Finalmente il nuovo Polo Sportivo?

La notizia, molto importante, è di questi giorni. Il Sindaco Gualtiero Mazzi, nel corso di alcuni colloqui avuti con cittadini di Lugagnano, ha fatto trapelare la notizia che nel giro di due anni la frazione più popolosa del Comune potrà usufruire di un Polo Sportivo nuovo di zecca.


Sorgerà nei pressi del cimitero del paese, nell’area tra l’Isola Ecologica e via Stazione, e contemplerà vari campi da calcio, da calcetto, spogliatoi, piste di atletica ed altri impianti sportivi. Un unico polo ben servito da una viabilità dedicata ed aperto alle associazioni sportive del paese. Il costo della nuova struttura verrà coperto dalla vendita degli attuali campi sportivi di via Stadio e via Marconi, dove sorgeranno nuove zone residenziali.

 

Una bella novità, tanto desiderata dai cittadini di Lugagnano che da tempo aspettano strutture sportive finalmente adeguate alle dimensioni del paese. La cosa che stupisce molto è la tempistica prevista (solo due anni per realizzare un’opera di questa portata?), ma evidentemente la fase progettuale è più avanti di quanto si pensava.

 

A sorprendere è anche il sistema scelto per assicurare la copertura economica del progetto, attraverso gli introiti di nuove costruzioni, di nuove case e nuovi appartamenti: ma non viene confermata, a livello nazionale e a livello locale, la crisi dell’edilizia e l’assoluta assenza in questo periodo di compra/vendita di immobili? Sembrerebbe un grosso azzardo prevedere un’operazione di questa portata basandola su entrate assolutamente non garantite.

 

Pure la scelta del sito appare strana. L’attuale Piano Regolatore prevede già un’ampia area servizi nella zona dei campi sportivi di via Marconi, che potrebbero diventare la sede ideale per un polo sportivo, come avevamo indicato in un nostro articolo dedicato alla situazione degli impianti sportivi nel nostro Comune. L’area vicino al cimitero invece è sottoposta a vincolo cimiteriale e al di fuori di questa fascia è tutta zona agricola. E’ possibile che l’Amministrazione comunale voglia modificare le destinazioni d’uso delle aree con il PAT e con il successivo piano degli interventi. Ma prima bisogna dotarsi del PAT, che Sona non ha, e poi adottare il piano degli interventi. Con tempi che appaiono lunghi.

 

Comunque sia, una cosa è però certa, due anni passano in fretta. Ci diamo appuntamento all’autunno del 2010 e staremo a vedere.