I giorni della Memoria e del Ricordo a Sona

Ascolta questo articolo

Martedì 2 febbraio scorso presso il teatro parrocchiale di Sona, l’Amministrazione comunale ha organizzato un incontro per il Giorno della Memoria con la rappresentazione teatrale “Yad-Vashem – La Memoria dell’Olocausto” a cura della Compagnia “il Nodo” di Desenzano del Garda.

 

Due attori hanno letto testi di autori vari, lettere e testimonianze dell’epoca, con l’intento di far conoscere uno dei periodi recenti più bui della storia europea, l’eccidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. L’alternarsi dell’interpretazione dal vivo in forma teatrale e lo scorrere di filmati e fotografie ha reso di forte impatto quanto è stato descritto, ben oltre a quello che le parole da sole avrebbero potuto ottenere.

 

La rappresentazione è stata divisa in cinque parti:

– La fine della Repubblica di Weimar. L’illusione di una vita normale con descrizioni su vicende accadute a Vienna.

– I Ghetti, con particolari su quanto di tragico è successo in quello di Varsavia in Polonia

– I Rastrellamenti, con dettagli su quello avvenuto Roma nella notte del 15 ottobre 1943

– I Campi, con notizie in particolare di quello per bambini di Terezin, oggi Repubblica Ceca.

– La Speranza, racconti di sopravvissuti con l’incapacità di superare una simile tragedia.

 

Rappresentare l’Olocausto in forma teatrale è risultata essere una scelta che è riuscita a coinvolgere emotivamente la pur non ampia presenza di Amministratori e di cittadini. Anche chi da tempo ha preso coscienza di quanto è successo in quei terribili anni, di fronte a testimonianze personali così pregnanti non ha potuto che rimanere duramente colpito.

 

L’incontro per il Giorno del Ricordo si è tenuto sempre nel teatro parrocchiale di Sona il 16 febbraio scorso con la rappresentazione teatrale Foibe e Fobie: Anagramma di una Strage Occultata, spettacolo storico documentaristico a cura della Compagnia teatrale “Teatro dei Pazzi” di San Donà di Piave, diviso in due parti. La prima, ad uso soprattutto delle scuole, come ha spiegato il regista Mario Giusto, attraverso la lettura di brani ha raccontato le vicende antecedenti ai fatti: caduta del governo Mussolini, armistizio con gli anglo-americani, nascita della Repubblica di Salò, caos generale fra le truppe italiane presenti sui diversi fronti di guerra e nelle aree da loro occupate, in questo caso l’interno dell’Istria.

 

In quella situazione iniziarono e durarono per due anni le violenza dell’esercito del Generale Tito contro gli Italiani, occupanti fino a quel momento del territorio e anche contro chi semplicemente svolgeva attività economiche in agricoltura, nel commercio o nei servizi, come Poste, Inps, Amministrazioni pubbliche. La seconda parte, attraverso letture ed interpretazioni di una dozzina di attori, ha raccontato le esperienze personali di alcuni che, per casi fortuiti, riuscirono a risalire dalle cavità nelle quali, martoriati, erano stati gettati e di altri là deceduti, ma delle cui esperienze tragiche furono testimoni parenti o conoscenti. La rappresentazione è stata intervallata e si conclusa con la tragicamente suggestiva rappresentazione di una foiba e di chi all’interno di essa cercava scampo ad una morte orribile.

 

Si è trattato di un’ottima rappresentazione con punte di eccessiva crudezza. Modeste anche in questo caso le presenze.

 

Delude sempre verificare come simili iniziative, che pure vengono pubblicizzate adeguatamente attraverso le scuole comunali e quindi rese note a molte famiglie, trovino così scarse adesioni, soprattutto da parte dei giovani per i quali il messaggio di dolore e di memoria potrebbe essere momento importante di crescita. I genitori dovrebbero considerare come impegno educativo, non appena l’età lo consenta, di avvicinare i propri figli alla conoscenza di simili tragiche vicende.

 

Lodevole l’impegno dell’Assessorato alla Cultura che, anno su anno, rinnova l’iniziativa sempre con cura organizzato dalla Dottoressa Tessaro e dall’organizzazione Biblioteca comunale.