I significati importanti (anche sul nostro territorio) di Trento capitale europea 2024 del volontariato

Il 3 febbraio scorso, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la città di Trento ha celebrato ufficialmente il riconoscimento di un incarico, a lei conferito, di grande prestigio: quello di essere la Capitale Europea del Volontariato per l‘anno 2024. Ha ricevuto il testimone dalla città norvegese di Trondheim, che ha rivestito questo ruolo nel 2023. Presente all’evento, in qualità di presidente di CSVNET la rete dei Centri di Servizio di Volontariato d’Italia, la nostra concittadina Chiara Tommasini.

L’istituzione della Capitale Europea nasce nel 2013 per volontà del CEV ossia Centro per il Volontariato Europeo. L’intenzione era, ed è tutt’ora, quella di rafforzare, ispirare e riconoscere l’opera che i volontari svolgono territori in cui vivono, conferendo il riconoscimento a quelle municipalità che sostengono e rafforzano il volontariato dando ad esso il necessario sostegno attraverso accordi di partenariato con gli enti rappresentativi del movimento quali i Centri di Servizio ed altre organizzazioni territoriali. Il comune premiato viene scelto tra i candidati da una giuria internazionale composta da personalità chiave legate al movimento volontaristico, che rappresentano la società civile, il settore privato e no-profit, nonché le istituzioni dell’Unione Europea.

É quindi un riconoscimento legato al mondo civile che presta la propria opera a favore degli altri. Quello del volontariato è un movimento che agisce in tutta la Comunità Europea e che accumuna, nel suo essere sentimento nobile, tutte le Nazioni che fanno parte di questa unione politica, sociale ed economica.

Durante tutto l’anno Trento sarà il centro di numerose iniziative promozionali e multitematiche il cui calendario è definito ed è consultabile a questo link. Da quello che vediamo sulla pagina è possibile proporre delle nuove iniziative per cui è presumibile (e auspicabile per certi versi) che il calendario si possa arricchire di altri eventi nel corso dell’anno.

Il Presidente Mattarella, uomo delle istituzioni dotato di notevole sensibilità verso tutto ciò che è manifestazione di civiltà e coesione tra i popoli, parla così riferendosi al volontariato: ”È una risorsa preziosa che ha per vocazione la cura degli altri esseri umani. In un tempo di spinte estreme all’individualismo, alle paure che frenano la vocazione solidale dell’uomo, la cultura della cura di cui i volontari si fanno portatori è sempre più complessa, ma è così che si costruiscono beni comuni. Fare i volontari vuol dire essere cittadini attivi, fare il proprio dovere, avere cura della Repubblica e dell’Europa”. E, da Presidente della Repubblica Italiana, ha pienamente ragione nel sentirsi partecipe e fiero per quello che il suo paese sa mettere in campo in questo ambito.

Nel 2021 l’ISTAT ha effettuato un censimento di tutto il mondo no-profit del nostro paese. I dati che emergono sono a dir poco impressionanti: più di 4,5 milioni le persone che operano nelle Associazioni di Volontariato tra le più disparate dal punto di vista del fine sociale a cui si ispirano, per un totale di Organizzazioni che li accolgono che supera le 360mila unità. A questi vanno aggiunte circa 900mila persone che lavorano alle dipendenze degli enti e che sono parte fondamentale per l’organizzazione e la gestione di realtà a volte molto complesse. Una marea umana in movimento.

Dalla cerimonia dello scorso 3 febbraio nelle parole del sindaco della città di Trento Franco Ianeselli ho colto un passaggio di sintesi molto significativo. Riferendosi alla città norvegese di Trondheim che ha preceduto Trento nel ruolo di Capitale ha affermato: “Trondheim è una città che mi ha affascinato e sorpreso. Qui ho trovato gentilezza, efficienza e passione. Qui ho imparato una nuova parola, ‘Dugnad’, che in poche lettere riassume un concetto immenso: lo ‘spirito di voler lavorare insieme per una comunità migliore’. Dugnad entrerà nel vocabolario della città di Trento nel 2024, sarà la parola-testimone, il filo rosso che unirà i volontari trentini ai volontari di Trondheim”.

Gentilezza, efficienza, passione, lavorare assieme per una comunità migliore. Parole che contribuiscono a definire appieno il concetto di solidarietà, spirito guida dell’essere volontario. Dall’Europa si rinforza quindi il concetto che è un valore universale che lega tra loro persone della stessa comunità ma anche persone di comunità diverse in tutto il mondo.

Nel cercare il significato etimologico della parola solidarietà ho trovato dal Latino solidum: solido, solidità, la sostanza, l’essenziale, in una accezione più economica anche “obbligazione in solido” parlando di denaro. Fu in Francia, verso gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, che il termine solidarietè viene introdotto per la prima volta nel significato di “legame di ciascuno con tutti”. In particolare, il concetto di solidarietà diventa sinonimo di coesione ed integrazione sociale.

La solidarietà è un sentimento nobile che arricchisce sia chi la solidarietà la riceve sia chi la dona. La solidarietà esiste e quando serve si palesa nell’animo e nella disponibilità delle persone. Ne vediamo la sua manifestazione tangibile ogni giorno nelle nostre comunità e non solo.

Viviamo in un momento storico internazionale di estrema conflittualità tra i popoli, la vita e la dignità umana sembrano valere sempre meno. Ma non bisogna arrendersi di fronte a questo. Abbiamo bisogno tutti di sentire parlare di positività, di affettività, di fratellanza. Abbiamo tutti il bisogno di sentire nominare sempre più spesso la parola solidarietà e poi viverla nel concreto per vedere il mondo con altri occhi. Perché è solo diventandone parte attiva che la riusciamo a comprendere fino in fondo.

Ben vengano quindi le molteplici iniziative, che nascono nelle nostre comunità, che portano i giovani a vivere anche esperienze di volontariato al di fuori delle comunità e delle nazioni in cui vivono.

Esperienze come quella vissuta da Giovanni Siliotto in Albania o come quella vissuta da un gruppo di ragazzi in Togo, portano ricchezza. È quella ricchezza non materiale ma squisitamente umana e spirituale. Il compito della rete del volontariato è creare, sempre più, le condizioni affinché i giovani vengano stimolati ed incuriositi a vivere esperienze di volontariato sia nella propria comunità sia al di fuori di essa. Il vissuto sul campo, il toccare con mano l’effetto delle proprie azioni vivendone i benefici, gli scambi sociali e culturali con altre nazioni, la non paura a vivere le differenze, l’affrontare le difficolta attorno a sé e con la necessità di modellare e modificare il proprio modo di vedere e sentire, fanno crescere. E quando questi ragazzi si arricchiscono sempre di più dentro di loro creano emulazione positiva.

Mi sento di chiudere con un consiglio che vuole anche essere un auspicio e una esortazione: a chi ha tempo a disposizione, poco o tanto che sia, a chi ha poco tempo ma può dare un sostegno materiale al volontariato, a chi ha talenti e competenze personali da condividere, consiglio di provare l’esperienza illuminante di donare qualcosa di sé a qualcuno, senza riceverne nulla di materiale in cambio. Si chiama essere volontari. Non esistono endorfine così potenti in grado di generare un tale benessere personale in un individuo che agisce il volontariato.

Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Amo il mio cappello da Alpino per quello che rappresenta. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio uno strumento utile per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino