Gli Alpini ancora in soccorso della comunità di Scutari in Albania

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L’Albania è una terra che vive forti contrasti al proprio interno. Ci sono sacche di emarginazione e povertà ancora evidenti verso cui non si può restare indifferenti”. Con questo pensiero e con grande spirito di iniziativa il capogruppo degli Alpini di Lugagnano Fausto Mazzi ha dato seguito ad una iniziativa di raccolta fondi mirata all’acquisto di medicinali e materiale sanitario da inviare alla comunità di Scutari nel Nord dell’Albania.

Le penne nere veronesi hanno un legame particolare con quella comunità. Nel 1994 si resero protagoniste della costruzione di un ponte sul fiume Kiri che costituisce un caposaldo di comunicazione tra due comunità montane altrimenti isolate tra di loro e raggiungibili, da mezzi e persone, solo tramite un lungo girovagare tra strade sconnesse e a sbalzo su dirupi.

In anni molto recenti una nuova spedizione di Alpini veronesi si è recata sul posto per dare seguito al restauro. Con un successivo viaggio nel 2019 avvenne l’incontro con la comunità delle Suore Francescane di Cristo Re di Scutari di cui la madre superiora è l’italiana Suor Sandra. “Un incontro che ha toccato profondamente tutti gli alpini – ci rivela Mazzi – tanto che da allora si è stabilito un forte legame con le suore che svolgono un incredibile lavoro di sostegno alla comunità”.

Non è quindi passata inascoltata la richiesta giunta nei mesi scorsi dalle suore di Scutari circa un bisogno impellente di medicinali e materiale sanitario di vario genere.

Se qui in Italia la pandemia sta picchiando duro e sta creando immensi disagi e gravi lutti alle famiglie, provate ad immaginare cosa può rappresentare in Albania” ci dice Mazzi con tono sconsolato. “A parità di proliferazione del virus quelle comunità hanno immense possibilità in meno, per uscire da questa situazione, rispetto a quelle che abbiamo noi in Italia”. Un grido d’allarme che, come da consolidata tradizione, non ha lasciato indifferenti gli Alpini. Dalla Baita di Lugagnano è partito quindi un tam-tam verso gli altri gruppi della provincia legati alla conoscenza reciproca con la comunità religiosa di Scutari.

Hanno risposto presenti! alla chiamata di Lugagnano, con un concreto contributo economico, i gruppi Alpini di Mozzecane, Roncolevà, Grezzana, Lugo, Rosegaferro, Bagnolo e Bovolone. Gli stessi gruppi che sono stati protagonisti dei precedenti interventi in terra d’Albania nel 2018 e 2019. “Una volta ottenuto il sostegno economico si trattava di mettere in campo l’organizzazione dell’acquisto dei materiali, l’imballaggio e la spedizione in terra d’Albania – prosegue nel suo racconto il capogruppo di Lugagnano . Se mai avessi avuto dei dubbi sul fatto che la nobiltà degli intenti incontra la nobiltà d’animo. Questo progetto ne è stato la riprova!”.

Grazie ai preziosi consigli e a qualche prescrizione necessaria dei medici Momo, Primo e Francesca, alla spontanea genuina e ferrea organizzazione logistica dell’Infermiera Franca, alla fornitura gratuita di prodotti vari arrivata da UNITALSI Verona per tramite dell’amico Alpino Ilario Peraro, alla squisita disponibilità del Dottor Riga della Farmacia Lugagnano per l’approvvigionamento dei materiali, il 3 febbraio scorso sono partiti da Lugagnano cinque scatoloni alla volta dell’Albania. “Per la precisazione alla volta di Bari – precisa Fausto Mazziper poi essere da lì imbarcati, grazie alla preziosa collaborazione della Casa del Fanciullo dei Padri Rogazionisti di Bari e alla intermediazione del direttore della Caritas Albania Padre Antonio Leuci, per il porto di Durazzo”.

Notizia di domenica 14 marzo è la consegna degli scatoloni nelle mani delle Suore di Cristo Re di Scutari.

Inviare materiale sanitario fuori dai confini nazionali non è mai una passeggiata – ci confida Mazzi –sono tanti gli ostacoli burocratici che si frappongono. Dogane e autorizzazioni e tanto altro sono garantiste verso possibili abusi e situazioni non lecite, ma sono un bastone tra le ruote per quelle iniziative che invece nascono sotto i canoni della assoluta correttezza. Sapevamo di questi ostacoli e per superarli ci siamo attivati nelle sedi opportune. E qualcuno ha guardato all’ingiù”.

Parte del materiale inviato verrà impiegato anche presso le case famiglia per disabili del “Progetto Speranza” sempre di Scutari, una struttura fondata dalla missionaria laica Silvana Vignali di Forlì.  “E’ una struttura che abbiamo conosciuto nel 2019 durante il nostro ultimo viaggio a Scutari – indica il capogruppo degli Alpini di Lugagnano grazie al contatto creato dall’amica Vera Potaj. Istintivamente tutti gli alpini presenti si sono affezionati a questa realtà e, non appena i tempi della pandemia ce lo permetteranno, sarà la destinataria del nostro prossimo intervento solidale in quella comunità”.

Dall’Albania giunge un caloroso ringraziamento che fa stringere il cuore“Carissimi amici, dirvi solo grazie per quello che avete fatto per noi ci sembra troppo poco ma in cuore abbiamo tanta e tanta riconoscenza. Mai avremmo pensato che poche parole avrebbero mosso tante e tante persone e tanta generosità. Di ciò che ci avete donato non solo beneficeremo noi, ma anche i poveri delle montagne a cui è difficoltoso scendere in città e voi alpini ne sapete qualcosa. Poi ci sono le famiglie del “Progetto Speranza” che sono persone diversamente abili. Sono tutte persone che nella società non hanno voce ma sono i prediletti di Dio e i nostri tesori in questa missione e che Lui stesso si è servito di voi per raggiungerli. Perciò ci facciamo voce di tutti quelli che beneficeranno per dirvi un grande GRAZIE con tanta e tanta riconoscenza anche attraverso l’unica arma che abbiamo tra le mani e in cuore: la Preghiera per tutti voi, per le vostre famiglie e per ciò che avete più a cuore. Un grande abbraccio da suor Sandra, sour Bardha, suor Rosa Francescane di Cristo Re in Albania. Grazie infinite”.

Il motto per eccellenza delle penne nere recita: “Per gli Alpini non esiste l’impossibile”. Gli Alpini sono teste dure, non mollano mai. Il cappello con la penna, che proteggeva dalle intemperie in tempi di guerra, ora scalda i cuori e fa compiere azioni straordinarie nel nome della solidarietà.

Nella foto sopra di Mario Pachera i rappresentanti dei gruppi Alpini di Mozzecane, Roncolevà, Grezzana, Lugo, Rosegaferro, BagnoloBovolone, Lugagnano e di UNITALSI Verona in Baita a Lugagnano con il materiale sanitario poi inviato in Albania.

Qui sotto, i medicinali arrivati in Albania ed in partenza per una comunità in montagna.