I cinquantotto giovani Sonesi che partirono per la guerra d’Abissinia del 1935. Una storia poco conosciuta

Nel secondo libro edito dal Baco nel 2014 abbiamo dedicato molte pagine al contributo di sangue dei giovani del Comune nella Prima Guerra Mondiale.

Il prossimo libro, terzo sulle vicende civiche del Comune e che si titolerà “Il Ventennio Fascista ed il ritorno alla Democrazia (1926-1951)” racconterà gli anni della Seconda Guerra Mondiale nel nostro territorio e nella vita dei nostri concittadini di allora.

Un’accurata ricerca svolta presso l’Archivio storico comunale e presso all’Archivio dello Stato ci ha consentito di completare l’elenco dei molti Caduti non registrati sui Monumenti perchè dispersi nelle vicende belliche più tragiche dall’Africa ai Balcani, ma soprattutto sul fronte russo. Molti di loro furono dichiarati morti con la formula di “morte presunta”, dopo molti anni dal termine del conflitto.

Il risultato della ricerca vuole essere un doveroso omaggio a chi ha dato tutto nel compimento del proprio dovere di cittadino, all’interno di vicende spesso non condivise.

Con questo articolo vogliamo, invece, fornire alcune informazioni su una guerra minore, quella coloniale per la conquista dell’Etiopia. Tutto ebbe inizio quando, il 3 ottobre del 1935, Mussolini colse il pretesto di alcuni sconfinamenti di bande armate in Eritrea italiana per dichiarare guerra al Regno di Etiopia del Negus Haile Selassie. La guerra si concluse dopo sette mesi con l’occupazione da parte del Regno d’Italia di tutto il territorio etiope e l’assunzione da parte di Vittorio Emanuele III della corona imperiale.

Per la guerra di Etiopia non partirono da Sona gli alpini del Battaglione Verona, come era avvenuto nella guerra Italo-Turca del 1911- 1912, ma specialisti di unità diverse. Fra di essi anche alcuni alpini in verità, dell’11° Reggimento, della 5° Divisione ed alcuni del 1° e 50° Reggimento di artiglieria alpina. Curiosa la scelta delle specializzazioni.

Dal Capoluogo partirono quindici militari fra i quali artiglieri, mitraglieri, addetti ai mortai ed ai lanciafiamme, nonché addetti alle salmerie e alla guida di autocarri.

Furono dodici i militari partiti da Palazzolo, fra i quali una Camicia Nera, un Postino, un addetto alla Sanità ed uno alla Sussistenza.

San Giorgio in Salici con sedici militari fornì soprattutto fanteria con mitraglieri, un aviere elettricista ed un conduttore di carro-officina.

Da Lugagnano partirono, secondo i documenti d’archivio comunale, quindici militari fra cui un addetto all’Ospedale da campo, autisti per la sezione autocarrata, artiglieri per obici, oltre ad un esperto di “componenti idrici” ed un ferroviere del Genio.

I militari nei duri periodi di guerra in Africa tennero comunque contatti con il Comune, specialmente inviando lettere ai Parroci ed allegando foto. Tante di queste foto e di queste lettere siamo riusciti a rintracciarle e costituiscono documenti importanti della nostra storia anche locale.

Tutti i militari del Comune rientrarono miracolosamente illesi dalla guerra, che invece costò all’Italia più di 4000 Caduti, più 4000 Ascari aggregati ai nostri reparti, contro i 275.000 nelle file degli Etiopi.

Il Duce comunicò agli italiani “la fondazione dell’Impero” con un celebre discorso, che anche sul nostro territorio fu radiotrasmesso con altoparlanti fatti posizionare in tutte le piazze del Comune da Luigi Tonelato, che fu Podestà di Sona dal 1927 al 1942.

Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale l’esercito britannico nel 1941, in pochi mesi, con la collaborazione della resistenza etiope liberò il territorio, determinando il crollo del dominio italiano nell’area.

Nella foto sopra il manifesto con i Legionari di Lugagnano.