Giornata mondiale del sonno, che come tutte le cose importanti della vita riconosciamo solo quando manca

Ci rendiamo conto del valore di tutte le cose importanti della vita solo quando le perdiamo.

Amicizie, amori, animali domestici, gioielli di famiglia e biciclette fanno parte di questa categoria. Ma non solo. Anche il sonno rientra a pieno titolo nella classifica delle cose importanti da non perdere.

Ebbene sì. Chiedete a qualche insonne se se la passa bene ad aver perso il sonno, a non trovarlo più. Finché ce l’abbiamo lo diamo per scontato. Alla fine, è “solo” sonno, un’attività passiva con la quale chiudo gli occhi e il tempo scorre più velocemente.

Fa un po’ parte della nostra routine: ogni giorno ci svegliamo, andiamo a lavorare o a scuola, facciamo i compiti o sbrighiamo le nostre faccende, ceniamo… e andiamo a letto. Il giorno successivo bis e avanti così praticamente all’infinito.

Tutto nella norma fino a quando ci capita di perdere per strada il nostro caro amico sonno, fedele compagno di avventure che per tutta la vita abbiamo avuto al nostro fianco e che improvvisamente, senza dare troppe spiegazioni, se ne va in vacanza. Lasciandoci lì, col pigiama in mano e gli occhi spalancati.

Non abbiamo neanche avuto il tempo di chiarire, di discutere, di salutare. Esterrefatti come dopo la fine di una relazione, iniziamo il processo di elaborazione del lutto: subito siamo arrabbiati, estraniati, non accettanti.

Poi a poco a poco iniziamo a capire che forse lo abbiamo dato per scontato nell’ultimo periodo. Che forse è un po’ responsabilità nostra se si è stufato ed è partito per le ferie. Abbiamo iniziato a convincerci che più di tanto non sarebbe cambiato se avessimo dormito 5, 6 o 7 ore. Bastava dormire. E’ una cosa così semplice.

Può essere che abbiamo sottovalutato la sua fedele compagnia quando l’avevamo avuto vicino, sotto le coperte. Non l’abbiamo curato o coccolato abbastanza. E come tutte le cose che non curiamo abbastanza, ad un certo punto la vita, o chi per essa, trova il modo di allontanarle da noi.

D’altronde è come se non ce le meritassimo. Ed ecco però che le rivogliamo indietro. Prepotentemente. Capricciosamente. Ma il sonno è permaloso, non se la fa passare così, da una sera all’altra. Al sonno serve tempo per riavvicinarsi a noi. Deve tornare a fidarsi perché non vuole più essere dato per scontato e necessita di garanzie.

Al tavolo delle trattative possiamo stare anche per giorni, settimane, addirittura mesi. Finché non si giunge ad un accordo, si contratta. La negoziazione può sfinirci, portarci all’esaurimento. Non è un processo facile. Ma è chiaro, non ci sono altre soluzioni. Da qualche parte dobbiamo tornare a prenderci cura di noi perché forse ci siamo trascurati per troppo tempo.

Non abbiamo approfittato di quel pisolino alla scrivania tra le 13.40 e le 14; non abbiamo usato bene, a lungo e a fondo, il cuscino la domenica mattina. Non abbiamo capito che quella sera saremmo dovuti rimanere a casa e, semplicemente, riposare. E invece siamo usciti per una settimana, tutte le sere. Tanto, dormire 3, 4 o 5 ore non fa differenza.

Tirare troppo la corda, invece, manda in ferie il sonno. E chi è che dalle ferie vuole tornare a casa se sa con certezza di trovare un clima ostile, frettoloso, pretenzioso o distratto? Ci vuole la giusta considerazione. Quando potete, chiudete gli occhi. Se vi scappa da dormire un po’, non succede niente. Fatelo. Forse ne avete bisogno. Se un pomeriggio siete stanchi, anche se è domenica e sarebbe una giornata perfetta per uscire, stravaccatevi sul divano e chiudete gli occhi.

Quando andate a letto non usate il cellulare: il sonno è molto permaloso: “Scusa, ma vai a letto e stai connesso ai social? Gran fatti che mi adopero per farti riposare!”. Attenzione perché al sonno non piace nemmeno la televisione. Come fate a riposare se le vostre orecchie sono impegnate, anche inconsciamente, a captare tutti i suoni che vengono da fuori e i vostri occhi a schermare le luci che silenziosamente penetrano le vostre palpebre?

Chi glielo fa fare al sonno di gestire tutta questa faccenda? Chiunque dopo un po’ si stuferebbe. E sapete cosa manca ai giorni nostri? Tra le mille cose, anche una corretta educazione ed igiene del sonno, ma soprattutto una sua corretta considerazione.

Non date per scontato l’importanza del riposo, quello vero, con cui ci si risveglia rinnovati. Non sottostimate il ruolo del sonno nella vostra vita diurna, lavorativa, relazionale. Curatelo, perché vuol dire curare voi stessi. E se il sonno se ne va in vacanza forse è un modo carino per comunicarvi che vi siete dimenticati di voi stessi e del vostro benessere. Dormite, riposate.

Soprattutto perché tra una settimana cambia l’ora.

Elisa Sona
Nata nel 94 sotto il segno del Toro con ascendente Leone, ho lo stesso cognome del Comune dove risiedo. Sembra una barzelletta. Penso che si possa scrivere e parlare di tutto, basta non prendersi troppo sul serio.