Gli studenti delle superiori di Sona e la DAD: Analisi di una situazione sempre più complessa (ascoltando i ragazzi)

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In questi giorni si è acceso un forte dibattito sulle scuole superiori, in didattica a distanza da fine ottobre.

In seguito al mancato rientro, preannunciato dopo le Festività, si sono scatenate proteste sui social e nelle piazze dei centri cittadini principali o davanti agli istituti scolastici allo scopo di calamitare l’attenzione sulla questione, che appare (ancora) di difficile risoluzione. Intanto i ragazzi rimangono per gran parte della giornata chiusi in casa, aggrappati al mondo esterno attraverso gli schermi di pc e cellulari, vedendo professori e compagni solo attraverso le piattaforme on line.

Abbiamo perciò chiesto agli studenti del territorio sonese cosa ne pensino e come vivano questo momento disorientante.

Sofia, che frequenta il liceo Agli Angeli, dice di sentirsi “più demotivata rispetto al lockdown di marzo”, e così la pensano la maggior parte dei trenta intervistati, che notano difficoltà di concentrazione maggiori, interesse altalenante e noia.

Paolo, studente a Bussolengo dell’Istituto Tecnico Marie Curie, si sente più ansioso ora rispetto a marzo. “Mi sento penalizzato – racconta Alessandro, che frequenta il primo anno all’Istituto Einaudi di Verona – perché il passaggio dalla terza media alla prima superiore è importante e purtroppo a causa della didattica on line non conosco quasi neanche i miei compagni di classe”.

Gli studenti che si avvicinano all’esame di maturità dicono di impegnarsi comunque e di riuscire a mantenersi motivati, dato che davanti a loro almeno c’è un importante obiettivo, ma, segnala Rebecca, che è in quinta al liceo scientifico Medi di Villafranca, “penso che tornare a scuola sia una priorità soprattutto per le prime e le quinte superiori”.

Per quanto concerne la connessione e gli spazi domestici in cui si trovano a seguire le lezioni, la maggior parte dei ragazzi non trova grosse difficoltà. “Fortunatamente – ci dice Sofia, studentessa del “Marie Curie” di Bussolengo – la mia connessione è veloce e costante, in più ho un posto abbastanza tranquillo da cui seguire le lezioni, ma vedo che tanti miei compagni non solo fanno fatica a seguire a causa dei rumori o dei genitori, ma hanno anche molti problemi di connessione per i quali non riescono a seguire e partecipare attivamente ad alcune lezioni”.

Altra criticità si lega all’assenza on line di alcuni studenti, che fingono di seguire, connettendosi ma spegnendo audio e video, mentre fanno altro, o al tentativo di copiare durante le verifiche.

Infatti alcuni dichiarano che preferirebbero tornare a in presenza almeno per svolgere le verifiche perché notano varie scorrettezze on line e alcuni si sentono anche più insicuri nello svolgere le prove a distanza. “Purtroppo in DAD è più facile che uno se ne approfitti – dice Susannama in questo momento ci vuole maturità. Ovviamente la didattica in presenza è meglio poiché hai un rapporto umano, faccia a faccia con il professore, e quindi anche semplicemente fare una domanda risulta una cosa più spontanea che dietro ad un computer, ma è un periodo difficile e dobbiamo essere forti e capaci di adattarci”.

Riguardo alle relazioni con i compagni di classe e agli amici, la maggior parte degli intervistati sostiene di mantenersi in contatto tramite videochiamate e chat, ma ammette che non è come vederli ogni giorno dal vivo. “Mi manca vederli, ho nostalgia della classe”, dice Luca, iscritto al Marconi, e “nostalgia” è la parola dominante  nei discorsi dei ragazzi intervistati, quando parlano di relazioni amicali.

“La mancanza di contatti con amici e compagni mi rende più vulnerabile”, afferma Ginevra, che frequenta il liceo classico al Maffei. Il disagio psicologico che gli adolescenti vivono, infatti, non è legato solo alla scuola ma anche alla riduzione forte della socializzazione.

Alcuni si definiscono annoiati e parlano del computer come il solo amico che hanno in questo momento, ma altri, per fortuna, cercano di riempire il tempo libero facendo videochiamate alle persone care, leggendo, guardando serie tv, ascoltando musica.

“Ho trovato diversi modi per passare il tempo oltre a studiare”, dice Ilaria, iscritta al Liceo Classico al Medi di Villafranca. “Mi ha fatto anche molto piacere riscoprire l’importanza che ha nella mia vita la mia famiglia e soprattutto quella che ha mio fratello.”

Per molti lo sport non è più praticabile ma qualcuno dichiara di ovviare con allenamenti individuali a casa e qualche passeggiata, anche se, va detto, l’attività motoria è stata segnalata da pochissimi intervistati come occupazione nel tempo libero.

La maggior parte di loro dice che vorrebbe tornare a scuola, ma in questo momento sente la necessità di aspettare. “In autunno, quando abbiamo iniziato l’anno scolastico in presenza, la scuola sembrava un posto sicuro”, dice Rebecca, che frequenta a Villafranca. “il problema sono i trasporti per arrivarci, non le misure a scuola. Non ho faticato a seguire le regole, diciamo che la mascherina per tante ore non fa piacere a nessuno, però lo preferivo rispetto a stare in DAD.”

Tommaso, che frequenta il Galilei, afferma però che “alcuni compagni non indossavano sempre la mascherina. Sai, fa figo non portare la mascherina. Perciò no, non mi sento al sicuro a scuola.”

Anche Nicole, studentessa della Scuola Trento per acconciatori, sostiene che in questo momento dovremmo stare ancora in didattica a distanza perché un’apertura delle scuola equivale a ulteriori contagi, dato che fuori, mentre si aspetta di entrare, molti stanno senza mascherina.

Sofia, che frequenta il Marie Curie, conclude dicendo che “in questo periodo stiamo perdendo tanto per quanto riguarda il contatto umano, il rapporto con i nostri amici e tutte le nostre abitudini sono cambiate. Cerchiamo di adattarci alla situazione, cercando di trarre il meglio da quello che ci offre, ma non possiamo dire che sia facile. A volte ci mostriamo come se non fosse cambiato niente, come se ci andasse bene tutto quello che sta succedendo, ma in realtà cerchiamo solo di convincere noi stessi. Spero, come tanti altri, che questo periodo si concluda in fretta e che vada tutto per il meglio.”