Piero Angela, la spazzatura di Bruxelles e i cittadini che siamo a Sona

Nel suo ultimo, straordinario, libro “Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute”, il grande divulgatore scientifico Piero Angela raccontando dei suoi anni da corrispondente della RAI da Bruxelles scrive che “un’altra cosa che ci rimase impressa era il fatto che al mattino i commercianti pulivano il marciapiede con acqua e spazzolone: un modo semplice e pratico per tener pulite le strade. In Italia siamo abituati a vedere lungo i marciapiedi e i viali una continua scia di cartacce, plastica, rifiuti di vario tipo, e la colpa viene data al sindaco, ai servizi di nettezza urbana, o a chiunque altro. Ma è pazzesco! Chi sporca pretende che siano gli altri a venire a raccogliere la sua immondizia! E non c’è una reazione nemmeno quando si vede qualcuno gettare rifiuti. Manca quello che in altri paesi si chiama il controllo sociale, cioè la capacità di tutelare il bene comune e reagire contro chi si comporta in modo incivile.”

Poche righe, quasi banali, che sanno però inquadrare con efficacia e lucidità assoluta un problema immenso, che va ovviamente ben oltre la spazzatura per strada e che ci coinvolge pienamente tutti, anche a Sona.

Se non rimettiamo in campo il valore di considerarci cittadini attivi e se non ritroviamo il senso di ritenere nostra precisa responsabilità personale il benessere della comunità dove viviamo, di Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio e Sona non vi è futuro possibile.

Delegare sempre agli “altri”, chiedere sempre che siano gli “altri” ad impegnarsi per risolvere quelli che invece sono anche problemi nostri non ci porta da nessuna parte. La parola chiave è proprio responsabilità: perché come ci insegna quel grande pensatore che è Galimberti, democrazia non è votare, votare è solo un modo per scegliere i capi. La democrazia sono cose: comunità che funzionano, possibilità per tutti di accedere a servizi e di avere le stesse opportunità, solidarietà sociale, sostegno reale a chi ne ha bisogno. Cose, non parole. Ma serve responsabilità personale.

Sapremo capire anche a Sona quello che è così chiaro ad uno straordinario italiano di novant’anni qual è Piero Angela?