiesa di Lugagnano di sabato 2 novembre, scattata dove è situata la Fontana degli Alpini, mi stimola qualche riflessione. Il pensiero non può non andare ai ricordi di infanzia di chi ha superato i 50 anni di età, al tempo in cui il 4 di novembre era una ricorrenza molto sentita nella comunità. Sicuramente molto più di oggi.

Ma cosa mi suggerisce questa immagine? Cosa va oltre le generazioni e il vissuto delle generazioni? L’esempio. Una persona si prende in carico l’onere (e l’onore) di dare dignità ad un simbolo.

Sta facendo un lavoro molto umile, un lavoro di pulizia e di decoro. Nel farlo dimostra rispetto per quello che fa, per il valore rappresentato da un Monumento nazionale. Un valore condivisibile o meno, sentito o meno perché sono passati circa cento anni, che ti può risuonare o meno dentro perché ci sei nato con quel simbolo e lo senti tuo mentre se non ci sei nato lo vivi come una cosa estranea.

Cosa dovremmo pretendere? La stessa considerazione che ho io dovrei pensare di averla in pari modo  da mio figlio che è nato più di cento anni dopo agli eventi che questo simbolo ricorda e che lo vive come una cosa lontana? Obiettivamente utopico. Però c’è una cosa che posso spiegare a mio figlio. Il gesto di una persona che, senza che qualcuno glielo abbia ordinato, prende in mano una gomma dell’acqua e una scopa e dedica un po’ del suo tempo per dare una testimonianza di impegno personale e di rispetto per un simbolo.

In questo caso un simbolo datato nel tempo di una fontana in ricordo dei Caduti delle Guerre Mondiali, ma potrebbe essere tranquillamente un murales o una scultura moderna. Se ci estraniamo dal giudizio di cosa è giusto o non è giusto, di cosa e moralmente etico o non lo è, di cosa ha senso o meno rispetto ad un giudizio personale, quello che resta alla fine è il gesto umile di questa persona.

Senza che qualcuno me lo chieda mi prendo cura di un di uno spazio che è bene comune, di un simbolo di identità che è bene comune, di un ricordo di qualcosa o di qualcuno che è bene comune. Tutto è bene comune, dipende dallo stato d’animo con cui si vuol vedere le cose. L’esempio personale contagia più di qualsiasi cosa.

Alfredo Cottini

About Alfredo Cottini

Nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Residente a Lugagnano sin dalla nascita, un figlio. Diplomato in Informatica presso l'ITIS G. Marconi di Verona. Attivo nel volontariato da 24 anni come socio attivo nell'Associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui è attualmente Vice Presidente e responsabile delle Pubbliche Relazioni. E' consigliere della Pro Loco di Sona. E' tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014.

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