Giovani ed adulti: una distanza da superare con l’ascolto

  

Spesso, tra giovani e adulti c’è una vera barriera che rende difficile capirsi. Questo accade in diversi contesti, come in famiglia tra i genitori e i figli, a scuola tra gli insegnanti e alunni o durante lo sport con gli allenatori ecc… Le ragioni di questa incomprensione sono tante, ma ci sono anche modi per migliorare la situazione.

Differenze di pensiero

Una delle principali ragioni è che giovani e adulti vedono il mondo in modo diverso. immagina che un genitore dica di studiare più ore al giorno perché “ai miei tempi si faceva così”. il genitore pensa che studiare è l’unico modo per avere successo perchè quando lui era giovane aveva fatto così. Il figlio, però, potrebbe rispondere che ora, con internet possiamo avere tante informazioni in modo rapido e studiare in modo diverso, non solo per gli studi ma anche sulla vita. Qui si vede che come giovani e adulti pensano in modo diverso: i genitori credono che il loro metodo sia il migliore, mentre i figli cercano un modo che sia più adatto al loro tempo.

 Tecnologia e social media

La tecnologia è un altro motivo che crea distanza. I giovani sono abituati a usare smartphone, social media e internet fin da piccoli. Questo è un modo naturale per loro di comunicare e imparare. Gli adulti, invece, hanno dovuto abituarsi a questi cambiamenti e spesso non riescono a capirli del tutto. Per questo, i social possono sembrare agli adulti solo una distrazione, mentre per i ragazzi sono un modo per connettersi con gli altri.

Esperienza e tempo

Facciamo un esempio un allenatore di calcio giovane spiega ai ragazzi che, per diventare bravi, devono allenarsi duramente ogni giorno per anni, perché sa che la costanza è fondamentale. Ma i ragazzi vogliono vedere subito i risultati e si scoraggiano se non vincono le prime partite. L’allenatore li considera impazienti, mentre loro lo vedono troppo severo. Questa differenza nasce dall’esperienza: l’allenatore pensa al futuro, mentre i ragazzi si concentrano sul presente. Anche gli adulti, in generale, tendono a pianificare a lungo termine, mentre i giovani vivono più nel momento. Questo crea incomprensioni, perché gli adulti vedono i giovani come avventati, mentre i giovani percepiscono gli adulti come troppo prudenti e distanti dai loro bisogni.

Poca disponibilità ad ascoltare

Un altro problema è che spesso entrambe le parti non si ascoltano davvero. Gli adulti tendono a dare consigli basati sulla loro esperienza, senza cercare di capire fino in fondo come si sente il giovane. I ragazzi, di fronte a questa attitudine, possono sentirsi giudicati e quindi chiudersi, rendendo ancora più difficile il dialogo.

Come migliorare le cose?

Per superare queste difficoltà, serve un cambiamento nel modo in cui giovani e adulti parlano tra loro. La chiave è l’empatia, cioè la capacità di mettersi nei panni dell’altro. Gli adulti dovrebbero sforzarsi di capire meglio le sfide e i bisogni dei giovani, mentre i ragazzi potrebbero ascoltare i consigli degli adulti senza sentirli come obblighi.

Spazi per parlare

È importante creare momenti di dialogo, dove sia giovani che adulti possano parlare apertamente, senza sentirsi giudicati. In famiglia, a scuola o qualsiasi altro posto, si potrebbero organizzare incontri in cui tutti possono esprimere ciò che pensano e sentono. Questo aiuta a costruire una maggiore comprensione reciproca.

Educare alle emozioni

Infine, sarebbe utile insegnare a gestire le emozioni, sia ai ragazzi che agli adulti. A scuola, si potrebbero fare attività per aiutare i giovani a riconoscere e gestire meglio le proprie emozioni. Allo stesso tempo, insegnanti e allenatori potrebbero imparare a usare un approccio più comprensivo, creando un clima di fiducia.

In conclusione, la difficoltà di comprensione tra giovani e adulti nasce da differenze di età, di modo di pensare e dall’uso della tecnologia, ma è una distanza che si può superare. Con più ascolto, comprensione e spazi per dialogare, è possibile costruire rapporti più sereni e basati sulla fiducia reciproca. Entrambe le parti devono fare uno sforzo per capirsi e rispettarsi a vicenda, trasformando la comunicazione in un ponte che unisce anziché in un muro che separa.

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Nivodya Fernando
Parlo poco, ma ascolto tanto. In ogni silenzio trovo un mondo da scoprire.