Funghi, erbe, fiori: mostra permanente per il Gruppo Micologico di Lugagnano

Il vero cercatore di funghi è fondamentalmente un amante della natura, uno che appena può fugge dal cemento cittadino per rifugiarsi tra i colori, i profumi, i rumori dei boschi, luoghi unici, capaci di ritemprare sia il corpo che lo spirito.

Andar per funghi rappresenta un piacere e uno svago per tutti coloro che ne sono appassionati, qualunque sia la motivazione e qualunque sia la stagione, perché questi frutti del sottobosco ci sono tutto l’anno, non solo in autunno.

L’amore per la natura è spesso un buon viatico per stringere amicizie durature ed è quanto  accaduto al Gruppo Micologico e Ambientale di Lugagnano, la cui storia inizia ben ventun anni fa, nel 1993, quando alcuni componenti dell’Associazione Tennis e del Gruppo Alpini del paese, costituirono il gruppo. Gli scopi dell’Associazione, che ha sede presso la Baita Monte Baldo, sono vari.

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Il principale di essi è la promozione dello studio della natura nei suoi molteplici aspetti ed in modo particolare la micologia, ma è importante per i componenti anche favorire una cultura ecologica, intesa sia come conoscenza degli ecosistemi naturali sia come promozione di comportamenti ecosostenibili. Finalità del gruppo è anche la raccolta di materiale bibliografico per metterlo a disposizione dei soci e della collettività, collaborando e promuovendo iniziative comuni con altri enti, istituzioni ed associazioni con scopi affini.

Dalla sua fondazione, il gruppo Micologico e Ambientale crebbe rapidamente nel giro di pochi anni e nel 1996 contava già 40 iscritti, aumentati considerevolmente  nel 1997, in concomitanza con l’entrata in vigore della Legge regionale del Veneto,  la quale obbligava i raccoglitori a munirsi di apposito tesserino rilasciato dagli uffici provinciali. Girava voce che per ottenere il tesserino fosse necessario frequentare le lezioni di un gruppo micologico. Tale “voce” nelle intenzioni del legislatore sarebbe dovuta divenire una clausola importante legata alla tutela della salute, ma non venne mai inserita nella legge relativa. In ogni caso, il gruppo arrivò a contare un centinaio di iscritti, assestandosi attualmente sulla settantina di soci.

Tra i componenti del Gruppo di Lugagnano ci sono tanti tipi diversi di appassionati; fra di essi si annovera il “porcinaro”, ovvero colui che raccoglie solo porcini e poche altre specie commercialmente pregiate, poi il raccoglitore meno esperto, che  si dedica solo ai funghi più facili da riconoscere, infine l’esperto, che conosce bene circa settanta specie commestibili. Alla raccolta e allo studio dal vero di questi frutti del sottobosco  sono dedicate delle uscite didattiche specifiche, in primis sui monti vicini, ovvero in Lessinia e sul Baldo, poi anche in Alto Adige ed Austria.

“Accanto alle giornate nei boschi – racconta Bruno Cristini, presidente del Gruppoil programma annuale prevede una serie di corsi, lezioni, conferenze non solo di micologia ma anche di botanica ed ecologia con esperti, docenti universitari, naturalisti e filosofi. In particolare,ha riscosso molto successo il corso volto all’approfondimento della conoscenza delle erbe selvatiche ed aromatiche.”

E’ molto importante che il raccoglitore impari, attraverso i corsi e l’esperienza sul campo, a riconoscere le specie ma adotti anche  una corretta etica della raccolta, per poter mantenere un rapporto rispettoso con la natura. Il cercatore occasionale spesso si dedica a questa attività in modo superficiale e dannoso, raccogliendo in maniera indiscriminata, rovinando il terreno, stipando i funghi in borse di plastica. Questo comportamento non solo è irrispettoso nei confronti dell’ecosistema ma  può rivelarsi pericolosissimo per la salute dell’uomo.

Il gruppo è molto attento a questo aspetto, per cui la conoscenza e lo studio delle specie fungine è continuo e si fa sempre più approfondito. “Dal 2006  l’Associazione di Lugagnano è iscritta alla F.G.V. ( Federazione Micologica dei Gruppi Veneti) – spiega Bruno Cristini –  ed alcuni componenti partecipano alle riunioni del Comitato Scientifico in varie zone d’Italia, (spesso in Veneto, ma anche in Toscana, Calabria ed Isole), per lo scambio di informazioni, la raccolta in loco e lo studio al microscopio di materiale fungino fresco. I soci si ritrovano anche per cene sociali a tema, in cui gustare piatti a base di funghi di bosco e di pascolo, tartufi ed erbe selvatiche.”

Perché è bello raccogliere e studiare i funghi, ma anche mangiarli in compagnia. Essi sono infatti da sempre presenti nei piatti di tutto il mondo, fin dall’antichità. I romani, per esempio, ne erano ghiotti. Si narra che l’Imperatore Claudio (I sec. d.C.), molto goloso a tavola ed incapace di limitarsi, sia morto proprio a causa di un piatto di funghi velenosi. Pare che, infatti, conoscendo la sua passione per le pietanze a base di funghi, la moglie Agrippina abbia tramato per avvelenarlo, aprendo così al figlio Nerone la strada verso il trono. Claudio, dopo averne mangiato a sazietà, morì velocemente, senza che si potesse far nulla per salvarlo.

E’ vero infatti che la raccolta delle specie fungine deve essere sempre attenta e non effettuata con leggerezza, se si vuole preservare la salute di chi raccoglie e di chi poi mangia. I funghi possono rivelarsi alleati dell’uomo, ma anche pericolosi e mortali. E’ per questo che il Gruppo Micologico organizza con impegno e costanza corsi, conferenze e approfondimenti sull’attività di raccolta e pure delle mostre, per esporre dal vivo le specialità fungine commestibili e non.

La prima mostra fu allestita dall’Associazione già il primo anno di fondazione, durante la sagra paesana estiva, che presentava al pubblico una cinquantina di specie, ottenendo molto successo. Visto l’interesse suscitato, l’esposizione è stata ripetuta ogni anno fino ad oggi, nel periodo autunnale.

In particolare, negli ultimi tempi è stata inserita all’interno della Magnalonga, offrendo così la possibilità alle migliaia di partecipanti alla camminata enogastronomica di ammirare anche più di duecento specie presso la Baita, sede sociale del gruppo.

In occasione poi della ricorrenza ventennale della fondazione del Gruppo Micologico ed Ambientale, (1993-2013), è stato approvato l’allestimento, (attualmente in fase di completamento), di una mostra fotografica permanente nella sede sociale, con oltre duecentosettanta specie fungine fotografate, ognuna corredata dalle principali caratteristiche (genere, famiglia, specie, morfologia, commestibilità e tossicità, habitat). Appena ultimata, l’esposizione sarà aperta al pubblico ed alle scolaresche; in particolare si vorrebbe rendere lo spazio della mostra fruibile in un giorno fisso della settimana, con la presenza stabile di un socio esperto, a cui chiedere chiarimenti e consigli. Presso la mostra sarà a breve anche possibile consultare il materiale bibliografico della fornitissima biblioteca.

In questo modo, il Gruppo potrà far conoscere ancora meglio alla comunità l’affascinante mondo della micologia, nella convinzione che la passione per i funghi possa e debba essere prima di tutto veicolo di corretta informazione, aperta e condivisa con un pubblico sempre più numeroso.

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Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.