Durante i primi mesi dell’anno, gli studenti delle classi quinte del Liceo Medi sono stati coinvolti in un progetto di educazione civica incentrato sulla Land Art, intitolato “Radici in libertà”.
Lavorando in gruppo, ogni classe si è impegnata a scegliere un diritto umano e a rappresentarlo attraverso un’opera d’arte, utilizzando prevalentemente materiali rinvenuti in natura. Questo percorso non ha stimolato solo la creatività e l’immaginazione, ma ha soprattutto valorizzato la capacità di collaborare e di suddividere i ruoli per lavorare al meglio.
Il progetto ha permesso agli studenti di dare prova del raggiungimento dei principali obiettivi scolastici, quali la maturità, la capacità organizzativa e il problem solving, quest’ultimo fondamentale per trovare soluzioni alternative qualora l’idea iniziale non si potesse realizzare.
Non è mancata, inoltre, una gestione consapevole del tempo, essenziale per completare le opere entro la data di scadenza prestabilita. Non è un caso, infatti, che questa attività sia stata dedicata proprio alle classi quinte, poiché sono loro che devono dimostrare concretamente la propria maturità attraverso questo percorso scolastico.
Il risultato finale è stato un vero e proprio capolavoro di diritti umani. Dopo aver fatto ordine tra i propri pensieri, gli studenti hanno trasportato tutto il materiale necessario presso il Parco del Tione per realizzare e ultimare le proprie installazioni.
I diritti scelti dalle varie classi sono stati molteplici e differenti tra loro. Una classe ha affrontato il diritto all’istruzione, inteso come l’opportunità per tutti di accedere alla formazione, realizzando una scala per consentire idealmente a chiunque di raggiungere e toccare un libro appeso a un albero, anche per coloro che senza scala non riuscirebbero ad arrivarci.
Un’altra ha scelto di mettere in evidenza i diritti delle donne e la sensibilizzazione contro i femminicidi, appendendo ai rami di un albero una serie di testimonianze in bianco e nero affinché potessero essere viste da tutti.
Il diritto negato alla libertà di espressione è stato invece rappresentato attraverso un volto realizzato da sassi, le cui labbra, realizzate con foglie e spago, dovevano simboleggiare il fatto di essere cucite, suggerendo il silenzio imposto.
Un altro gruppo ha voluto esprimere nuovamente il diritto all’istruzione e al futuro raffigurando un albero con le foglie contornate dalle impronte dei bambini, racchiuso all’interno di un libro dal quale parte un sentiero che conduce a una porta, simbolo del domani; con questa opera si è voluto comunicare che ogni bambino dovrebbe avere la possibilità di accedere all’istruzione per poter realizzare i sogni del proprio futuro.
Il diritto inalienabile della famiglia, intesa come luogo di crescita e accoglienza, è stato presentato da un’altra classe tramite la costruzione di un nido, richiamando esplicitamente il concetto di casa espresso dal poeta Giovanni Pascoli.
Un’ulteriore quinta ha espresso il tema del lavoro minorile e il conseguente diritto all’infanzia attraverso la figura di una bambina le cui braccia si dividevano in due sentieri opposti: da un lato, un percorso costruito con materiali duri, scuri e spenti faceva emergere la durezza dello sfruttamento; dall’altro, un sentiero di erba e fiori, soffice e colorato, rappresentava i diritti e la serenità che ogni bambino dovrebbe poter avere.
Infine, una classe ha voluto rappresentare il diritto alla vita utilizzando corde di diverse lunghezze, scelte per simboleggiare gli ostacoli e le differenti tappe che si possono incontrare nel corso dell’esistenza.
Il termine stesso “Land Art” è nato in America alla fine degli anni ’60 per indicare una forma d’arte che agisce direttamente sul paesaggio naturale, trasformando il territorio stesso nel soggetto e nell’oggetto dell’opera. In questo caso specifico, l’ambiente ha accolto la rappresentazione dei diritti umani presi dall’Agenda 2030.
L’aspetto più affascinante dell’iniziativa è che tutti i progetti sono risultati unici e diversi tra loro. Questa varietà dimostra chiaramente come le opere siano realizzate da esseri umani e non dall’intelligenza artificiale. È proprio questa la differenza cruciale tra questi due soggetti: l’IA non è in grado, e non lo sarà mai, di immaginare, riflettere o suscitare autentiche emozioni, poiché si limita a raccogliere informazioni da altri siti e a riproporcele.
La scuola, al contrario, ci porge le informazioni ma ci insegna a rifletterci sopra, con l’obiettivo fondamentale di far crescere e maturare una persona.
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