Fiocco rosa nella notte su un’ambulanza del SOS di Sona: il miracolo della vita si ripete grazie ai soccorritori

“Non succede spesso, ma quando succede…”. E quello che capita di sentire dire dalla voce dei volontari nell’ambiente del soccorso sanitario del S.O.S. di Sona in sede, durante i corsi di aggiornamento o di reclutamento, nei momenti conviviali.

Cos’è che non succede spesso ma, quando succede, rappresenta un momento eccezionale? Semplicemente un evento straordinario che dona una nuova vita all’universo: un parto in ambulanza. Nella storia quasi trentennale del S.O.S. eventi di questo genere si contano su una mano, al massimo su due. Più frequenti i casi in cui si interviene quando il parto è già avvenuto e il contributo dell’ambulanza, chiamata ad intervenire, è il trasporto in sicurezza del neonato e della mamma presso l’ospedale.

“Quando tutto ciò accade proprio in ambulanza è un evento talmente speciale da coinvolgere letteralmente tutto il tuo essere volontario, soccorritore per vocazione, cittadino della comunità, figlio padre marito contemporaneamente. Un turbine di emozioni”. Sono le sensazioni che ci racconta Michele, volontario S.O.S. da due anni, che qualche giorno fa si è trovato ad essere testimone proprio di una nascita in ambulanza.

“Erano passate da pochi minuti le 3 di mercoledì 30 gennaio – ci racconta Davide, autista di turno sulla TANGO3 (nome in codice dell’ambulanza medicalizzata del S.O.S di stanza Sona in piazza) volontario S.O.S. dal 2012 – Siamo stati allertati dalla Centrale del 118 per un possibile parto su un’auto in prossimità del casello autostradale di Sommacampagna. Il codice di invio era un giallo, quindi si doveva procedere con celerità e con segnali luminosi e acustici accesi. Il parto non era ancora avvenuto”.

“Tempo di arrivare in fondo alla discesa di Sona all’Olmo e l’iniziale codice giallo viene tramutato in codice rosso dalla Centrale, perché la neo mamma aveva rotto le acque e quindi il parto era in corso! Quando la centrale ti invia in un luogo in codice rosso sei già mentalmente preparato ad incontrare quello che troverai spiega Davide -, ma quando una partenza non urgente si tramuta in urgenza in itinere è sempre uno shock. In questo caso poi, con un parto ormai prossimo, ti senti enormemente responsabilizzato per la nuova vita che sta per nascere”.

Dal momento dell’allerta sul telefono dell’emergenza della sede S.O.S., dall’attivazione dell’equipaggio, dalla partenza dalla sede e dall’arrivo sul posto passano pochi minuti. La variabile è la distanza del luogo dalla sede, perché i tempi di attivazione dell’equipaggio sono rapidissimi. In questo caso il casello di Sommacampagna ha richiesto non più di qualche minuto per l’arrivo sul posto.

“Arrivati sul postoracconta Nicolò, soccorritore S.O.S. dello stesso corso di Michele – il Dott. Andrea, medico in servizio sull’ambulanza, ha constatato la necessità immediata del trasporto della signora presso l’ospedale. Io Michele e Davide, assistiti dal medico, abbiamo provveduto immediatamente a far accomodare la futura mamma sulla barella dell’ambulanza e siamo partiti in codice rosso verso l’ospedale di Villafranca”.

Fin qui tutto nella normalità, ma la situazione stava per evolvere. “Quando l’equipaggio nel vano dell’ambulanza ti chiede di fermartiracconta l’autista Davidesignifica che qualcosa sta avvenendo e quindi è necessario fermarsi perché devono essere messe in pratica alcune manovre che richiedono la stabilità del mezzo e la messa in sicurezza dell’equipaggio che deve operare in rapidità e in piedi, senza quindi l’ausilio dei presidi di sicurezza quali le cinture. Così quindi ho fatto, e mi sono fermato a lato della strada”.

“Una piccola testa stava per fare capolinoci dice sorridendo il medico Andrea, milanese, in forza all’organico dei medici del S.O.S. – e quindi ci dovevamo preparare ad assistere ad una nascita in ambulanza! Per questo ho chiesto all’autista di fermare il mezzo e ai soccorritori di preparare il kit pediatrico. Un evento eccezionale stava per accadere…”.

“Non è facile agire rapidamente e con concentrazione, ricordarti improvvisamente cosa ti viene insegnato al corso, quali sono le precauzioni e le azioni da intraprendere. Può capitare di farsi travolgere dall’emozione – ci dicono all’unisono Michele e Nicolò che, nell’assetto dell’equipaggio, rappresentano sul campo gli immediati aiutanti del medico -. Ma poi l’adrenalina ti da quel surplus di energia vitale che ti porta ad agire con presenza totale, con concentrazione e anche competenza. Le slides della Dottoressa Dal Piaz del corso sul parto in ambulanza ti passano nella mente, sei sul pezzo”.

Ed il miracolo accade. Alle 03.41, dopo pochi minuti dall’allerta del 118, una splendida bambina esce dal grembo della mamma e saluta il mondo.

“Quando il neonato esce sono momenti di grande tensionespiega il medico Andreapuò accadere di tutto. Si clampa immediatamente il cordone ombelicale e si cercano subito segnali di vita. In questo caso il vagito liberatorio non è stato immediato e sono dovuto intervenire con qualche frizione sulla pelle e qualche insufflazione con il pallone ambu pediatrico. Azione fatta per stimolare il respiro spontaneo del nascituro”.

Momenti di suspence interminabili. Poi ecco il segnale: il vagito che emoziona. “Ho assistito a diversi parti nella mia carriera di medico, ma mai in ambulanza. E’ stato un vero e proprio debutto. Professionalmente gratificante e umanamente splendido”, ci dice Andrea. “Non esistono parole per descrivere questo momento” aggiunge all’unisono l’equipaggio della TANGO3.

“Nel successivo tragitto verso l’Ospedale di Villafrancaracconta Davide (la nascita è avvenuta a poco più di un chilometro dal casello dell’autostrada) – una sensazione strana ti accompagna. Ti senti parte di un evento straordinario, sei grato alla scelta che avevi fatto anni di prima di frequentare un corso per Soccorritori di Ambulanza e sei grato al S.O.S. per averti dato questa opportunità!”.

Per la cronaca, il decorso successivo è stato normale e lineare. Mamma e bambina sono arrivati in ottime condizioni all’ospedale e sono stati presi in carico dal Pronto Soccorso di Villafranca che attendeva l’ambulanza con una ostetrica presente. “Il mattino sono tornato all’ospedale per rilasciare una dichiarazione sull’evento. Sono andato a trovare mamma e bambina, erano in ottima forma!”, ci confida, non senza orgoglio, Andrea. Una splendida avventura dal lieto fine.

La nascita fa da contraltare a situazioni di soccorso in cui, molto più spesso, è la morte che prende il sopravvento. Sono chiaramente sensazioni diverse quelle che un soccorritore si trova a dover vivere. Sono sensazioni che proietti nella intimità dei tuoi affetti: i tuoi figli, i tuoi genitori, le persone a te care sono attori di questo ciclo della vita.

I momenti speciali legati ad una nascita, ad una rianimazione riuscita, ad una vita salvata sono meno frequenti rispetto a quelli in cui si devono affrontare delle sconfitte date da una vita che se ne va.

Quello che ci si porta dentro, dopo un soccorso, resta nell’alveo delle sensazioni intime che ognuno vive dentro di se. Così come è facile esaltarsi ed entusiasmarsi per una vita che nasce, così è altrettanto facile abbattersi per una vita che se ne va. Così come nella quotidianità dei nostri i giorni quello che rimane di importante ad un soccorritore dopo un servizio è la consapevolezza di aver fatto tutto quanto era nelle proprie possibilità.

La vita è un dono prezioso e non pone discriminanti di sesso, colore della pelle o religione. “Non ci si devono fare molte domande quando si indossa una divisa come la nostra”, spiegano con orgoglio i soccorritori del SOS. La vita è.

Alfredo Cottini

About Alfredo Cottini

Nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Residente a Lugagnano sin dalla nascita, un figlio. Diplomato in Informatica presso l'ITIS G. Marconi di Verona. Attivo nel volontariato da 24 anni come socio attivo nell'Associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui è attualmente Vice Presidente e responsabile delle Pubbliche Relazioni. E' consigliere della Pro Loco di Sona. E' tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014.

Related posts