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Prima di avventurarci nel mondo del Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci a Sona ecco alcuni dati emersi da una ricerca del Censis chiamata “Gioco ergo sum” relativa all’anno 2008: Le scommesse fatte in Veneto rappresentano il 6,8% dell’intera quota nazionale, pari a 3 miliardi e 102 milioni di euro. La media nazionale è di 894 euro giocati pro capite; i veronesi con 828 euro a testa sono secondi, in Veneto, solo a Venezia (933 euro) che, però, è sede di un casinò. Siamo notevolmente avanti rispetto alle altre città venete, come Padova che con 636 euro si trova all’ultimo posto.

 

Per avvicinarci ulteriormente alla nostra realtà e capire l’entità del fenomeno proviamo a moltiplicare la quota pro capite relativa ai cittadini veronesi (828 euro) per il numero degli abitanti di Sona (16.800 abitanti) e otteniamo così la bella cifra di 13.910.400 euro! Il bilancio del nostro Comune nel 2008 è stato di 16.800.000 euro. Sono, come possiamo ben vedere, cifre molto importanti (il settore del gioco vale il 5 per cento del Pil nazionale) che ci fanno considerare il mondo delle scommesse come un vero e proprio fenomeno economico.

 

Anche a Sona, quindi, sono molti quelli che sperano di migliorare il loro tenore di vita con una bella vincita, con un colpo di fortuna che permetta il realizzarsi di sogni proibiti. Molti lettori non crederanno alla veridicità della cifra: 828 euro. E’ quasi uno stipendio (per qualcuno intero!) che annualmente viene investito per cercare di essere baciati dalla Fortuna.

 

Siamo andati a sentire alcune ricevitorie del nostro Comune. “Nella mia ricevitoria – ci dice Fabio, contitolare della tabaccheria ricevitoria del Bosco di Sonasi può giocare al Lotto, Superenalotto, Totocalcio, Corse cavalli e in misura sempre maggiore vendo Gratta e Vinci. Giocano tutti: uomini e donne, dai vent’anni in su, anche se gli uomini di mezza età sono i più assidui. Giocano in media cifre modeste, cinque-dieci euro.”

 

Dello stesso avviso è anche Francesca, della ricevitoria della Grande Mela: “I gratta e vinci stanno andando veramente forte, forse per le vincite che si possono vedere e incassare subito! Da noi ogni settimana una decina di persone vince 500/1000 euro. Con il Superenalotto quando il Jackpot sale e comincia ad essere superiore ai 70-80 milioni ed i mass media cominciano a parlarne, le giocate aumentano in modo vertiginoso.”

 

 

“Lo scorso anno quando il Jackpot ha superato i 100 milioni – ci confida Fabiosuccedevano cose incredibili: avevamo la coda costante alla porta della ricevitoria e in certe giornate non riuscivamo ad avere carta a sufficienza per stampare le ricevute, giocavano tutti, si formavano gruppi tra colleghi di lavoro e si registravano puntate anche di grosse cifre. Con il Lotto nel 2004 abbiamo avuto una grossa vincita nella nostra ricevitoria e di conseguenza sono aumentate le somme giocate; ma normalmente le scommesse sono costanti ed i numeri scelti ricordano spesso date di nascita e morte, qualche sogno e particolari incidenti. Un po’ pericolosi sono stati fino a poco tempo fa i numeri ritardatari, alcune persone si ostinavano a puntare su questi numeri, rimettendoci un bel po’ di soldi, ma ora il fenomeno è quasi scomparso”

 

“Anche se la situazione economica generale non è delle miglioricontinua Francescanella nostra ricevitoria non registriamo cali di giocate, nemmeno verso la fine del mese. Qualcuno ci confessa che in caso di vincita sistemerebbe i figli e cambierebbe casa; ma il desiderio più comune è quello di abbandonare il lavoro e trascorrere il resto della vita in un paese ai Tropici.”

 

Un altro dato evidenziato dalla ricerca del Censis è che a guadagnarci sicuramente è lo Stato: ogni 100 euro giocati solo 68 ritornano come vincite; e spesso come ci confida il nostro operatore, le piccole vincite 5-10-30 euro vengono prontamente reinvestite e… perse. Volendo continuare a giocare coi numeri possiamo anche affermare che, come risulta dai dati ufficiali, ogni 100 euro giocati se ne vincono 68. Ma 32 si perdono! Quindi su 828 euro, somma annua giocata da tutti i veronesi come da indagine Censis, ogni cittadino ne ha 563 di ritorno ma ne perde 265!

 

Tutti i cittadini non giocatori, quindi, possono tranquillamente affermare che ogni anno risparmiano 265 euro. Non dimenticando però il vecchio proverbio “Mati ci mete e mati ci no mete!”.