Ferrara di Monte Baldo, l’ultima bandiera degli Aquilotti tra lacrime e promesse

Group of people in matching blue shirts and caps stand in a line outside a building with banners; a crowd watches from the sides (text 'Il Bacco Da Seta' visible).

Ci sono saluti che non hanno bisogno di lunghi discorsi. Bastano una bandiera che scende lentamente, un gruppo di ragazzi in silenzio e due adulti che, arrivati alla fine del cammino, non riescono più a trattenere la commozione.

Domenica 2 agosto si è conclusa al Rifugio U. Merlini di Ferrara di Monte Baldo l’esperienza degli Aquilotti del Campo 3 della Zona Mincio, protagonisti di una settimana intensa di attività, amicizia, responsabilità e vita condivisa.

L’ultimo atto è stato quello più solenne: l’ammaina bandiera, alla presenza del presidente della Sezione Alpini di Verona Maurizio Trevisan e dei numerosi alpini intervenuti. Davanti al rifugio, gli allievi con le magliette azzurre si sono schierati per chiudere un percorso destinato a lasciare un segno ben oltre i giorni trascorsi sul Monte Baldo.

Il campo, rivolto alle classi 2013, 2014 e 2015, non è stato soltanto un calendario di attività. È diventato un piccolo laboratorio di comunità, dove imparare a stare insieme, ascoltare chi è diverso, affrontare la fatica, dividere gli spazi e scoprire quanto possa essere importante sentirsi parte di un gruppo.

A raccontarlo meglio di qualsiasi relazione ufficiale sono stati gli stessi Aquilotti. Su una lunga parete di fogli azzurri, fissati con puntine e scritti a mano, hanno lasciato impressioni spontanee, ringraziamenti, battute e pensieri sorprendentemente profondi.

C’è chi ha scritto “Mi mancherete”, chi ha ricordato di essersi divertito con i propri compagni e chi ha affidato al foglio un messaggio semplice ma netto: “Anche essendo tutti diversi non bisogna sempre giudicare, ma comprendere e ascoltare l’altro”. Un altro ragazzo ha raccontato di aver realizzato uno dei propri sogni più grandi, andare in canoa. Qualcuno, con l’ironia che appartiene ai campeggi e alle camerate, ha invece lasciato una sentenza destinata a strappare sorrisi: “I letti di Goito erano scomodissimi”.

In quelle righe irregolari c’è il senso concreto dell’esperienza. Ci sono la nostalgia per le persone conosciute, la voglia di ripetere il campo, il ringraziamento ai compagni e la scoperta che stare lontani da casa può fare crescere. Non parole suggerite dagli adulti, ma pensieri nati dopo giorni vissuti fianco a fianco.

Particolarmente intenso è stato il momento conclusivo per il capo campo Claudio Perlini e per Simone Sgarbi, sopraffatti dall’emozione al termine della cerimonia. La loro commozione ha raccontato anche il lavoro rimasto dietro le quinte: preparazione, attenzione, responsabilità e una presenza costante accanto ai ragazzi.

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Nota a margine della vicedirettrice

Il campo è stato possibile grazie agli alpini e agli amici degli alpini che hanno scelto di mettere a disposizione ferie e tempo libero. Un impegno volontario che assume un peso preciso, soprattutto in un progetto rivolto ai più giovani. Non semplice assistenza organizzativa, ma trasmissione di valori attraverso gesti quotidiani, regole condivise e servizio.

Sul balcone del rifugio campeggiava la frase “mettere il noi prima dell’io”. Non uno slogan decorativo, ma il filo che ha tenuto insieme l’intera settimana. Per un’associazione che guarda al proprio futuro, questi campi rappresentano un passaggio decisivo: avvicinare ragazze e ragazzi senza retorica, facendo vivere loro in prima persona il significato di appartenenza, solidarietà e impegno.

Quando la bandiera è stata ammainata, il Campo 3 si è chiuso. Ma i fogli azzurri rimasti appesi raccontano che qualcosa continuerà a camminare. Dentro le famiglie, nelle amicizie nate al rifugio e nella memoria di ragazzi che, almeno per una settimana, hanno imparato a chiamarsi Aquilotti.

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Alessandro Ceradini
Nato nel 1980 residente al Basson da generazioni, ragioniere diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale Lorgna. Lavora al Consorzio di Bonifica Veronese. Adora la compagnia, la buona cucina, viaggiare e passare del tempo con i suoi cani. Oltre a scrivere, grazie alle patenti conseguite, realizza video ed immagini con l’uso di droni.