Ferrari, non cambiare mai

Chiudete gli occhi e provate a chiedervi: com’è fatta per me la vera emozione? Come mi stimola i cinque sensi? È in grado di svegliarli tutti allo stesso tempo? Questo è ciò che mi sono domandato quando mi è arrivata una notifica di un video da un canale YouTube di motori che seguo da tempo. Il titolo riporta due parole fondamentali: Ferrari e V12.

Mi sale la pelle d’oca appena mi affretto ad aprire il video in cui subito compare questa nuova forma angelica su quattro ruote che risponde al nome di Ferrari 12Cilindri, un nome che, senza inutili giri di parole, racchiude in sé il nucleo centrale su cui si fonda il marchio automobilistico più famoso d’Italia e, senza dubbio alcuno, al mondo: il motore dodici cilindri disposti a V.

Innanzitutto, per i meno petrolhead, cos’è questa 12Cilindri di cui decanto le lodi? È la nuova Ferrari di “grande” serie (virgolette d’obbligo per una Ferrari ma, non trattandosi dell’ennesima edizione limitata, di grande serie si può parlare), con carrozzeria gran turismo (sia coupé che scoperta) e con V12 anteriore e due posti secchi che va a sostituire nella gamma del Cavallino la 812, una berlinetta che segue la medesima forma meccanica ma che, a detta mia e di molti altri, non era né “bella come solo una Ferrari sa essere” né bella semplicemente come automobile sportiva. Anzi, era estremamente volgare nel suo aspetto, altroché l’iconica Testarossa!

La 12Cilindri è abbastanza bella da strappare una lacrima a chi la vede (potrebbe essermi successo…), non solo per il suo aspetto frutto del Centro Stile interno diretto dal Maestro Flavio Manzoni, non solo perché ricorda fortemente la splendida 365 GTB/4 Daytona del 1968 (e quindi per forza meritevole di entrare nell’Olimpo delle Ferrari più belle di sempre) ma soprattutto perché, al centro di quel cofano a conchiglia interminabile – “cofango” nel vocabolario Ferrari – batte un cuore immenso: il sopracitato motore V12, contraddistinto dagli obbligatori coperchi dei collettori rossi con la texture ruvida (come una passata di pomodoro), rigorosamente aspirato (quindi niente alimentazioni forzate quali turbine o, molto peggio, ciofeche elettriche), cilindrata di 6,5 litri, 830 cavalli, 340 km/h e “limitatore” a 9500 giri.

Ma per il romantico che c’è in me questi numeri sono solo volgarità che possono forse interessare ai bambini in età puberale che non possiedono una vera passione per le automobili. Perché io analizzo il pacchetto intero: incontestabilmente questa è, in tutto e per tutto, “una vera Feràri!” (Luigi di Cars docet). È un’automobile che va a smentire le dicerie della stessa Ferrari di qualche anno fa secondo la quale non si sarebbe più portato avanti lo sviluppo del motore V12 aspirato per conformarlo al nuovo mondo, rendendolo più “efficiente” elettrificandolo o, addirittura, abbandonandolo in favore di motori più piccoli ma che possono raggiungere picchi di potenza mai visti prima. Ma vogliamo scherzare? Il marchio più legato alla sua storia di tutti gli altri che compie un simile scempio, considerando ciò che significa il V12 per lui? Non esiste. Infatti non è andata così, si sono evidentemente fatti un sano esame di coscienza.

Prima vi ho mentito quando ho detto che non mi interessano i numeri. Non quelli sulla potenza o sulla velocità massima magari, ma quel 9500 significa una sola cosa: date a quest’auto un tratto di strada libero e abbastanza lungo ed ascoltate ad orecchie tese. Mi ringrazierete… Ma, onestamente, suonerebbe divinamente anche ai due all’ora. E qua sorge il primo ed unico difetto di questa berlinetta.

No, non è il prezzo che preferisco non riportare (peraltro ho visto di peggio…) ma il fatto che, per rispettare qualche normativa sull’inquinamento acustico imposta dall’Unione Europea, lo scarico sia stato lievemente ammutolito all’esterno ed il rumore – pardon, sinfonia – del motore viene pompata attraverso gli altoparlanti nell’abitacolo. Purtroppo, quando l’Unione colpisce, colpisce indistintamente qualsiasi produttore d’auto.

Per questo ringrazio con tutto il mio cuore Ferrari per averci donato (plurale maiestatis) questo capolavoro di bellezza e tecnica, per non aver ceduto come altri ad idee ecologiste che brillano in superficie ed in realtà causano male a tutti da dentro.

Gioite gente! Una nuova Ferrari con il motore “davanti al carro e non dietro” (Enzo Ferrari) è venuta alla luce e va ad inserirsi in una gamma di modelli che non è mai povera o sazia di opere d’arte. Ora, vogliate scusarmi, vado sul sito della Ferrari a configurarne una o due. Dunque per me due 12Cilindri, qualche 296 GTB, una dozzina di Roma…

Nicola Franchini
Nato nel 2004 e Palazzolese doc, si è diplomato al liceo linguistico Medi di Villafranca nel luglio 2023. Frequenta attualmente il corso di Scienze della Comunicazione all'Università di Verona ed ha iniziato a collaborare con il Baco da Seta nel novembre 2023 come corrispondente per Palazzolo. Cresciuto secondo il culto dell'automobile, negli anni ha collezionato centinaia di modellini e riviste del settore dell'automotive e visto tutti gli episodi del celebre programma britannico "Top Gear". Ascoltatore sin da neonato dell'emittente radiofonica che trasmette "musica di gran classe", nel tempo libero si diletta ad ascoltare (per ore) la musica, suonare (per altrettante ore) la chitarra e nuotare (fin dai tempi dell'asilo).