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Nel giro di pochi anni Lugagnano potrebbe assumere un volto nuovo: questo è l’obiettivo del sindaco Gualtiero Mazzi (nella foto), che giovedì scorso ha presentato alle minoranze un maxi progetto di intervento sulla frazione.

 

Di questo “masterplan” si parlava già da tempo, ora la notizia è ufficiale. L’amministrazione di Sona ha messo gli occhi su alcune aree del paese, giudicate di interesse pubblico, ed è pronta a trattare con i privati per impossessarsene. Lo scopo? Rendere Lugagnano più bella, più verde e più vivibile.



Il maxi progetto si sviluppa a partire dall’area Amadori (ex Agripol, a sud della Chiesa), dove potranno essere costruiti un grande parcheggio, delle strutture polivalenti e una piastra per eventi e feste, e si collega con località Mancalacqua, dove potrà sorgere una nuova zona sportiva, con quattro campi da calcio, una palestra, e le piscine scoperte.

 

Secondo Mazzi, la prima trattativa, quella con Amadori, sarebbe già andata a buon fine, ora occorrerebbe soltanto ufficializzarla: l’imprenditore avrebbe infatti accettato la proposta di spostare i propri interessi in via Stadio, trasferendosi lì dalla collocazione attuale. Se così fosse, l’accordo diventerebbe operativo fra un paio d’anni, ma verrebbe comunque firmato molto prima.

 

Attorno alla nuova area, secondo quanto si vede nel progetto, dovrebbe essere costruito un grande parco verde, una vera e propria oasi, che dovrebbe essere connessa tramite un percorso ciclo-pedonale interno ai nuovi impianti sportivi. La delibera di indirizzo verrà portata in consiglio comunale probabilmente già a settembre.

 

Le minoranze hanno a più riprese chiesto che, prima di prendere una decisione così importante per il destino della frazione, siano consultati anche i cittadini. Il sindaco si è mostrato disponibile alla condivisione non solo con la popolazione, ma anche con i diversi consiglieri, invitati a studiare il progetto e a presentare poi le loro considerazioni in merito.

 

Dei tre gruppi di opposizione, quello più entusiasta è senza dubbio il Gruppo Misto, che spende da subito parole positive nei confronti del masterplan. Per Gianmichele Bianco, “l’aver considerato lo spostamento di Amadori è una genialità”. Gianluigi Mazzi, rilevando che un progetto di questo tipo, qualora venisse approvato, impegnerebbe anche le amministrazioni future, ha apprezzato la richiesta di collaborazione avanzata dal sindaco.

 

Più freddo, invece, L’Incontro: Giovanni Forlin, dopo aver commentato che si tratta di un “progetto dei sogni” ha ironicamente (ma non troppo) ricordato al sindaco che “i sogni svaniscono all’alba”. Mirko Ambrosi contesta invece lo strumento delle compensazioni, con cui l’amministrazione intende acquisire i diversi terreni necessari per concretizzare il progetto. Per il consigliere, si tratta di un’ “arma a doppio taglio”, perché, secondo lui, se attraverso questo mezzo il Comune non deve sborsare soldi di tasca propria, rendere fabbricabili nuove zone porterebbe all’aumento della densità abitativa, con tutti i problemi che potrebbero seguire.

 

Entrambi i gruppi si raccomandano che l’area sportiva attuale, quella di via Marconi, non venga toccata, anche alla luce delle nuove opere realizzate.

 

Giannantonio Mazzi,della lista Crescere insieme camminare insieme, per il momento non si esprime: si limita soltanto a dire che è “perplesso”.



Nelle prossime settimane l’opposizione si prenderà del tempo per studiare il masterplan e per dare poi la propria opinione in merito. Certo è che, se alla fine risultasse davvero possibile mettere in atto quella che per alcuni ora sembra soltanto una “fotografia dei sogni”, per Lugagnano sarebbe una vera e propria svolta.