Figli piccoli problemi piccoli. Figli grandi…

Alzi la mano chi, tra coloro che hanno compiuto almeno i 40 anni, sarebbe ancora in grado di tradurre un testo di Omero (insegnanti di greco esclusi, s’intende). Oppure si faccia avanti chi può sostenere senza indugio di sapere cosa sono le derivate di x2 e di senx (gli insegnanti di matematica per favore si astengano). Più in generale sfido chiunque ad essere preparato su tutte le materie che vengono comunemente insegnate alle scuole superiori…

Adesso immaginiamo di sentirci porre gli stessi quesiti dai nostri figli adolescenti, verso le sei di sera, al rientro da una giornata lavorativa impegnativa, con la cena da preparate e la casa da rassettare. A chi non è capitato almeno una volta di ripensare con nostalgia ai tempi in cui i figli frequentavano l’asilo o al massimo i primi due anni delle elementari (è noto che già in terza la vita dei piccoli scolari si complica con un crescendo quasi esponenziale)?

Inutile rimpiangere di non aver ripassato ogni tanto le materie delle superiori (sempre se certe materie rientravano nel nostro piano di studi) e probabilmente è altrettanto inutile impazzire per assimilare nozioni che francamente richiedono una mente molto più fresca e allenata allo studio. Ma allora come possiamo aiutare questi nostri figli, cresciuti e arrivati alla scuola superiore ancora bisognosi del nostro aiuto? Perché, nonostante all’apparenza siano ormai dei “piccoli adulti”, in realtà spesso mancano di un metodo di studio efficace e, soprattutto, sono sviati da mille distrazioni. E allora ben venga il servizio che il Comune di Sona e l’Associazione Cavalier Romani hanno messo in atto anche quest’anno: lo studio assistito.

Grazie a questo genere di iniziative i genitori trovano un valido sostegno e vengono sollevati da preoccupazioni e oneri che spesso li trovano impreparati.

A loro volta i ragazzi trovano persone adulte che, oltre a dare loro un supporto concreto nello studio, offrono anche la possibilità di aggregazione tra coetanei in un ambiente sano e protetto dove gli operatori diventano un “surrogato” al positivo di insegnanti e genitori. Punto di riferimento per ragazzi che nella fatica dello studio trovano anche la possibilità di una crescita guidata da adulti qualificati.

L’investimento è davvero irrisorio, basta fare il confronto con la tariffa oraria di qualsiasi insegnante di ripetizione. Sarebbe interessante vedere in quante famiglie i figli sarebbero disposti a investire la propria paghetta settimanale (a proposito: esiste ancora?) per vedere i propri risultati scolastici migliorare di giorno in giorno.

C’è da scommettere, comunque, che molti genitori sborseranno volentieri la cifra richiesta per vedere il proprio figlio più sereno e soprattutto per poter cenare a un’ora decente senza aspettare che i compiti siano finiti!