La barriera che esiste tra giovani e adulti è innegabile e questa porta spesso a malumori, incomprensioni e accuse ingiuste. La base della barriera è la mentalità che può avere un ragazzo rispetto a quella di un genitore, di un professore, di un allenatore o di un collega.
Un giovane ha avuto meno esperienze positive e negative che possono averlo influenzato nel suo pensiero, quindi vede un problema, una scelta o una situazione facendosi più facilmente influenzare dalla massa e preferendo la via più facile e che gli porta più interessi.
Un adulto invece ha vissuto molte più esperienze, soprattutto quelle accadute quando era giovane, che sono quelle più rigide e difficili da accettare di cambiare, e quindi considera spesso il suo modo di pensare come l’unico possibile per affrontare ogli argomento.
Un’altra cosa che rafforza la barriera è la diversità di interessi che divide un giovane da un adulto. Un giovane pensa al suo futuro e alle nuove questioni che il mondo ha da offrire per la sua crescita personale, a divertirsi e a godersi i momenti “migliori della sua vita”. Mentre un adulto pensa a crescere ed aiutare i più giovani grazie alle esperienze che hanno vissuto, ma non rendendosi conto che il mondo cambia e alcuni problemi non possono essere più visti con quel punto di vista e trattati come altri successi nel passato. I giovani invece dovrebbero imparare ad ascoltare gli adulti e ad informarsi in quello che è successo nel passato e che potrebbe aiutarli a risolvere i problemi del presente.
Per me la barriera però non è una cosa che si può abbattere completamente perché è sempre esistita, c’è, si è evoluta e si evolverà ma non ci sarà mai un modo per eliminarla completamente.
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