Furti nelle case a Sona, un cittadino da Palazzolo: “Forlin, devono essere protetti i cittadini non i delinquenti”

Continua nel nostro Comune il serrato dibattito sul triste fenomeno dei furti nelle abitazioni.

Tutto nasce da un’intervista rilasciata dal Sindaco di Sona Gianluigi Mazzi al Direttore del Baco l’ultimo giorno dell’anno, nella quale il primo cittadino ad una domanda proprio su questo argomento rispondeva che “Carabinieri, vigili e Sindaco non riescono ad arginare il problema perché lo Stato ha scelto di depenalizzare questo reato” (LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA).

A quella dichiarazione, che aveva suscitato molti commenti anche sui social, ha risposto l’Avvocato Giovanni Forlin di Lugagnano, già Consigliere comunale, stigmatizzava le parole del Sindaco spiegando che Mazzi con quella dichiarazione aveva preso una grande cantonata in quanto il reato di furto nelle abitazioni è presente nel codice penale e prevede anche sanzioni gravi (LEGGI IL SUO INTERVENTO).

Proprio per rispondere all’avvocato Forlin su questo tema, arriva un commento di un cittadino questa volta di Palazzolo, che sottolinea quale sia a suo parere il vero problema.

Mi sono letto l’articolo nel quale l’avvocato Forlin contesta al Sindaco Mazzi le dichiarazioni fatte in merito ai furti nelle abitazioni nel nostro territorio, Sona.

Premesso che anche la mia abitazione è stata di recente meta delle prestazioni di questa orda di delinquenti, mi piacerebbe entrare nel merito e fare un paio di considerazioni.

Le forze dell’ordine sono presenti sul territorio e si vedono spesso passare, ma non sono dotate di accalappia ladri, pertanto dopo il loro passaggio i delinquenti sono liberi di lavorare indisturbati. I vigili sono figure che servono perlopiù da deterrente, purtroppo, come l’aspirina per la polmonite, non per loro incapacità, ma per il ruolo che hanno.

Il Sindaco, rappresentante e responsabile della sicurezza del Comune non ha grandi risorse, né poteri, per contrastare efficacemente il fenomeno della “ladroneria”, questo l’avvocato lo sa bene, visto che ha frequentato i banchi della sala Consigliare per molti anni.

Non serve che un semplice cittadino entri nel merito per prendere la difesa del Sindaco, che peraltro lo sa fare da sé, ma piuttosto per fare analisi cosciente e serena sulle reali cause del propagarsi del fenomeno, interpretando correttamente la dichiarazione del Sindaco, non essendo dei giuristi ma dei comuni cittadini.

Il fenomeno del furto nelle abitazioni si sta propagando sempre più, non tanto per la “depenalizzazione”, ma per la mancanza della pena. L’impotenza delle forze dell’ordine, tutte, è dovuta dal fatto che chi delinque non è perseguito correttamente quando è arrestato.

L’impotenza delle forze dell’ordine, è dovuta dal fatto che vi sono avvocati e giudici che spesso fanno sì che il delinquente sia rilasciato prima che venga compilato il verbale dei carabinieri o della polizia. L’impotenza delle forze dell’ordine si percepisce ogni qualvolta si denuncia un furto. Si vede dallo sguardo di chi compila il rapporto, amareggiato ed impossibilitato a dare le risposte che il cittadino vorrebbe.

E’ evidente che, invece di fare notizia sugli articoli della cronaca del paese, sarebbe opportuno l’impegno di tutti al fine di cambiare ciò che è divenuto consuetudine: il delinquente si sente più al sicuro del cittadino onesto. La pena certa e la possibilità di difesa incondizionata della propria persona e dei famigliari. L’inviolabilità della proprietà, quale è la casa, il luogo che dovrebbe essere il più sicuro per i propri figli.

Chiunque entri furtivamente nella proprietà altrui non può e non deve aver diritto a protezione alcuna, non può e non ha attenuanti, deve poter essere fermato con qualsiasi mezzo sia ritenuto idoneo da chi ha diritto di proteggere la propria incolumità e quella dei propri cari. Questo chiede il cittadino.

Non ci deve essere la possibilità che chi detiene il “potere” permetta a chi delinque di avere attenuanti e di avere la possibilità di onorare la sua professione indisturbato. Non vengano protetti i delinquenti ma i cittadini.

Marco Gatti