Giornata mondiale della salute: la sfida è globale, la risposta è comune

Da domenica a Lione, in Francia, si sta tenendo il One Health Summit, che termina oggi, martedì 7 aprile, Giornata Mondiale della Salute. Non si tratta di una data qualsiasi, bensì del giorno in cui, nel 1948, il concetto di salute veniva completamente ribaltato dall’OMS, definendola uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. Una prospettiva completamente nuova: la salute non è più incentrata sulla malattia – o meglio, sulla sua assenza – ma sulla prevenzione e sulla visione di insieme dell’essere umano nel suo ambiente.

Nello stesso anno veniva pubblicata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che ci ricorda che la salute è un diritto fondamentale ed inalienabile. E, se vogliamo essere anche un po’ più pragmatici, la pandemia di COVID-19 ci ha insegnato che la salute di chi ci sta intorno, persone o animali che siano, riguarda anche noi.

Io credo però che vada considerato un punto di vista più dinamico. Le sfide sanitarie del nostro millennio nascono da un equilibrio fragile tra l’essere umano, l’ambiente e il suo continuo mutamento, a cui noi dobbiamo ineluttabilmente adeguarci.

Lo sviluppo industriale e tecnologico sta cambiando il nostro modo di vivere. La sedentarietà, l’inquinamento, la rapida fruibilità di informazioni (più o meno corrette): tutte nuove abitudini che impattano a loro volta sulla salute. Ecco, dunque, un concetto ormai imprescindibile: a queste sfide si può far fronte solo pensando alla salute come un bene collettivo – umano, animale e dell’ecosistema – da tutelare.

Non si tratta di sviluppare modelli irraggiungibili o soluzioni futuristiche, ma di creare condizioni concrete e accessibili, per permettere a chiunque di prendersi cura di sé e di chi gli sta accanto. Prendere l’auto una volta in meno, ridurre gli sprechi. Prendere le scale e non l’ascensore, aderire alle campagne di screening della popolazione. Rivolgersi ad uno specialista, fidarsi della scienza. Sono piccoli gesti individuali che agevolano la collettività, in un’ottica di responsabilità condivisa.

Il tutto è riassumibile nello slogan della giornata di oggi, che per il prossimo anno farà da stella polare: “Together for Health. Stand for science.” Insieme per la salute. Combattere per la scienza.

Insieme significa che quando si parla di salute nessuno deve essere escluso o lasciato indietro. Ma insieme significa anche che la salute riguarda tanto le istituzioni quanto i singoli. Insieme significa infine parlare un linguaggio universale, comprensibile ovunque. Esiste solo una lingua veramente democratica e immutabile: la scienza. Questa ci permette oggettività, condivisione delle conoscenze e cooperazione internazionale, anche negli scenari più catastrofici, che purtroppo scorgiamo nel nostro futuro.

Oggi celebriamo la salute in tutte le sue forme: la nostra, quella del nostro vicino, quella degli ultimi, quella degli animali, quella degli spazi comuni, quella della scienza. Celebriamo anche la responsabilità di proteggerla ogni giorno, con scelte consapevoli e impegno collettivo. Perché, alla fine, si tratta di una Salute: quella di tutti.

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Veronica Posenato
Nata nel 1996, risiede a Lugagnano. Diplomata presso il liceo scientifico Messedaglia a Verona nel 2015, si è laureata in infermieristica presso l'Università di Verona nel dicembre 2018. Scrive per il Baco dal 2010, alla ricerca di persone del Comune di cui raccontare le storie, per valorizzare ulteriormente il nostro territorio.