Freddo in questo inverno a Sona? Mai come nel 1929

Una nevicata, temperature scese a livelli vicino o sotto lo zero, previsioni meteorologiche dove si sprecavano aggettivi come “polare, artico, siberiano”: è quanto ha caratterizzato il periodo tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Ora il tempo sembra migliorato, ma in quei freddi giorni forse qualcuno avrà pensato a un clima eccezionale. 

In realtà, in passato è successo di peggio. Basti considerare quanto avvenne nel 1929. Quell’anno non fu solo travagliato dalla grande crisi economica internazionale, fu anche uno fra i più martoriati dal maltempo in quel secolo: un freddo atroce, infatti, durante l’inverno avvolse l’Italia come in una in una gelida morsa. A Verona, in quel mese di febbraio si registrarono temperature a meno 10-11 gradi, e di notte a meno 16, si può immaginare con quali danni alle colture e sofferenze per la popolazione; la circolazione era ostacolata dalla neve ghiacciata, tanto sulle strade che sui binari. Nella foto l’Adige ghiacciato proprio quell’inverno.

L'Adige ghiacciato nel 1929Come si visse nel territorio di Sona quella drammatica situazione,  lo sappiamo da alcuni documenti custoditi nell’archivio municipale.

E’ significativa la circolare che Ruggero Lops, Prefetto della Provincia di Verona, inviò a tutti i Comuni, fra i quali quello di Sona, il 16 febbraio di quell’anno.

“Il prolungarsi della eccezionale inclemenza del tempo e il freddo intenso che non accenna a diminuire mettono a dura prova la resistenza delle classi meno abbienti, le cui condizioni sono aggravate dalla stasi di quasi tutte le attività lavorative. E’ necessario esaminare quali straordinari provvedimenti possano essere adottati per lenire in parte le sofferenze dei più bisognosi. Invito pertanto la S. V. I. a convocare presso di sé il Presidente della Congregazione di Carità, il Segretario politico del Fascio e i Parroci per studiare ed attuare immediatamente speciali misure a sollievo dei poveri, tenendo presente le condizioni locali sia nei riguardi delle necessità della popolazione che per ciò che si riferisce ai mezzi che possono essere disponibili”.

Come si vede dai toni drammatici di questa lettera, fu un vero e proprio grido d’allarme per le difficoltà che il maltempo aveva provocato nei confronti di una popolazione per lo più costituita da contadini poveri.

Pronta fu la risposta del primo cittadino di Sona (che all’epoca non si chiamava sindaco ma podestà), Luigi Tonelato, che il 27 febbraio informò il Prefetto di quanto era riuscito a fare.

“Assicuro di aver riunito presso questo ufficio un comitato provvisorio di beneficienza, ed approfittando anche di fondi messi a disposizione da privati è stato provveduto alla distribuzione straordinaria di sussidi a persone bisognose. Non è mancata la distribuzione di pane a famiglie numerose e povere, distribuzione che dura tutt’ora e fino al collocamento al lavoro dei capifamiglia. Se, come spero, cesserà il maltempo, gran parte dei disoccupati sarà immediatamente collocata al lavoro dato il bisogno urgente che c’è di iniziare i lavori agricoli, come quelli della potatura delle viti ecc.”.

Come si vede, nel nostro territorio non mancò la solidarietà, sia da parte di cittadini privati che da parte delle istituzioni.

Pertanto, al giorno d’oggi non lamentiamoci. Se ci capitasse di vedere che il termometro segnala temperature sullo zero, basta che nelle nostre case alziamo quel riscaldamento che nel 1929 nessuno si sognava di avere.