Giorgia in esclusiva al Baco: “Vi aspetto al Filarmonico il 22 maggio”

Quando si vuole fare un esercizio lezioso di scrittura su qualcuno, sicuramente la signora Giorgia Todrani, in arte semplicemente Giorgia, è soggetto adattissimo.

Perché lei è la Regina, la Signora, l’Usignolo, l’Inarrivabile, la Divina… solo per citarne alcuni. Il Festival conclusosi da poco ha fatto scendere quella che, insieme a Mina, è la nostra miglior voce italiana dalla posizione di favorita al sesto posto, con un brano dai più considerato non degno della grandezza dell’artista.

La incontriamo, in un’intervista esclusiva per il Baco. E cominciano proprio cercando di capire che effetto le abbia fatto questa posizione di rincalzo. Lei però minimizza, mostrando molto sinceramente il rispetto verso i suoi colleghi:A parte il fatto che le sconfitte vanno accettate – dice –, non bisogna pensare che una certa professionalità acquisita ti dia il ‘diritto’ ad avere un premio alla carriera ogni volta che fai qualcosa. Partecipare a Sanremo è rischiare ma anche confrontarsi, perché se si vuole restare al centro dell’attenzione in questo mondo, bisogna capire che bisogna fare fatica e adeguarsi ai tempi. Pertanto questo lavoro lo sto facendo, almeno credo”.

Giorgia, ma quando sei arrivata a Sanremo sei andata a cercare Pippo Baudo o Amadeus?
Eh, hai mica toccato un argomento facile. Le volte che sono tornata a Sanremo in precedenza, l’ho sempre cercato. Verso di lui ho una riconoscenza veramente infinita. Quindi con la voglia di sentirlo vicino, ho evitato di rompergli le scatole, perché so che vorrebbe essere qua e quindi vorrei evitargli troppa nostalgia o risentimento verso il mutare della sua grandissima figura rispetto a un tempo. Perché dargli pensieri?

Qualche ricordo qua e là dei Festival passati?
Io arrivai a Sanremo catapultata direttamente dai club. Ricordo che i cameramen dicevano di non tenere gli occhi chiusi quando guardavo in camera. Diversa e sorprendente l’esperienza del Sanremo 95, quello di “Come saprei”. Mi fermavano per strada perché mi riconoscevano. È stato bellissimo. Nel 2001 per esempio si andava anche a tarda notte a ballare, cosa che non faccio più ora perché sono “vecchierella”.

Com’è oggi il palco di Sanremo per te?
Ma cosa vuoi che ti dica, caro. Lì, all’Ariston, c’è un alone magico, indefinito, etereo. Sei sempre gioiosamente imbambolata, ti dici “gambe state ferme, non tremate”, ma alla fine sei felice e impaurita, non c’è niente da fare. Quella cosa li non cambierà mai!

Cosa vuol dire essere a Sanremo essendo diventata madre?
Beh diciamo che ogni donna è sempre destinata in qualche modo a fare da mamma a qualcuno. È una cosa inevitabile. Detto ciò, è assolutamente comprensibile che la mia vita sia cambiata radicalmente, e ci ho messo anni ad accettare un cambiamento che diventa di conseguenza un mutamento di abitudini e pensieri necessari per una vita nuova. Non mi alzo più tardi la mattina, ma ho apprezzato questa mia propensione a trasformarmi, perché sei sempre lì che corri, ma devi per forza pensare a come affrontare cose in continua evoluzione, e questo è un grosso aiuto.

Dimmi la verità, stai ancora pensando con un po’ di sano dispiacere di non essere salita sul podio?
Ah guarda, non è che pensandoci acquisisci posizioni. A parte il fatto che quando c’è tanta competizione come quest’anno qualche sorpresa la devi mettere in conto. Poi ho un disco appena uscito, e un bel tour da fare. A proposito, il 22 maggio sarò da voi a Verona al Teatro Filarmonico. Vi aspetto per cantare e divertirci insieme. Lì non avremo competizione, ma condivisione.

Ma che ve lo dico a fare, Giorgia al Filarmonico va assolutamente vista!

Massimo Bolzonella
Massimo Bolzonella nasce a Verona il 13 maggio 1965 intorno alle ore 22. Giornalista pubblicista dal 1991, ha prestato la sua voce alla radiofonia veronese per quasi 40 anni. Scrive e vive di musica Italiana, ha curato la comunicazione web di Umberto Tozzi per 12 anni. Sposato, ha due figli, due gatti e un cane. La frase della sua vita è "Sai dove vado adesso? A farmi il mondo", pronunciata da John Travolta nel film "Stayin'alive" dopo il trionfo da primo ballerino a Broadway.