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Quello di quest’anno sarà un Natale differente da tutti precedenti, segnato dalla pandemia e da tutte le conseguenze che ne derivano: questo vale anche sul piano religioso, con le celebrazioni che si dovranno adattare a tutti gli adeguamenti a cui ormai siamo abituati.

Abbiamo incontrato Mons. Giovanni Ottaviani, Parroco di Lugagnano (nella foto di Mario Pachera), per farci spiegare che significato avrà un Natale così anomalo per la nostra comunità.

“Dobbiamo soffermarci non solo sui nessi che il Natale può avere con la pandemia, ma dobbiamo anche cercare di non trascurare ciò che va oltre il Covid – esordisce don Giovanni -: il rischio è quello di avere in mente solo questo anche a Natale, tralasciando i tanti significati belli che il Natale ci permette di ricordare”.

“Prima di tutto la bellezza del Natale ci mostra un Dio che ha assunto la nostra umanità per avvicinarla a lui: questo ci deve fare ricordare la grande dignità che ognuno di noi ha, nonostante tutte le difficoltà che la vita ci mette davanti, soprattutto quella degli ultimi e degli emarginati. Un secondo significato che mi piace sottolineare è l’immagine di pace che ci mostra Gesù come bambino: un bambino non può far altro che amare ed essere amato, non conosce la violenza e il male che si porta dietro. Non dobbiamo dimenticare le tante e diverse forme di violenza che ci sono nel mondo: Dio si mostra di fronte ad esse non come un supereroe che sbaraglia i ‘cattivi’, ma con la pace di un bambino. Da parte nostra anche noi non siamo chiamati all’impossibile ma dobbiamo partire dal dialogo e dal perdono”.

“Un terzo significato – indica il Parroco di Lugagnano – lo lego al creato come dono di Dio. Papa Francesco insite molto sul tema dell’ecologia: il Natale ci ricorda anche che Dio ha mandato sulla terra suo Figlio come per restituire al mondo la sua bellezza originaria, troppo spesso corrotta dall’avidità e dallo sfruttamento dell’uomo, che spesso vede il creato come il proprio parco giochi personale e non come dono prezioso di Dio”.

“Per quello che riguarda il Covid, infine, il Natale 2020 ci insegna l’essenzialità della vita, la sincerità che dobbiamo avere nei rapporti tra di noi; ci insegna a vivere le relazioni in modo diverso e meno superficiale: dobbiamo avere lo stile della fraternità, perché è in periodi come questi che ci accorgiamo che tutti abbiamo bisogno di tutti, che il mondo si salva se teniamo uno stile fraterno”.