Gira in camper, fotografa paesi

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Il sogno di ogni fotografo, un incarico di grande respiro e durata ricevuto da un editore: documentare tutti i comuni di una regione, fornire otto scatti per ciascuno, per un’enciclopedia che uscirà prima in fascicoli a puntate nelle edicole e, successivamente, in volume. Certo bisogna avere garanzie di professionalità, capacità organizzative, spirito di sacrificio. Ed un camper. Ha girato per anni tutto il Veneto e la Lombardia, Luigi Di Giovine, 66 anni, casa a Sona e studio in viale dell’Industria 32 a Verona, per l’editore Bonechi di Firenze, completamente autosufficiente sul suo piccolo camper con quale si spostava, mangiava, dormiva, selezionava le riprese, trasmetteva i risultati.

 

Solo per i 583 comuni del Veneto (Verona, Rovigo, Belluno, Vicenza, Treviso, Padova e Venezia) ha pubblicato 5.600 foto, aiutato talvolta dai figli Luca e Roberto e dal collaboratore Pippo Bardaro. Titolo dell’opera, “Il Veneto-Paese per Paese”, pressoché esaurita sia dal giornalaio sia dalle librerie. Con testi adeguati, anche didascalici (numero degli abitanti, frazioni, quota sul livello del mare, superficie, festa patronale, comuni limitrofi, distanza dal capoluogo di provincia, autostrade, storia, edifici, ville, musei, monumenti) è uno strumento indispensabile per istituzioni, scuole e chiunque voglia conoscere il territorio in modo esaustivo.

 

Lavoro ancora più grosso, durato due anni e mezzo, per il fotografo Di Giovine, quello sulla grande regione lombarda: 1.546 comuni tra le province di Brescia, Mantova, Bergamo, Lecco, Como, Milano, Lodi, Pavia, Cremona, Varese e Sondrio. Tutti con la sua macchina di elezione, la Sony R1 colore.

 

Una produzione minuziosa che richiedeva lo studio delle risorse di ogni capoluogo, la selezione delle sue valenze estetiche storico-ambientali, l’attesa della luce giusta nella stagione giusta, la pazienza per le condizioni meteo avverse, una scansione complessiva del territorio per coglierne d’insieme gli aspetti nuovi e rimarchevoli più il controllo quotidiano dei risultati del lavoro. Migliaia di scatti, circa centomila, sempre con base al camper.

 

«Specie in Lombardia mi ha colpito l’amore per il patrimonio storico, il suo restauro e la tutela dal degrado, specie le piazze», dice Di Giovine. «Il milanese, che si crede solo industriale, ne è ricchissimo, ed è curatissimo per castelli, palazzi, parchi, viali alberati, statuaria ed affreschi salvati dalla rovina».

 

Nel grande studio fotografico in Zai a Verona, sotto un’infilata di ingrandimenti delle storiche foto bianco nero di Helmut Newton, alta a lato una, in colore, scattata nel cielo dell’isola portoghese di Madeira, è una nuvola, bianco su azzurro, ha la forma sorprendente di un immenso uccello (una colomba ad ali sfrangiate e spiegate?).

«Dopo un attimo era evaporato», dice il ritrattista delle regioni. Visione, intuito, messa a fuoco, scatto. L’attimo della magia. Della fotografia.