Giovedì a Lugagnano la storica dell’arte Sabrina Baldanza racconta il mito di Peggy Guggenheim

Giovedì 28 febbraio alle ore 20.30 presso l’aula magna della Scuola Frank di Lugagnano, l’Assessorato alla Cultural’Università Popolare di Sona propongono l’incontro: “Peggy Guggenheim. La costruzione di un amore per l’arte moderna”.

Relatrice della serata sarà la bravissima storica dell’arte Sabrina Baldanza.

Quello di giovedì sarà il racconto di una straordinaria figura di collezionista, mecenate e musa ispiratrice di alcuni degli artisti che hanno rivoluzionato l’arte del Novecento, da Chagall, Kandinskij a Jackson Pollock, e l’Arte italiana degli anni Cinquanta. Una vocazione profonda e radicale: celebrare e proteggere l’arte del proprio tempo.

Figlia di Benjamin Guggenheim e Florette Seligman, è nipote di Solomon R. Guggenheim, proprietario del Guggenheim Museum di New York. Il padre Benjamin muore nell’affondamento del Titanic, lasciando a Peggy un’eredità di circa 34,5 milioni in valuta odierna a soli 21 anni.

Neanche ventenne Peggy comincia a lavorare in una libreria di New York, la Sunswise Turn, e frequenta importanti circoli e salotti, dove conosce molti intellettuali dell’epoca tra cui Laurence Vail, un pittore squattrinato del movimento dadaista. Entra così nel mondo dell’avanguardia.

Non ebbe mai un buon rapporto con la madre, a causa forse della sua movimentata vita sentimentale. Si sposa a Parigi nel 1922 con Laurence Vail e da lui ha due figli. Grazie al marito, a Parigi inizia a frequentare i salotti bohémien e stringe amicizie con i primi artisti dell’avanguardia europea, alcuni dei quali emigrati americani: Man Ray, per cui poserà, Constantin Brâncuși, e Marcel Duchamp.

Dopo il divorzio da Vail nel 1928, Peggy comincia a vagare per l’Europa con i figli, tra Londra e Parigi. Grande amore della sua vita è l’intellettuale inglese John Holms, scrittore alcolizzato, conosciuto nel 1928 a Saint-Tropez, che muore tragicamente nel 1934, dopo una crisi cardiaca al termine di un intervento. Nel gennaio del 1938, a Londra, insieme a Jean Cocteau, inaugura la galleria Guggenheim Jeune: è la prima di una lunga serie di collezioni, che la renderanno negli anni la più importante sostenitrice dell’avanguardia europea.

Tra i vari artisti, all’epoca ancora sconosciuti, che esporranno a Londra si ricordano: Vasilij Kandinskji, Yves Tanguy ed altri artisti emergenti del panorama delle avanguardie europee. Erano già celebri Antoine Pevsner, Henry Moore, Henri Laurens, Alexander Calder, Raymond Duchamp-Villon, Constantin Brâncuși, Jean Arp, Max Ernst, Pablo Picasso, Georges Braque e Kurt Schwitters. Grazie a Samuel Beckett, che insistette per un suo interessamento all’arte contemporanea, e a Marcel Duchamp, che le insegnò “la differenza tra l’arte astratta e surrealista”, Peggy si avvicinò a questo mondo.

Dal 1939 Peggy concepisce di trasformare la sua semplice collezione londinese in un vero e proprio museo: incurante della guerra, decide di acquistare un grande numero di opere d’arte, tra cui spiccano i nomi di artisti come Francis Picabia, Georges Braque, Salvador Dalí, Piet Mondrian, Fernand Léger e Constantin Brâncuşi.

Con l’avanzata dell’esercito tedesco verso Parigi, il 13 luglio 1941 la collezionista americana decide di lasciare la città (è ebrea) e tornare a New York, dove nel 1942 inaugurerà la galleria Art of This Century. Tra gli artisti ancora sconosciuti figura nella collezione figura il nome di Jackson Pollock. Grazie all’attività di gallerista di Peggy, Pollock e altri artisti americani entrano in contatto con l’avanguardia europea, in particolare con il Surrealismo.

Dal 1941 Peggy era infatti sposata col pittore surrealista Max Ernst. Il divorzio tra i due avverrà appena due anni dopo, nel 1943. Con la fine del conflitto Peggy decide di tornare a Venezia, dove la sua collezione viene esposta per la prima volta alla XXIV edizione della Biennale d’arte nel 1948. Nel 1948 acquista Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, dove trasferisce definitivamente la sua collezione, che dal 1949 apre al pubblico come Collezione Peggy Guggenheim.

In seguito Peggy deciderà di donare Palazzo Venier dei Leoni e l’intera collezione alla Fondazione Solomon Guggenheim. Peggy passò l’intera esistenza aiutando nuovi artisti emergenti, tra cui Edmondo Bacci e Tancredi Parmeggiani. Morì il 23 dicembre 1979, all’età di 81 anni. Le sue ceneri si trovano nell’angolo del giardino di Palazzo Venier dei Leoni dove Peggy aveva seppellito anche i suoi numerosi amati cani.

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è uno dei più importanti musei italiani sull’arte europea e americana della prima metà del XX secolo: abbraccia opere che vanno dal Cubismo al Surrealismo e all’Espressionismo.

L’incontro di giovedì è aperto a tutti, anche ai non iscritti all’Università Popolare, ed è ad ingresso libero.

La Redazione

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