Fach n. 29, un sonese ha uno scranno nella birreria più famosa nel mondo

“Fach in tedesco vuol dire celletta, e la mia, all’Hofbrauhaus, è la numero 29!” mi racconta Diego Bernori. Per chi non lo conosce, Diego è un atletico quarantenne nato e cresciuto nel mitico borgo del Bosco di Sona.

Molti lo conoscono per essere il figlio minore del “sciur Ernesto”, ma altri lo conoscono per il suo passato di pallavolista (ha giocato in serie A, prima nel Mia Cucine Verona e poi nel Boomerang Verona, l’attuale Marmi Lanza).

Cominciamo dall’inizio, cosa centri tu con Monaco di Baviera?

Da diversi anni, con vari amici, frequento Monaco di Baviera; la prima volta è stato nel 1988, andai in camper all’Octoberfest (tradizionale festa della birra che si tiene a Monaco a fine settembre-inizio ottobre). Da lì è iniziato l’amore per la città e per la cultura della birra. Ho iniziato a visitare le aziende produttrici di birra incontrando sempre cortesia ed ospitalità, in luoghi ricchi di storia ed incantevoli. Pensa che in Baviera ci sono 630 aziende produttrici di birra.

E poi?

Nel 2001, oramai affascinato dal mondo della birra, ho rilevato una piccola birreria in centro a Verona; ora lavoro direttamente per una birreria Bavarese: la Schlossbraurei Au-Hallertau. Una piccola azienda produttrice di diverse tipologie di birra; sorge in una zona famosa in tutta la Germania per la produzione del luppolo, ed è all’interno di un castello che ha più di mille anni. Ma l’HB… Chi va a Monaco non può non andare all’HB, il locale più famoso al mondo parlando di birrerie; lì ho iniziato a conoscere vari personaggi monacensi che frequentano il locale abitualmente, fino a quando ho avuto il privilegio di sedermi ad un tavolo di amici (Stammtisch = tavolo che nella tradizione tedesca è riservato esclusivamente ai clienti abituali del locale, nessun altro vi si può sedere anche se è l’unico tavolo libero!). Il tavolo, a cui ho diritto a sedermi, direi è il più importante, grazie al grande capo Ludwig, che dall’alto dei suoi 92 anni è oramai il simbolo dell’HB.

Puoi spiegare meglio cosa si intende per Stammtisch?

I tavoli riservati ai clienti abituali si chiamano Stammtisch, hanno una targhetta in metallo con il nome ufficiale del tavolo, all’HB i tavoli riservati sono 120, e il mio si chiama Wuide Rund’n che significa “Giro selvaggio”. Almeno una volta alla settimana ci si ritrova, si raccontano aneddoti, si chiacchiera. Allo Stammtisch si deve andare sempre, se non ci si va è proprio per un motivo importante. Naturalmente la passione per la birra è comune. Verso le 17.00 si fa lo spuntino che in tedesco è il Brotzeit, con tutte sfiziosità che ognuno porta da casa e mette a disposizione di tutti. La musica è sempre presente, ci sono varie orchestrine che si alternano nel corso della giornata, tutto nel rispetto delle tradizioni bavaresi. La terza domenica di ottobre c’è il pranzo ufficiale dedicato a tutti gli Stammtischgaste, offerto dall’HB al secondo piano, dove c’è il salone delle feste; domenica scorsa è stato il primo per me, c’erano 700 persone, bellissimo! Prima del pranzo c’è la messa celebrata in una sala del comune di Monaco.

E il tuo boccale…

Il mio boccale mi è stato regalato dagli amici del tavolo nel marzo del 2008, come tutti gli altri è in ceramica, e contiene un litro di birra, in tedesco Mass.

E il 29 luglio di quest’anno cosa è successo?

E’ stato per me un giorno memorabile. Come ti dicevo, coi miei compagni di tavolo ci ritroviamo tutti i venerdì, stranamente quel venerdì non mancava nessuno; ad una certa ora del pomeriggio è arrivato il direttore dell’HB che con una semplice cerimonia, tra foto e strette di mano, mi ha accompagnato davanti alla celletta n. 29 e mi ha consegnato le relative chiavi. Non me l’aspettavo, è stato per me una grandissima soddisfazione! Gli abitanti di Monaco e dintorni, o al massimo cittadini bavaresi, hanno questo privilegio, solo io ed un signore americano abbiamo le chiavi per custodire il nostro boccale. La chiave è assolutamente personale (l’affitto del Fach costa tre euro all’anno!).

Complimenti…

Si. Per me è proprio un onore essere membro ufficiale di questa birreria. Gli anziani frequentatori dello Stammtisch, orgogliosi delle loro abitudini, sono contenti quando trovano nuovi sostenitori che continueranno le loro tradizioni. Devi sapere che non sempre passano ai figli il posto al tavolo o la celletta, lo cedono solamente a persone che ritengono idonee.

Come si vede l’Italia da una birreria di Monaco?

L’Italia, purtroppo, dai Bavaresi è vista come un Paese poco serio e non troppo affidabile, ma sanno bene che non è possibile generalizzare, esistono casi positivi. La nostra zona, intesa come Lago di Garda e Verona, è vista come un paradiso. Amano la nostra cucina ed i nostri vini.

Concludendo… Offrirai una birra ai lettori del Baco che si faranno una foto davanti alla Fach n. 29?

Certo. A Monaco molto volentieri.