Giovanni Forlin: “Il Sindaco Mazzi sbaglia di grosso, il reato di furto nelle abitazioni non è stato depenalizzato”

In due recenti interventi sul nostro sito il Sindaco di Sona  Mazzi, parlando del sentito problema dei furti nelle abitazioni sul nostro territorio, ha dichiarato di non poter far nulla in quanto la depenalizzazione di questo reato impedirebbe di porre un freno a questo autentico stillicidio di intrusioni nelle abitazioni.

Su questo argomento arriva una risposta molto articolata dell’Avvocato Giovanni Forlin. Residente a Lugagnano, Forlin ha ricoperto per molti anni anche il ruolo di Consigliere comunale a Sona.

Ho letto l’intervista al Sindaco Gianluigi Mazzi apparsa sul sito del Baco da Seta in data 31 dicembre (LEGGI QUI L’INTERVISTA) e il successivo richiamo operato il 3 gennaio “Furti nelle abitazioni: l’Amministrazione Comunale ha incontrato i cittadini e chiede collaborazione”, dove si da per scontata la depenalizzazione di tale reato e si imputa a questa scelta l’impossibilità di arginare tale fenomeno.

Non entro nel merito del contenuto dell’intervista, ma voglio solo rimarcare che quando il primo cittadino dichiara: “una sola nota negativa, che però mi amareggia molto perchè su questo possiamo fare poco: i furti nelle case. Carabinieri, vigili e Sindaco non riescono ad arginare il problema perchè lo Stato ha scelto di depenalizzare questo reato”, afferma una circostanza assolutamente contraria al vero.

Il Consigliere Giovanni Forlin
L’avvocato ed ex Consigliere comunale Giovanni Forlin

Per chiarire ogni dubbio basta leggere il testo dell’art. 624 e dell’art. 624 bis del Codice Penale, attualmente vigenti. In particolare la seconda disposizione è stata introdotta ancora dall’art. 2 comma 2° L. 26.3.2001 n° 128 (Governo Amato) ed ha previsto, accanto alla tipica fattispecie del reato di furto, la nuova figura del delitto di furto in abitazione, che tra l’altro prevede una pena edittale ancora più severa, con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da €. 309,00 ad €. 1032,00. L’art. 624 bis c.p. è quindi in vigore dal marzo 2001, lo è tuttora e non è mai stato modificato e tra l’altro prevede l’arresto obbligatorio e la procedibilità d’ufficio.

Affermare quindi che Carabinieri, vigili e Sindaco non riescono ad arginare il problema dei furti nelle abitazioni perchè lo Stato ha scelto di depenalizzare questo reato è molto grave, soprattutto in quanto il Sindaco è un pubblico ufficiale e se ha qualche dubbio, dovrebbe prima informarsi anche avvalendosi dell’ausilio delle forze dell’ordine.

Viviamo in un periodo in cui sui social network troviamo bufale di ogni tipo, che nessuno può controllare, ma chi svolge ruoli istituzionali a maggior ragione dovrebbe verificare con attenzione i messaggi che invia.

Il furto nelle abitazioni è un reato punito in modo severo, ma ciò purtroppo non impedisce che venga commesso e susciti allarme sociale nelle nostre comunità, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine.

E’ un fenomeno non nuovo: ricordo che quando ero in Consiglio Comunale, con i Sindaci Tomelleri, Bonometti e Gualtiero Mazzi, avevo più volte chiesto un maggior controllo del territorio di Sona, per cercare di arginare la diffusione del reato.

Non è poi detto che anche inasprendo le pene, si riesca a debellare la fattispecie criminosa. Si veda l’omicidio stradale da poco introdotto, che prevede pene fino a 10 anni. Nonostante ciò, il numero dei morti in conseguenza dei sinistri stradali non è diminuito. Nessuno ha la ricetta magica: forse non è più sufficiente l’attività di controllo del territorio, ma serve un’attività di prevenzione anche a livello europeo.

Cordialità,

Giovanni Forlin