Giulia Guardini di Lugagnano ed il suo libro “Il posto più bello del mondo”

Amicizia, ironia e un viaggio nella fantastica città che non dorme mai: questo è il libro di Giulia Guardini, 38 anni e una passione per la scrittura nata e cresciuta insieme a lei, che ci racconta della sua prima pubblicazione, edita da WE Edizioni.

Giulia raccontaci un po’ chi sei…
Sono nata a San Massimo ma vivo a Lugagnano da ormai tredici anni. Sono mamma e di lavoro faccio tutt’altro che la scrittrice: mi muovo tra uffici, carte e burocrazia per un’agenzia di assicurazioni. Forse è proprio per questo che con gli anni ho coltivato l’amore per i libri e la lettura: sapersi districare tra pratiche e documenti sicuramente aiuta molto nella vita, ma prima o poi ti viene la necessità di evadere dai formalismi. Amo le parole, ma diverse da quelle contrattuali. Amo quelle che arrivano al cuore.

Di cosa parla il libro che hai scritto?
In soldoni, è un viaggio. Ma è un viaggio non solo come “moto a luogo”: la storia si svolge a New York e ho cercato che trasmettesse davvero le sensazioni che suscita questa città, guardandola nei film. Io a New York non ci sono stata, quindi ho studiato molto e mi sono preparata, soprattutto perché volevo fare anch’io questo viaggio mentre scrivevo il libro. Ho deciso quindi di portare lì le due protagoniste, Sveva e Viola, che sono due amiche legate da un rapporto profondo e storico. Loro si conoscono tra i banchi di scuola, e dopo tanto tempo finalmente riescono a realizzare il loro sogno di partire verso una delle città più famose del mondo.

Raccontaci qualche dettaglio in più sulla storia… no spoiler!
Certo! Il viaggio in realtà avviene perché una delle due amiche si ritrova a dover partecipare ad una cena di gala proprio a New York… quindi chiede all’amica di accompagnarla. È tutto già spesato. Ma in realtà, questo evento di gala non è esattamente quello che le due si aspettano… durante la cena avvengono delle cose un po’ pericolose: è lì che arriva la suspence, perché Sveva e Viola si troveranno a non essere più sole, ma coinvolte in un trio, anzi, un quartetto! Che non è proprio pulito… e ovviamente nel libro c’è anche l’amore: quello non manca mai.

Tra Sveva e Viola c’è un legame davvero forte. La voglia di parlare di una amicizia così intensa nasce anche da un’esperienza personale?
Decisamente sì. Parlo di un sentimento che ho provato in prima persona. La storia è sì un viaggio, ma indaga a fondo i rapporti delle due donne: le protagoniste, oltre a vivere avventure e disavventure, in questo viaggio sono assolutamente complici. Per questo nella loro storia c’è anche tanta ironia. Io penso che tutti vorrebbero un’amicizia così.

La tua passione per la scrittura, e l’idea di scrivere un libro, da dove è nata?
Ho sempre letto e scritto tantissimo nella mia vita. Penso di avere centinaia di bozze nella mia mail, dove butto giù all’istante tutto quello che mi viene in mente. Magari rimane lì e poi le rileggo dopo un mese… Pian piano ho cominciato a scrivere un racconto. Pagina dopo pagina, dopo scritto un capitolo dopo, mi sono detta. ‘Perché non provare a scrivere un libro?’. Non mi sono fatta una scaletta, è venuto tutto nel mentre scrivevo: il romanzo si creava da solo.

Un’altra cosa che traspare dalle tue pagine è l’amore per la musica, giusto?
Per me la musica è una cosa che alleggerisce l’anima. Ci tenevo molto ad inserirla e l’ho fatta risaltare molto, soprattutto nei momenti salienti del libro. Secondo me, se una persona legge è in grado di assorbire le emozioni, e la musica è il mezzo migliore che è in grado di trasmetterle. Se uno volesse, quando il testo cita un brano, può ascoltarlo mentre legge. Si crea così una connessione emotiva con lo stato d’animo del, che fa entrare ancora di più nell’atmosfera…

Tu sei alla tua prima pubblicazione. E’ stato difficile trovare una casa editrice che pubblicasse il tuo libro?
Per me fortunatamente non è stato così difficile. Non ho mai accettato il compromesso di dire “ti pago e tu i pubblichi un libro” perché se il libro è di valore bene, se non vale me lo tengo nel cassetto. Avevo infatti mandato questo libro a due o tre editori e mi avevano chiesto un contributo, ma non ho accettato. Sono riuscita a trovare questa casa editrice che non vuole contributi, che si chiama Edizioni WE. L’editore ha letto il libro e gli è piaciuto. Mi sono arrangiata con editing e copertina, per la quale mi ha dato una mano preziosa mio marito nella parte grafica. In questo modo ho potuto concretizzare proprio quello che volvo: una copertina bianca, adoro i libri bianchi, e un piccolo fiocco rosso per stimolare la curiosità del lettore nello scoprire la storia che quelle pagine racchiudono.

Un’ultima domanda: hai in serbo qualcos’altro per il futuro?
Sì, sono già all’opera. Ho due ambizioni: una è quella di scrivere un altro romanzo sempre sulla linea di “Il posto più bello del mondo”, leggero e divertente ma anche riflessivo e introspettivo. L’altra è quella di cambiare il punto di vista: la cosa particolare che sto facendo è che scrivo in “versione maschio” e in “versione femmina”. I protagonisti, infatti, sono un uomo e una donna agli antipodi, che apparentemente non hanno nulla in comune. Quando scrivo come donna chiaramente mi viene abbastanza semplice, perché è la mia natura. Quando mi immedesimo nella parte dell’uomo però è ancora più bello e divertente. Il racconto vuole far vedere com’è la stessa situazione dal punto di vista dell’uno e dell’altra, attraverso opinioni diametralmente opposte. Al momento non esiste un titolo… ma prima o poi pubblicherò anche questo. E sicuramente sarà con la stessa casa editrice, con cui ho collaborato molto bene. Sono contenta delle scelte che ho fatto. Rifarei questa esperienza e prenderei questa decisione un’altra volta, se tornassi indietro. Ora che il primo libro è andato, non vedo l’ora di pubblicare il secondo… Spero davvero che le mie storie possano entrare nel cuore di chi mi dà fiducia acquistando il mio libro.