Gli scout di Lugagnano hanno aperto l’anno di servizio rafforzando la collaborazione con il territorio

Per chi ha un minimo di familiarità con il mondo dello scautismo sa che il mese di ottobre significa una cosa solamente: apertura del nuovo anno. E questo ovviamente vale anche per il gruppo scout di Lugagnano.

Mentre nel 2020, a causa della delicata situazione pandemica, le attività erano state fortemente limitate, quest’anno invece, avendo a disposizione uno spazio di manovra maggiore, si è potuto organizzare qualcosa di differente sabato 2 e domenica 3 ottobre.

Si è deciso così non solo di dare un taglio diverso alla giornata chiamando a partecipare i volontari del SOS Servizio Operativo Sanitario e della Protezione Civile, ma anche di trasmettere un messaggio attraverso questa collaborazione: il volontariato è più bello se fatto insieme.

Non è la prima volta che queste tre realtà scelgono di lavorare fianco a fianco, ma ogni volta che si riuniscono è sempre motivo di grande gioia in quanto sono testimonianza concreta di quello che è il servizio e dello spirito altruistico del nostro territorio. Inoltre, ci ricordano l’importanza del mettersi a disposizione degli altri e ci dimostrano dove possiamo arrivare se come comunità uniamo le forze.

Per far sì che fosse dedicato il tempo necessario ad ogni attività, si è deciso di dividerle in due giornate: durante il sabato si sono svolti laboratori finalizzati a uno scambio di abilità tra i gruppi, mentre la domenica ci si è dedicati alla presentazione dei nuovi capi, e l’entrata all’interno del gruppo di nuovi ragazzi e si sono poi tenute le cerimonie di inaugurazione di tre nuovi mezzi del S.O.S. È seguito poi il pranzo condiviso con tutti i presenti.

Grandi e piccini hanno potuto mettersi quindi in gioco: non solo i ragazzi del gruppo scout (che hanno un’età che va dagli otto ai vent’anni) ma anche i capi e i volontari. C’è chi ha imparato come realizzare una legatura quadrata e ha visto prendere forma per la prima volta una sopraelevata, chi ha imparato ad usare un estintore e chi ha scoperto come comportarsi in una situazione di primo soccorso.

Possono sembrare cose da poco, ma sono invece competenze che nel momento in cui vengono condivise acquistano un valore inimmaginabile perché implicano una presa di coscienza e di responsabilità da parte di chi le apprende.

Anche perché, come è stato detto al momento dei ringraziamenti, l’impegno per proteggere e aiutare la nostra comunità dipende dalla volontà e dalla dedizione di ogni singolo cittadino. Non importa l’associazione di provenienza, non è neanche necessario che ce ne sia una. Ciò che conta è l’impegno civico e ancora di più l’essere disposti a porgere la mano a chi ne ha bisogno.

Perché in fondo vogliamo tutti la stessa cosa: andare a dormire sapendo di aver fatto la nostra parte per lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato.

Le foto del servizio sono di Gaetano Fattori.

Diletta Gasparato
Classe 2001 e terza di quattro fratelli. Diplomata in tempo di Covid presso il liceo classico Don Mazza e ora studentessa universitaria. Facile all’entusiasmo e appassionata. Nel suo piccolo cerca, e spera, di lasciare il mondo migliore di come lo ha trovato, secondo l’insegnamento scout.