Il cielo, certe sere, sembra stare lì in silenzio solo per essere decifrato. Sopra le case, oltre le luci delle strade e il passo ordinario della vita quotidiana, restano le stelle: punti lontanissimi che per secoli hanno indicato rotte, stagioni, racconti, paure e speranze. A Lugagnano, quel grande atlante sospeso sopra le nostre teste diventa il centro di una serata culturale pensata per avvicinare tutti, senza barriere e senza linguaggi complicati, al fascino delle costellazioni.
L’appuntamento è per giovedì 18 giugno, alle ore 20.30, alla Baita Alpini “Arnoldo Cristini”, in via Caduti del Lavoro 4. Il titolo scelto dice già molto dello spirito dell’iniziativa: “Uno sguardo verso il cielo: le costellazioni”. Non una lezione fredda, ma un invito ad alzare gli occhi, a riconoscere forme e storie nel buio, a ritrovare quel legame antico tra l’uomo e la volta celeste.
A promuovere l’incontro sono il Gruppo Alpini di Lugagnano, il Circolo Astrofili Veronesi “Antonio Cagnoli” e l’Associazione Museo Storico “Baita Monte Baldo”, con il patrocinio del Comune di Sona e Il Baco da Seta come media partner.
A guidare il pubblico sarà Raffaele Belligoli, segretario del Circolo Astrofili Veronesi e divulgatore scientifico impegnato da anni nella promozione della conoscenza astronomica attraverso conferenze, corsi e attività pubbliche dedicate all’osservazione del cielo. Il suo compito sarà accompagnare i presenti dentro un viaggio fatto di nomi, figure, riferimenti e curiosità: dalle principali costellazioni visibili nel cielo notturno alle loro origini, dai racconti che le hanno attraversate nei secoli fino al loro ruolo concreto nell’orientamento durante i viaggi e nelle attività quotidiane.
È proprio questo il punto più interessante della serata: riportare le stelle fuori dall’idea di qualcosa di distante, riservato agli esperti o confinato nei libri di scienza. Le costellazioni sono state per lungo tempo una mappa popolare, uno strumento pratico, un deposito di miti e osservazioni. Guardarle significa entrare in una storia collettiva che tiene insieme naviganti, pastori, viaggiatori, studiosi e semplici osservatori. Significa capire che il cielo non è solo spettacolo, ma anche memoria, orientamento, linguaggio.
La partecipazione è libera e aperta a tutta la cittadinanza. Al termine della serata sarà offerto un piatto caldo, dettaglio semplice ma significativo, perché restituisce all’iniziativa il sapore delle cose fatte in comunità: prima lo sguardo verso il cielo, poi il tempo per fermarsi ancora un momento insieme.
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