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Il baseball nasce nel 1860 circa in Canada, Matteo Spada (nella foto) nasce a Bussolengo nel 1995; il baseball è uno sport giovane, veloce, dinamico, Matteo è indiscutibilmente giovane, e sicuramente veloce, dinamico.

 

Logico, quindi, che i “due” prima o poi si sarebbero incontrati. “Nel 2004, a nove anni, mio papà Giambattista volle farmi provare a giocare a baseball; praticavo già diversi sport, ma non avevo ancora fatto delle scelte precise, così ho provato a prendere in mano mazza e guantone, devo dire che mi è piaciuto da subito”. La società scelta è stata la T-REX di Pastrengo, dove la passione del Presidente Roberto Culicchi riesce a coinvolgere un centinaio di ragazzi con ottimi risultati.

 

“Il mio allenatore è Rodolfo Parra Contino, cubano, che nel periodo invernale insegna a Cuba, nella Scuola Talenti di Pinar del Rio; in estate si trasferisce a Verona per allenare le squadre della mia società.”- ci racconta Matteo.

 

Qual è il tuo ruolo?

Il mio ruolo è soprattutto lanciatore, ma a causa dell’età non posso lanciare per più di cinque inning (riprese) a partita; è un ruolo che richiede forza e velocità del braccio, ma soprattutto un buon lanciatore deve avere grande equilibrio e autocontrollo, deve giocare usando anche la testa, essere concentrato e non farsi prendere dall’emozione o dall’ansia.

 

Quest’anno com’è andata?

Quest’anno ho giocato con la squadra Cadetti T-REX nel campionato regionale dove siamo arrivati secondi dopo la squadra del Padova, con l’Under 21, e con la rappresentativa regionale nel Torneo delle regioni. Ma soprattutto sono stato convocato in Nazionale! Dopo aver superato la selezione di S. Martino Buon Albergo e poi in giugno quella svoltasi a Verona al Gavagnin sono stato convocato dal selezionatore della Nazionale ad un collegiale di cinque giorni a Parma. Dopo questa fase di preparazione siamo partiti per l’Olanda per svolgere il Campionato Europeo categoria Cadetti. Eravamo in venti, due dal Veneto, un buon gruppo dall’Emilia Romagna, altrettanti dal Lazio e poi altri da varie regioni d’Italia. E’ stata una bellissima esperienza, ho fatto sempre il lanciatore, e con nostra grande soddisfazione siamo arrivati terzi, dopo le squadre dell’Olanda e della Repubblica Ceca; abbiamo così acquisito il diritto di partecipare ai prossimi Campionati Mondiali.

 

Dove si svolgeranno?

Non si sa ancora, dipende dalle squadre che si qualificheranno, forse Giappone, Sudafrica, Stati Uniti…

 

Ma per raggiungere questi risultati ti alleni molto?

Durante il periodo scolastico mi alleno due- tre volte la settimana, in estate faccio sino a cinque allenamenti settimanali, perché in estate ci sono molti tornei e quindi gioco spesso. La mia società fa parte della “franchigia” del Parma Baseball (La società Parma baseball ha vinto quest’anno lo scudetto numero dieci, porterà così, unica squadra italiana, la stella sul petto), e quindi ho già fatto qualche allenamento e anche qualche torneo con la squadre del Parma categoria Cadetti.

 

Hai parlato di “Franchigia” cos’è?

Mmh… è un po’ difficile spiegare. Provo: tutte le squadre di serie “A” per aiutare i giovani e sviluppare il baseball devono avere una franchigia, cioè formare un “consorzio” con altre società minori presenti nelle varie categorie. I giocatori di queste società possono passare da una squadra all’altra del “consorzio” senza alcun ostacolo. Queste società inoltre possono vincere o perdere tutte le partite del proprio campionato ma rimarranno sempre nella categoria in cui militano. Devo inoltre dirti che la franchigia del Parma Baseball è la più grande e la più ambita.

 

Torniamo a noi, cosa ti piace di più del baseball?

Tante cose. Ma quando colpisci perfettamente la palla e riesci a scaricare tutta la potenza sulla mazza e senti che la palla va via “liscia” e va va . . . fino a toccare la rete di bordo campo. . . E’ proprio un momento speciale.

 

C’è qualche altra cosa che ti ha colpito del baseball?

Si, la correttezza dei giocatori. Nel baseball non è ammesso che un giocatore parli con l’arbitro. Non esistono le contestazioni, i giocatori devono solo giocare, solo il “Manager” della squadra può parlare con gli arbitri.

 

Qual è il tuo giocatore preferito?

Manny Ramirez, dominicano, battitore. Forza incredibile e grandissima tecnica.

 

Il suo poster occupa buona parte della parete della cameretta di Matteo, in fianco ai trofei vinti; dietro, però ai libri della seconda liceo scientifico che questo ragazzo frequenta a S. Pietro In Cariano.