All’interno del ciclo di incontri che il laboratorio di giornalismo dell’IIS Sanmicheli sta realizzando nella scuola, il 15 novembre scorso si è tenuta un’intervista con la vicepreside professoressa Paola Brugnone. Con la professoressa Federica Baltieri, i fotografi del laboratorio di giornalismo (che hanno realizzato le foto di questo servizio) e la professoressa Brugnone ci siamo accomodati nel suo ufficio, pronti per iniziare.
Professoressa, come si trova al Sanmicheli?
Questo Istituto rappresenta ormai realmente la mia seconda casa. Lavoro qui dal 2007, sono stata insegnante di matematica per molti anni e da tre rivesto l’incarico di vicepreside, nel quale devo dire che mi trovo molto bene.
Com’è il rapporto con gli studenti?
Proprio per il mio ruolo di vicepreside con i ragazzi lavoro indirettamente, ma mi piace interagire con gli studenti, anche perché altrimenti non avrei scelto la scuola. Si può dire che il mio rapporto con gli studenti ha tanti aspetti differenti: mi occupo anche di ragazzi che presentano difficoltà o che vivono situazioni complesse, verso i quali pertanto sono necessari interventi per risolvere le loro problematiche.
E’ difficile gestire due sedi scolastiche?
Nell’altra sede c’è un altro referente, che è il professor Gardin. Io gestisco principalmente la sede per quanto riguarda le attività ordinarie, poi mi raccordo con gli uffici dato che nella succursale c’è solo l’ufficio studenti. Per tutto il resto, come l’emanazione di circolari, mi raccordo con l’altra sede. Il punto di riferimento rimane comunque la sede centrale.
Trova funzionale il nuovo sistema di rotazione delle classi in aule differenti?
Per quanto riguarda la rotazione, è un po’ presto per trarne delle valutazioni definitive. I ragazzi, comunque, si stanno comportando bene. Sono studenti che hanno sempre avuto l’abitudine di spostarsi, ma ci sono ancora alcune classi che purtroppo talvolta non rispettano gli ambienti dove sono.
Se potesse cambiare qualcosa, cosa cambierebbe del sistema scolastico italiano?
Ritengo che alla fine della terza media sia difficile scegliere, inoltre credo che bisognerebbe accorciare il percorso di studi, con quattro anni di scuola superiore anziché cinque.
Questa intervista, dal mio punto vista, è stata molto interessante. La vicepreside era lieta di collaborare a questo articolo, si è dimostrata una persona molto impegnata e attenta ai particolari che riguardano la scuola dove opera con un ruolo molto importante.
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