Handicap e sport

A Bussolengo, nella palestra della scuola elementare Citella, si svolge un’iniziativa interessante: “Sport e handicap”. Già il nome spiega tutto: si tratta di far avvicinare due mondi, quello dello sport e quello dell’handicap, apparentemente distanti e si prova a farlo (con buoni risultati) ogni sabato mattina dalle 9.00 alle 12.00, con l’aiuto di educatrici professioniste e di volontari.

 

L’iniziativa, promossa dall’area handicap del Centro Sportivo Italianoe finanziata dalle ULSS a Bussolengo come in altri comuni della provincia, si rivolge a ragazzi con handicap mentale più o meno grave e vuole insegnare loro uno sport, un gioco, ovviamente sulla base delle loro capacità.

 

E’ per questo che i ragazzi sono stati divisi in due gruppi: il primo (che si incontra dalle 9.00 alle 10.30), più numeroso, è composto da ragazzi con handicap meno grave, che sono quindi in grado di imparare un vero e proprio sport, come la pallavolo, il basket o il calcetto con le loro regole. Nel secondo invece (dalle 10.30 alle 12.00) si trovano ragazzi con handicap più grave, talvolta anche fisico, per cui l’attività è diversa: con loro si fanno soprattutto percorsi per capire e orientarsi, animazione coi materiali di palestra e giochi.

 

Entrambi i gruppi però dopo un anno di duro allenamento si cimentano a fine maggio in tornei coi gruppi di altri comuni e in una “Grande Sfida” che coinvolge l’intera provincia di Verona, altre province italiane e perfino gruppi provenienti da paesi stranieri! Questa indimenticabile sfida si svolge ormai da dodici anni proprio a Verona, in Piazza Bra ed è un momento importante per i ragazzi, ma anche per sensibilizzare l’intera collettività, per far capire che l’handicap non deve far paura né essere tenuto a distanza.

 

L’attività poi continua per chi lo voglia anche oltre il sabato mattina: durante la settimana infatti sono attivi altri corsi, come quello di nuoto a Fumane o quello di danza a Isola della Scala (e, a partire dall’anno prossimo, anche a Bussolengo, se si riuscirà a trovare una sala adatta). E continua anche oltre l’attività sportiva, perché il gruppo si incontra anche per pizze, gite sulla neve (come quella dello scorso 16 febbraio, a San Giorgio) e cerca di coinvolgere le famiglie.

 

E’ quindi un’attività doppiamente utile: utile per i ragazzi, che tramite lo sport imparano a rispettare le regole, a mettersi alla prova, a fare cose apparentemente facili come passarsi una palla o saltare da una panchina gridando il proprio nome, ma trovano anche un’occasione per conoscersi e socializzare; e utile per le loro famiglie che possono così appoggiarsi a educatori esperti e condividere la loro esperienza e le loro difficoltà con famiglie nella stessa situazione.

 

Ma per migliorare ancora il servizio servirebbero altri volontari, perché ogni ragazzo ha esigenze particolari e ha bisogno di essere seguito in modo specifico. Per diventare volontario non servono una preparazione e un’esperienza speciali, ma solo buona volontà e la voglia di avere a che fare con la realtà dell’handicap. Come dice Pablo, un volontario, questa è “un’attività che dà molto a chi abbia voglia di sperimentare, di conoscere una realtà e delle persone nuove e particolari e desìderi anche incontrare persone volonterose e altruiste che ogni giorno si prodigano nel loro piccolo per aiutare gli altri”.

 

Così in queste tre ore settimanali tutti, ragazzi, educatori, volontari, si mettono alla prova, tutti imparano qualcosa di nuovo, ognuno partecipa in base alle proprie possibilità e capacità e mai come in questo caso si può davvero dire, al di fuori di ogni retorica, che l’importante è partecipare.

 

Per partecipare e per informazioni rivolgersi a Gabriella (tel. 3409285948), o recarsi direttamente in palestra il sabato mattina dalle 9.00 alle 12.00.