I volontari di Protezione Civile del SOS Sona in prima linea nella campagna vaccinale contro il Covid

C’è un’Italia che sta viaggiando spedita nella campagna vaccinale anti Covid-19. Non mi piacciono i paragoni sui risultati raggiunti confrontando tra chi fa meglio in Europa o nel mondo, lo ritengo un parallelo inutile e una celebrazione altrettanto inutile a chi è più bravo di altri.

L’unica cosa che conta alla fine è il raggiungimento del più elevato numero di cittadini vaccinati nel più breve tempo possibile. Penso però che i risultati raggiunti possano assolutamente essere un parametro utile a confutare la tesi che siamo il popolo delle banane così come spesso, in certi ambienti e in certi contesti, noi stessi italiani ci etichettiamo. Ma per fortuna c’è anche chi, e siamo in tanti, il bicchiere cerca di vederlo nella maggior parte dei casi mezzo pieno e non mezzo vuoto e credo che la maggioranza degli italiani apprezzi quanto fatto finora.

In questa potente accelerazione delle vaccinazioni un grande merito va sicuramente riconosciuto alla nuova linea organizzativa intrapresa dal governo italiano e, un merito altrettanto importante, va a chi ha sostenuto, dal punto di vista logistico, questo cambio di marcia. Tra gli attori di questo progetto di squadra va sicuramente citato il mondo del volontariato, straordinaria macchina propulsiva tipicamente made in Italy. Tra questi attori il nucleo di Protezione Civile del SOS Sona ha sicuramente avuto un ruolo importante.

Dal 22 febbraio facciamo servizi di assistenza alla popolazione che si presenta agli hub vaccinali – ci dice Bruno Sperotto neo consigliere SOS e responsabile del nucleo di Protezione Civilecon turni di composti da due volontari. Controlliamo gli accessi verificando la congruenza degli orari di appuntamento e di arrivo, diamo indicazioni sui percorsi da seguire, sulla compilazione dei moduli di anamnesi, gestiamo il servizio di distribuzione sedie a rotelle, invitiamo a gestire le file in modo ordinato senza assembramenti, forniamo informazioni varie inerenti le fasi di svolgimento del percorso vaccinale”.

“Ad oggi, nei vari Hub provinciali – precisa Brunoabbiamo fatto 44 turni presso Fiera Verona, 11 turni a Bussolengo (nella foto sopra, di Mario Pachera), 10 turni presso III Stormo di Villafranca e 1 turno a Legnago. 66 i giorni impegnati per oltre 460 ore dedicate all’attività. Attualmente, in nostro impegno, è su due turni a settimana presso il III Stormo e tre turni a settimana a Bussolengo. Dal 12 al 16 aprile su richiesta del Comune di Sona abbiamo aperto il centralino emergenze per contattare gli oltre 260 ultraottantenni del comune che non risultavano ancora vaccinati per invitarli all’open day loro dedicato e per raccogliere le segnalazioni relative a chi invece non era in condizioni di muoversi o non voleva farlo. All’occorrenza abbiamo fatto e possiamo fare trasporti verso il centro vaccini di Bussolengo per chi non è autonomo e non ha una rete di supporto”.

Fare servizio ai centri vaccinali – ci dice Michela volontaria della Protezione Civilerappresenta il prendere contatto della realtà di tutti i giorni di tante persone che hanno bisogno di assistenza. Tanti gli anziani che entrano al centro spaesati e timorosi, ma con tanta voglia di fare il vaccino e voltare pagina. Alcuni assistiti dai famigliari, alcuni no. L’attesa diventa occasione per una chiacchierata, per una confidenza. Ricerca di calore umano e contatto che la pandemia ha diradato in questi lunghi mesi. Molti quelli accompagnati dai nipoti, a mio avviso una fotografia perfetta da tramandare ai posteri di quale volto dovrebbe avere una diffusa coscienza civica in questo paese“.

Il presidente SOS Pierluigi Briggi ci rilascia un suo commento in merito. “La nostra Squadra di Protezione Civile, fin dall’inizio della pandemia è stata molto impegnata e si è dimostrata preziosa nella collaborazione a supporto delle istituzioni, prima come assistenza alla popolazione, poi nei centri tampone e ora anche nei centri vaccinali. SOS non è l’unica associazione impegnata nei centri vaccinali, tantissime altre stanno dando il proprio apporto. Con esse anche le associate di UNI.VER.SO Unione Veronese Soccorso che operano nei vari centri, sia come Protezione Civile che come assistenza sanitaria”.

Il presidente Briggi fa poi una considerazione importante: ”All’inizio di tutto si parlava quasi esclusivamente di coinvolgimento di personale sanitario ed è indubbio che il ruolo che ha avuto è stato essenziale. In fin dei conti si trattava e si tratta di emergenza sanitaria. È stato però altrettanto chiaro, sin da subito, che la massa critica organizzativa garantita dal Volontariato è stata una manna dal cielo. È innegabile che guardando al ruolo assunto da SOS Sona, ed in particolare dal nucleo di Protezione Civile, non possiamo che essere soddisfatti e fieri di quanto fatto. Abbiamo tutti la fondata speranza che le istituzioni tengano in considerazione le organizzazioni di volontariato non solo nei momenti  del bisogno, ma anche nei così detti periodi di pace”

Quando vengono meno le necessità date dall’emergenza e i bisogni sono meno impellenti . conclude il presidente del SOS Sona – qualcuno pensa di poter fare a meno delle Associazioni di Volontariato. Ma ciclicamente la storia insegna l’esatto contrario. Queste emergenze devono far capire a tutti che è proprio nei momenti di pace che bisogna strutturarsi, acquisire mezzi e attrezzature, fare formazione ed addestramento, soprattutto per le associazioni di volontariato che con la loro disponibilità nei momenti del bisogno, quando le istituzioni deputate sono messe alla prova e qualche volta dimostrano serie difficoltà, rispondono sempre presenti”.

In un quadro, quello della campagna vaccinale, il cui barometro ha virato al bel tempo portando con sé positività e speranza nel futuro, il senso di rispetto e gratitudine per l’impegno profuso da tante persone ed organizzazioni è altissimo.

Mi sia concesso l’eufemismo, che non vuole essere polemica: il volontariato non è una giacchetta da tirare all’occorrenza, ma una macchina da tenere curata. Ognuno può fare la sua parte: l’ente pubblico con il sistema delle convenzioni e affidamenti diretti di servizi e beni legittimati per altro dalla Riforma del Terzo Settore, il cittadino ricordandosi dell’esistenza della rete di volontariato del proprio territorio con la destinazione dei propri 5×1000 e 2×1000 o entrando a far parte delle organizzazioni con il proprio impegno personale.