Geotermia: argomento scottante!

In questo periodo sentiamo spesso parlare di energie rinnovabili come l’unica strada per ridurre l’inquinamento ed i cambiamenti climatici del nostro pianeta. Cercherò di spiegare l’enorme potenziale di questo tipo di energia rinnovabile poco diffusa nel nostro paese ma che in altri paesi europei sta dando ottimi risultati: l’energia geotermica. Prima pero va fatta una premessa sulle energie rinnovabili in generale. Cosa sono le energie rinnovabili? Sono quelle energie ricavate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono esauribili nella scala dei tempi umani, in poche parole, tutte quelle energie che la natura ci fornisce gratuitamente e che basta saper sfruttare. Le principali forme di energie rinnovabili sono: l’idroelettrica, maremotrice, solare, eolica, da biomasse e infine geotermica.

Fatta questa breve premessa focalizzeremo la nostra attenzione su quest’ultima .Molte persone si chiederanno come sia possibile ricavare energia dal sottosuolo, ma la risposta è molto semplice, basti pensare che il nostro pianeta è composto da un nucleo con temperature molto elevate causate dal decadimento radioattivo di alcuni materiali (uranio, torio, potassio) che nelle zone più profonde può raggiungere temperature di 4000 C°. Questa energia si propaga con regolarità verso la superficie della terra, quindi possiamo considerare il sottosuolo come un immenso serbatoio di calore dove si stima secondo alcune ricerche che nei primi cinque km di crosta l’energia termica contenuta è equivalente circa a 500.000 volte il fabbisogno mondiale di energia.

Questa enorme quantità di calore può essere utilizzato in due modi: per estrarre direttamente energia termica dal sottosuolo o per convertire questa energia in elettricità. L’Italia è stato il primo paese al mondo a produrre energia elettrica con il sistema geotermico attraverso un impianto realizzato nel 1913 a Larderello. Questi impianti sfruttano il calore del sottosuolo per trasformare l’acqua in vapore successivamente inviata a una turbina collegata a un alternatore che produce corrente. Il secondo metodo è molto più semplice e come detto all’inizio è usato in alcuni paesi europei dove le abitazioni o gli uffici pubblici vengono riscaldati con delle pompe di calore, che attraverso delle sonde messe nel terreno a profondità che variano da 50 a 200 m assorbono il calore e riscaldano le abitazioni con un grande risparmio in termini di costi e di emissioni nocive. Basti pensare che nella sola Svizzera, uno dei paesi più all’avanguardia in questo settore, solo nel 2003 sono state registrate 30.000 sonde installate per una potenza di riscaldamento di 550GWh , che equivale a un risparmio di olio combustibile di 70 milioni di litri l’anno.

Il vantaggio di questa soluzione è innegabile, soprattutto perchè la sua fattibilità è possibile in qualsiasi zona indipendentemente dalle caratteristiche geotermiche del sottosuolo. Ancora più palese nel comune di Bussolengo ad esempio, che risulta essere, secondo alcune ricerche ARPAV, ai margini di una zona con una notevole quantità di pozzi di acqua calda situati principalmente nei comuni di Pescantina, Sant’Ambrogio, Pastrengo e Lazise . Il costo della realizazione di questi impianti è ancora abbastanza elevato ma non esagerato, si parte da 11.800 € per un’immobile medio di 80/100 mq , fino a 28.100 € circa per immobili di 250/300 mq.

Per concludere devo dire che durante le varie ricerche su internet per la stesura dell’articolo e con la scoperta delle ricerche svolte dalla Provincia di Verona mi sono posto alcune domande alle quali non sono riuscito a dare risposta: Perché la Provincia scoperte le potenzialità e i costi abbastanza accessibili per un ente pubblico, non ha preso in considerazione la possibilità di convertire gli edifici pubblici con questi metodi più puliti e vantaggiosi economicamente a lungo termine? Perché non si è dato più visibilità a queste ricerche con campagne di informazione in merito?

Credo come detto all’inizio che in questo periodo dove l’argomento inquinamento è sempre all’ordine del giorno, nei tg e sui giornali, dove si stanziano decine di milioni di euro per far rinnovare il parco auto, giustamente con auto più ecologiche, si danno fondi per energie alternative come il fotovoltaico, non sia corretto snobbare o in un certo senso classificare di secondo livello questo tipo di risorsa, anche perchè la maggior parte dei gas serra immessi nell’ambiente deriva da scarichi industriali e dai riscaldamenti civili.