Fenomenologia del bacio (nella Giornata Mondiale del Bacio)

Ma poi che cos’è un bacio, se non un apostrofo rosa tra le parole t’amo, frase di cui non ho ancora capito il senso. Davvero. E nemmeno tanto romantica, a mio parere. Chissà.

Allora, oggi è la Giornata Mondiale del Bacio. Ma sapete che cos’è un bacio? Secondo la mia esperienza, si tratta di quell’azione per cui la bocca del soggetto X entra in contatto con il soggetto Y. Eh sì, perché non esistono solo i baci sulla bocca (o come dicono i bambini “in bocca”), ma anche sulle guance, sulla fronte, sul naso, sulle mani e qui mi fermo.

Quindi, il bacio è una semplice azione, la cui meta sul soggetto Y definisce però il tipo di relazione che intercorre tra i due umani. Dico umani perché siamo l’unica specie che utilizza il bacio in senso affettivo: negli animali, e soprattutto nei nostri cugini bonobo, il bacio è un gesto che serve per aumentare la conoscenza dell’altro e risolvere i conflitti.

Gli animali non hanno bisogno di baciarsi tra loro perché hanno un olfatto eccezionale che permette loro di riconoscere un simile, un partner o un cucciolo senza tante azioni in più. Dal momento che noi non disponiamo di questo olfatto sopraffino, dobbiamo ricorrere ai baci e al mescolarsi della saliva per individuare un nostro simile. A questo punto penso di aver mandato a quel paese tutto il romanticismo attorno all’argomento, ma sono sempre stata molto incuriosita dall’origine dei comportamenti umani.

Avendo capito che cos’è un bacio, vi chiedo, ma voi avete qualcuno da baciare? Nel senso, vi capita di baciare qualcuno e quindi, diciamo, di conoscerlo così bene da voler mischiare la vostra saliva con lui/lei oppure da desiderare di avvicinarvi al suo odore? Io spero di sì! Perché il bacio e l’affettività in generale fanno scorrere nel nostro cervello e nel nostro corpo delle sostanze super positive, dei neurotrasmettitori che ci fanno stare bene! Possiamo quindi affermare con certezza che, in un certo senso, baciare conviene! Certo, richiede un minimo sforzo e un certo investimento, ma non ha controindicazioni. A parte l’alitosi.

Io, a prescindere, vi consiglio di baciarvi.

Rispetto ai baci, però, credo che l’argomento sia sempre stato in generale sottovalutato. Voglio dire, proviamo a ragionare. Mettiamo caso che a X piaccia Y. Gli piace proprio! Non c’è niente da fare, quando vede Y vorrebbe stargli sempre molto vicino, conoscerlo meglio, trascorrere del tempo in sua compagnia. Per arrivare a stare insieme, cos’è la prima cosa che vorrebbe fare? Teoricamente dargli un bacio.

Volete dirmi che non si fa fatica a baciare una persona che ci piace, la prima volta? A parer mio non è così semplice, insomma non si può avvicinarsi dritti come degli stambecchi e stampare un bacio “in bocca” a una persona, ciao e arrivederci, mi piaci, vorrei stare con te, rispondi al bigliettino. L’essere umano in questione può girarsi, non averne voglia, non capire che lo vogliamo baciare, non volerci baciare, pensare alla robiola e via dicendo.

Quante variabili possono intercorrere tra “vorrei baciarla” ed effettivamente eseguire quell’azione? Una marea. E poi una volta che baci una persona il vostro rapporto non sarà più uguale a prima. Caspita vi siete scambiati le salive, i vostri nasi sono stati appiccicati e i vostri odori si sono mescolati. Cioè non è una cosa, a parer mio, che capita con il ciclista fermi al semaforo perché non si sa che cosa fare.

Se ci pensate, in senso amoroso, è il bacio che può dare inizio al tutto che accade dopo. E’ un passaggio difficile, delicato e importante. Ecco perché, rispetto ai baci, ho sempre fatto dell’economia. Da piccola ero convinta che l’unica persona che avrei baciato sarebbe stato l’uomo che avrei sposato. Baciare a destra e a manca come altre ragazzine che conoscevo? Nossignore!

Mi sembrava una cosa così bella, così speciale, che non volevo assolutamente sprecarla con chiunque. Poi le cose sono un po’ cambiate (non ho baciato chiunque, sia chiaro, ho mantenuto i miei principi), ma chi mi conosce anche grazie alla saliva, sa che i miei baci non si trovano scontati al banco delle offerte e che in generale nella vita ho ben deciso a chi darli. E di questo sono contenta perché per me è una cosa importante.

Ad ogni modo una cosa dovreste fare: se avete da baciare qualcuno, che sia il vostro fidanzato, una tipa a caso in quei posti che chiamavano discoteche, vostra moglie, vostra madre, il nonno, il cane, chi volete, baciatelo solo se avete desiderio di farlo. Non perché dobbiate o non avete altro di meglio da fare.

Quanto sono brutti i baci frettolosi? Se dovete fare una cosa, fatela fatta bene, per Bacco! Decidete con precisione la parte del corpo della persona Y che vi interessa, per democrazia puntate alla guancia. Avvicinatevi alla persona Y, magari con calma, abbracciandola e accarezzandola, lentamente cercate di capire se ha capito, e con gli occhi semichiusi, così vi godete il tutto, stampategli un bel bacio sulla guancia.

Fate sentire a questo benedetto Y che gli avete dato un bacio. E il gioco è fatto. Se desiderati, non esistono baci sprecati. Certo ci sono baci più o meno sentiti: c’è il bacio che diamo al volo perché dobbiamo andare a lavoro, ci sono i baci rumorosi e pieni che si danno alle guance e ai piedini dei bambini, ci sono i baci imbarazzati e di circostanza che ci toccava dare durante gli auguri di Natale fuori dalla chiesa a quella tizia che ci sta poco simpatica; ci sono i baci che non vorremmo ricevere, ma ci tocca (la prozia del cugino della nonna con le lebbra un po’ pelose), ci sono i baci di “bentornato”, i baci di “addio”, i baci accademici. Ci sono addirittura i Baci Perugina.

La cosa più assurda dei baci è che quando ci mancano, come gli abbracci, non possiamo farci niente. Non è una sensazione che si piò immortalare in una foto o un oggetto che si può toccare e ricordare. Un bacio avviene lì e poi sparisce. Ricordarlo è difficile, ecco perché sarebbe meglio darne un altro, se possiamo.