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A pensarci bene, avere o non avere una “coscienza ecologica” è frutto di complesse variabili che sfuggono anche a chi studia gli svariati comportamenti dell’uomo, sociologi e psicologi in primis. Su questo riflettevo tempo addietro, in una giornata trascorsa tra gli stand della Fiera a Verona, per una manifestazione che riguardava l’associazionismo sportivo e che coinvolgeva di conseguenza centinaia di ragazzi.

 

Tra i vari stands era presente anche quest’anno quello dell’AMIA che non si è fatta sfuggire l’occasione della presenza di così tanti giovani allestendo un bello spazio dove ha voluto spiegare, anche con giochi a tema e materiale divulgativo, l’importanza della raccolta differenziata nella filiera dello smaltimento rifiuti. Quello che mi ha particolarmente colpito è stato vedere che mentre i ragazzi seguivano con interesse l’iniziativa, in contemporanea molti gestori degli altri stand accatastavano alla rinfusa, appena fuori dal capannone, gli scarti di produzione della loro giornata lavorativa, mischiando appunto il vetro con la plastica e con la carta.

 

Il tutto ad una decina di metri dai cassonetti che sono rimasti desolatamente vuoti. E’ un semplice episodio, sono d’accordo, ma esemplare nel mettere in evidenza quanto sia ancora difficile inculcare i principi di una coscienza ecologica, soprattutto in persone che, come me, fanno parte della generazione precedente a quella dei ragazzini che scorrazzavano allo stand AMIA. Siamo noi, quelli che hanno passato gli “anta”, a dover riflettere sulla nostra incapacità in materia ad offrire modelli da seguire, perseverando piuttosto in un comportamento pregno di cattivi esempi da non imitare.

 

E di questi ne forniamo così tanti che potremmo organizzare per i nostri ragazzi un “tour didattico” sostituendoci ai divulgatori dell’AMIA iniziando magari col portarli a vedere quanti sacchetti di immondizie si trovano ai cigli delle strade secondarie che da Lugagnano portano a Verona. Si, perché la differenziata si può fare anche così; o portando la spazzatura, magari tutta mischiata, in qualche cassonetto a Verona oppure se si è in ritardo, gettandola dal finestrino dell’auto prima di arrivare in ufficio.

 

Un’altra tappa del tour “guarda e disimpara”, la farei fare ai nostri ragazzi portandoli nel quartiere “Borgo” a Lugagnano, dove proprio davanti ad uno dei due residence presenti, vengono accumulate le immondizie di circa ottanta famiglie; per non perdersi lo spettacolo, non è necessario alzarsi di buon’ora in quanto la catasta dei rifiuti resta lì talvolta sino a metà mattinata. Passato il mezzo preposto alla raccolta, i nostri ragazzi potrebbero vedere da vicino i sacchetti rimasti a terra perché scartati in quanto contenenti rifiuti che dovevano essere smaltiti in altre giornate.

 

Queste buste spesso maleodoranti restano lì in bella mostra anche per una settimana, poichè chi le ha posizionate nella data sbagliata, non si preoccupa minimamente di riportarsele in casa o in garage, ma le lascia lì, davanti all’ingresso, presentando così a tutti i frequentatori del residence, un bel biglietto da visita che evidenzia il grado di civiltà che siamo riusciti a raggiungere.

 

Per la cronaca in quel luogo, il Comune ha da poco dato la disponibilità a concedere in comodato d’uso contenitori idonei per la mole di scarti che producono le oltre 200 persone residenti e concorda sull’esigenza di spostare in un angolo del parcheggio la zona dove accumulare il tutto, magari all’interno di un piccolo spazio recintato.

 

L’Assessore ed il capo tecnico del settore ricordano che i bidoni carrellati verranno concessi a condizioni che l’utenza dimostri di riuscire a rispettare le semplici regole della differenziata, pena il ritiro degli stessi; allo scopo verrà da loro indetta una piccola assemblea ove verranno ri-spiegate le regole stesse. In questa occasione anche la generazione degli “anta” avrà forse la possibilità di imparare qualcosa come quei ragazzi allo stand dell’AMIA ; io ci sarò, visto che abito in quella zona e spero che ciò serva a far comprendere che la “coscienza ecologica” altro non è che la consapevolezza che con un piccolo sforzo personale si può rendere migliore l’ambiente che ci circonda.

 

Vedere immondizie sparpagliate nel nostro territorio (spesso per colpa nostra) non è gratificante per chi ci abita, soprattutto considerando che a breve dovrebbe esserci un aumento della tassa sui rifiuti.