Gita nelle terre del Cavalier Romani: Cronaca di una gita tra storia e divertimento

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Il 20 maggio partiamo da Sona, destinazione Nomi di Rovereto, per incontrare i discendenti di chi a suo tempo, ha donato alla comunità di Sona “l’asilo”. Un pullman a due piani per accogliere le famiglie partecipanti. Sopra, tutti i bimbi e sotto i genitori.

Si parte con l’entusiasmo delle grandi occasioni. Il sole stranamente già estivo ci accompagna in una giornata indimenticabile. Ore 9 si arriva nella piazza municipale dove veniamo accolti da Roberto Adami bibliotecario del paese, esperto di storia locale e che di recente ha pubblicato un libro dedicato alla famiglia Romani. Tra i partecipanti e il sig. Roberto s’instaura subito un sincero rapporto. Con enfasi ci racconta degli aneddoti molto curiosi che caratterizzavano l’impegno sociale dell’aristocratica famiglia Romani.

Con un inconfondibile accento trentino Roberto ci spiega che Annibale Romani (nella foto) era quello che ai giorni nostri si può definire un ambasciatore in terra straniera mandato “in zo da voi” (Italia) dal vecchio nobile padre austriaco. Scopriamo che mentre da noi i lasciti sono rivolti ai bimbi, lassù, nell’allora Austria di Francesco Giuseppe si pensava già agli anziani. Un incredibile struttura in centro al paese accoglie con grande professionalità oltre cento anziani. Raggiungiamo, dopo una breve passeggiata il piccolo cimitero dove troneggia la grande cappella della famiglia Romani, a testimonianza dell’importanza di questa famiglia, sul territorio.

L’Associazione Cavalier Romani pone una splendida composizione floreale sulla tomba, a ringraziamento. Torniamo alla piazza dove ci aspetta una ricca colazione. Qui incontriamo il segretario della scuola materna di Nomi che ci porta in visita ad un altro lascito della famiglia Romani: uno splendido palazzo adibito ad asilo, impreziosito da affreschi del ‘500. Pur sentendoci fortunati per la nostra scuola materna, non possiamo non vedere la differenza tra questa struttura organizzata e altre scuole.

Con un pizzico d’invidia, salutiamo i notri ciceroni e ci congediamo da loro non prima di aver ricevuto copia di documenti storici conservati nell’archivio della famiglia Romani che testimoniano la presenza del cavalier Annibale in quel di Sona. Il programma prevede l’arrivo a Malè alle ore 12.00, dove ci attende un’avventura insolita ed emozionante: arrampicate e scivolate mozzafiato al Flying Park guidati dal sonense Matteo Cinquetti. Ad accoglierci troviamo Don Zeno Carcereri, pure lui di Sona, che da alcuni anni vive nella comunità francescana di S. Romedio.

È un momento di raccoglimento importante e la messa al campo è un’inno alla vita e alla natura. I nostri figli sono i protagonisti, i più piccoli abbelliscono con dei fiori di campo lo scarno altare, i più grandi con le loro canzoni partecipano e santificano la messa. È un susseguirsi di bei momenti, prendiamo posto, si aprono gli zaini e come per magia si inizia un lauto pranzo.

Le donne di Sona stupiscono con manicaretti preparati con passione, pasta, dolci e dolcetti per tutti. L’avventura ci attende e mentre i grandi si avvicinano lentamente alle liane e ai ponti tibetani, i bambini sono già imbracati e come scoiattoli si arrapicano su percorsi sempre più impegnativi.

Come in ogni bella compagnia affiatata iniziano gli sfottò fra uomini e donne. Mentre i nostri “Tarzan” sonnechianno all’ombra di alberi secolari, le impavide “Jane” si cimentano in spettacolari arrampicate e lanci nel vuoto che dimostrano ancora una volta il loro valore. Dopo questo avventuroso pomeriggio, si rientra a Sona, dove stanchi ma contenti ci salutiamo, non prima di aver scherzato e riso mangiando una pizza tutti insieme. Personalmente vogliamo ringraziare l’Associazione Cavalier Romani e in modo particolare l’organizzatrice della gita, Cristina Cherubini.