I (primi) 25 anni di una storia viva! Il Sos sabato in festa

Il 2015 è l’anno in cui il S.O.S. festeggia i 25 anni di onorato servizio,  le nozze d’argento con la nostra comunità. In questa occasione, ed in previsione dei festeggiamenti di sabato prossimo, abbiamo chiesto di raccontarci la storia di questa gloriosa Associazione al Vicepresidente (e già Presidente) Alfredo Cottini. Sul Baco in edicola da sabato 3 ottobre pubblichiamo inoltre un’intervista ai tre Presidenti della storia del SOS: Alberto Cinquetti, Alfredo Cottini e Pierluigi Briggi.

La nascita dell’Associazione è datata 19 Aprile 1990. 21 persone (Aldrighetti Michelangelo, Baldo Sandro, Boscaini Angelo, Caleffi Aldo, Lamberti Umberto, Turrini Luigi, Spada Domenico, Apostoli Luca, Cinquetti Alberto, Farina Renato, Laorno Giovanni, Parise Fernando, Sala Luigi, Stevanoni Dario, Tosoni Angelo, Trazzi Paolo, Camino Giuseppe, Costa Mario, Cristini Roberto, Faccioli Vittorio, Giardini Vittorio), provenienti da vari ambiti sociali e politici della nostra comunità, si riunirono in comune a Sona davanti al Notaio Alberto Androvetto e controfirmarono l’atto costitutivo dell’Associazione S.O.S Servizio Operativo Sanitario (nella foto sopra).

Era l’inizio di una splendida avventura che ha portato l’Associazione, ai giorni nostri, a festeggiare, in una cavalcata lunga appunto 25 anni, questo stupendo traguardo.

Più di 1.500 persone, tra soccorritori e tecnici di Protezione Civile volontari, medici ed infermieri, hanno solcato la soglia della nostra sede. Un numero veramente impressionante! Intere generazioni di persone si sono succedute nei vari ambiti di servizio in cui l’Associazione è sempre stata molto attiva: da quello socio sanitario dell’emergenza territoriale extra-ospedaliera a quello della Protezione Civile locale e nazionale.

Il tempo sbiadisce un po’ i ricordi ma, nella memoria dei più vecchi di Associazione, ancor oggi vivono situazioni, aneddoti, storie di incontri e di persone, ricordi di momenti di gioia e di momenti difficili che tutti assieme appartengono ai nostri affetti più cari.

Si dice sempre che ricordare il passato non debba essere segno di attaccamento a qualcosa che non c’è più (o che quantomeno che non è più com’era un tempo) per non affrontare il futuro, ma la nostra forza e la nostra coesione sono proprio i nostri ricordi. Perché sono singoli anelli di una grande catena  fatta di umanità, socialità, spirito di abnegazione e di servizio,  spirito di sacrificio, impegno personale, professionalità, collaborazione, integrità, onestà, passione. Valori che appartengono al nostro DNA e che rappresentano la nostra identità e la nostra forza.

foto della ambulanza numero 1 da cui tutto è partito
Una foto dell’ambulanza numero 1 del SOS, da cui tutto è partito. Sopra l’atto costitutivo del SOS del 19 aprile 1990

Perché sono valori  insiti nel nostro atto costitutivo e perché cerchiamo di viverli con intensità ogni giorno. Ricordi di qualcosa che è stato e solida base per quello che c’è oggi e che ci sarà domani!

Difficile trovare le parole per raccontare questa lunga storia di vita. Da ricordare sicuramente le origini e le successive evoluzioni nel corso degli anni.

L’idea di costituire un’associazione dedita al primo soccorso d’emergenza era maturata all’interno del Comune di Sona grazie ad un gruppo di volontari residenti nel Comune, operanti già da anni presso le varie “croci” del territorio veronese, che si chiedevano come fare per portare un servizio di soccorso in un territorio “scoperto” come era allora il territorio di Sona. Ad essi si era affiancata la disponibilità degli Amministratori Locali.

In quello stesso periodo scomparve in giovane età, a causa di una grave malattia, una ragazza sonese. La sua famiglia pensò ad un gesto concreto che potesse andare a sostenere iniziative come borse di studio intitolate alla sua memoria o qualcosa di utile per la collettività. Anche la donazione di un’ambulanza era tra le ipotesi prese in esame.

Questo desiderio si incontrò con l’idea che stava maturando nel Comune. Da questa semplice idea, nasce un progetto che, piano piano, viene sviluppato e porta alla nascita di “una associazione volta al servizio di ambulanza per il soccorso ed il trasporto di feriti e malati” in risposta alla necessità di un servizio di primo soccorso nel comune di Sona e nelle zone limitrofe.

L’anno successivo il primo grande salto di qualità. Viene stipulata con l’allora ULSS26 (divenuta poi ULSS22) una convezione di servizio che prevedeva che l’ambulanza di stanza a Sona diventasse medicalizzata. Da allora, fino ai giorni nostri,  la nostra ambulanza ospita a bordo un medico specialista di emergenza-urgenza. Veniamo allertati dal 118 nei casi gravi che prevedono l’impiego di un operatore sanitario (il medico) che può mettere in atto delicate azioni salvavita sul paziente soccorso. Nel corso di questi 25 anni sono successi tantissimi fatti politici e sociali, che hanno portato cambiamenti sostanziali sul nostro territorio e sul suo tessuto socio sanitario.

Ma la medicalizzazione della nostra postazione di primo intervento non è mai stata messa in discussione. Ci siamo chiesti più volte: quale sarà il motivo? In tante situazioni ci siamo sentiti definire dei raccomandati, degli ammanicati con la politica, dei privilegiati o altro. Abbiamo subito anche diversi attacchi di persone che, avendo spesso interessi personali in gioco, hanno cercato situazioni o opportunità per mettere in cattiva luce il nostro operato nei confronti della comunità o delle amministrazioni comunali o sanitarie. Tentativi sempre rispediti al mittente perché privi di fondamento e regolarmente smantellati con “le nostre armi letali” : integrità, onestà, trasparenza, impegno. professionalità. Questo il nostro elisir di lunga vita!

Gli stessi operatori sanitari (medici e infermieri) sono persone che vengono da noi personalmente selezionati e valutati sia per le loro capacità professionali (competenza deputata al nostro Direttore Sanitario) sia per le loro qualità umane. Attitudini che, nella nostra visione, non possono essere esclusive tra di loro ma appartenenti assieme al nostro profilo ideale di medico o infermiere.

SOS esercitazioneAgiamo ed operiamo sul nostro territorio, siamo costantemente a contatto con la sofferenza e le difficoltà dei nostri concittadini, dobbiamo avere una marcia in più sia dal punto di vista prettamente medico-sanitario sia dal punto di vista umano. Non sempre si tratta di “prendere per i capelli” una vita, a volte si tratta anche solo di stringere una mano ed avere una parola di conforto… A volte (molte volte) entrambe le cose assieme.

Nel 1997 la nostra esperienza si arricchisce di un altro tassello importante. Prende il via anche il servizio diurno con infermiere professionale a bordo dell’ambulanza. Gli infermieri provenivano tutti da aree critiche dell’ospedale, quindi persone esperte di emergenza-urgenza. Il SOS diventava quindi un polo importante per l’emergenza extra-ospedaliera dell’ULSS22 con un servizio h24 per 365 giorni all’anno (diurno infermiere, notturno e fine settimana con il medico). L’esperienza diurna, con grande rammarico, è terminata alla fine del 2013. Troppi i costi da sostenere paragonati agli insufficienti rimborsi che l’ULSS22 ci riconosceva per questo servizio. Un vero rammarico.

Nel 2004, a seguito dell’omonima esercitazione “SONA 2004” un’altra tappa fondamentale: la nascita del nostro nucleo di Protezione Civile. Un vero e proprio completamento della nostra identità di Associazione dedita al primo intervento! “Arancioni” e “gialloni”, come simpaticamente chiamiamo i Soccorritori Sanitari i primi e i tecnici di Protezione Civile i secondi, si sono integrati sin da subito in un corpo unico granitico in grado di erogare un servizio di alta qualità alla comunità.

Il picco massimo di questo grande sodalizio è stato toccato nel 2009 nel corso di un evento drammatico che ha colpito l’Italia: il terremoto dell’Aquila. Per più di due mesi i nostri volontari, medici e infermieri sino sono alternati sul posto fornendo assistenza sanitaria e logistica al campo base nato nella località di S. Ruffina. Una esperienza che ancora oggi fa brillare e bagnare gli occhi a tutte le persone che vi hanno preso parte.

Possiamo quindi affermare che l’evoluzione del S.O.S. è stata caratterizzata da un crescendo costante di valore e di presenza nella Comunità. La stessa Comunità ha sempre avuto una percezione molto positiva di noi, riservandoci continuamente apprezzamenti, stima, fiducia e sostegno concreto. Che non vengono da soli per grazia ricevuta: abbiamo e stiamo seminando e probabilmente raccogliamo!

Siamo ormai un’associazione matura e consapevole dei propri mezzi e delle proprie potenzialità. Siamo arrivati a questa consapevolezza con un cammino fatto di impegno, preparazione, impegni sfidanti, capacità di relazione e di capitalizzazione di esperienze e professionalità. Il volontariato di S.O.S. è infatti un Volontariato altamente specializzato ed interventista. Se da un lato questo implica che, per portare avanti l’Associazione, sia richiesto un impegno che va oltre la sola buona volontà e/o disponibilità, dall’altro è uno stimolo costante a migliorarsi ed ad evolvere.

E questi aspetti sono, probabilmente, l’additivo principale per il nostro motore che lavora a pieni giri. Sono anche la materia prima che ci rende “attraenti” per un tipo di volontariato molto giovane e d’azione, per quanto concerne il servizio di ambulanza. Così come ci rende molto captivi per i volontari non più giovani per un tipo di volontariato meno interventista ma comunque specializzato qual è quello della Protezione Civile. In poche parole ne abbiamo per tutti i gusti. Ci piace sottolineare in particolare che, per quanto concerne la protezione Civile, tante sono le persone che, al termine della loro carriera lavorativa, si sentono ancora in forze e in grado di dare qualcosa alla Comunità. Oltre a portarsi dietro un bagaglio di competenze umane e professionali che possono essere molto utili alle nostre molteplici attività. Un capitale umano da valorizzare e da non disperdere!

sos sona marzo 2015Rimarchiamo e rinforziamo l’importante concetto delle cooperazione tra le Associazioni: nel momento in cui abbiamo deciso di “uscire” dalle mura della nostra sede ed aprirci alla collaborazione con altre entità, siano esse con finalità pari alle nostre o meno, la consapevolezza di noi stessi è cambiata. E con essa anche quella degli altri nei nostri confronti. Il mondo attorno a noi è cambiato…

Non c’è futuro, secondo la nostra visione, per un Volontariato che si chiude in se stesso e non lascia spazio alla cooperazione e alla collaborazione. Ogni Associazione, al tavolo della cooperazione, ha tanto da trasmettere e tanto da imparare l’una dall’altra. E’ un percorso che, partito piano piano sull’onda della crisi economica mondiale, ora è un treno in corsa che non si può non prendere…

Per non disperdere, nell’evoluzione naturale delle cose, capitali umani ed economici che tutte le Associazioni hanno accumulato nel corso di anni di concreto impegno. Per non consegnare ai nostri giovani delle Associazioni che sono delle scatole vuote e che, in breve tempo, se ne andranno assieme a coloro che, tanti anni prima, ci hanno messo tempo, impegno e passione per farle nascere.

Questo traguardo dei 25 anni ci riempie di gioia e orgoglio. Sabato prossimo 3 Ottobre festeggiamo. Il programma prevede dalle ore 16 presso il mercato delle pesche di Sommacampagna un’esercitazione per i volontari Sanitari e di Protezione Civile, dalle 19 alle 20 un aperitivo di benvenuto e dalle 20 la cena per il venticinquesimo.

Dal 4 Ottobre però l’attenzione ritorna al quotidiano: abbiamo un impegno preciso nei confronti dei nostri concittadini, anche dal nostro lavoro può dipendere la qualità di vita di tante persone che, sfortunatamente, possono incorrere in problemi legati alla salute o ad eventi naturali calamitosi.

Questa concentrazione sui bisogni concreti di tutti i giorni è il nostro stimolo costante. Sarà lo stimolo che ci accompagnerà verso altri traguardi. Nel 2020 saranno 30 anni  di vita S.O.S. Ci saremo!

Alfredo Cottini

Vice Presidente del SOS

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