Ex cava Girelli a Bussolengo: presentato un nuovo progetto di ripristino ambientale. Il sindaco Brizzi: “Siamo contrari”

La ditta Prospero srl ha presentato un nuovo progetto di messa in sicurezza e ripristino ambientale della cava di sabbia e ghiaia denominata “Colombara”, situata nel territorio del Comune di Bussolengo, vicino all’abitato Girelli, al confine con Palazzolo.

L’istanza con cui la ditta, proprietaria dei terreni, ha chiesto l’attivazione della procedura per il rilascio del provvedimento autorizzativo unico regionale è pervenuta in Regione il 20 dicembre 2023.

La notizia ha suscitato un certo stupore, dato che il progetto precedentemente presentato era decaduto, poiché la ditta non aveva inviato le integrazioni richieste dalla Regione entro i termini stabiliti. Adesso, l’iter riparte da capo.

E così, in ottemperanza a quanto stabilito dalla Regione, la Prospero srl dovrà organizzare un nuovo incontro pubblico per la presentazione dei contenuti del progetto, dopo quello – connesso però alla precedente procedura autorizzativa – che si era già tenuto lo scorso 2 ottobre.

A seguito di quell’incontro, perplessità rispetto al progetto erano state espresse dai cittadini che hanno seguito la presentazione, preoccupati ad esempio per il traffico di mezzi pesanti che l’intervento comporterebbe, ma anche dagli esponenti delle amministrazioni di Sona e Bussolengo presenti fra il pubblico.

Sulla situazione che interessa il sito, conosciuto anche come “ex cava Girelli”, da anni vigila il Comitato di Colombara Monti–Girelli, da sempre avverso rispetto alla proposta di riempimento e ricomposizione ambientale avanzata dalla Prospero srl.

La notizia relativa alla presentazione del nuovo progetto è pervenuta al Comune di Bussolengo il 29 dicembre. “Siamo assolutamente contrariafferma al Baco il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi (sopra davanti all’area della cava nella foto di Marco Bonfichi) – e, in accordo con il Comitato, abbiamo nominato un geologo e un avvocato, per farci assistere per redigere le osservazioni che dobbiamo produrre rispetto al progetto”.

Il progetto presentato dalla Prospero srl prevede la messa in sicurezza e il ripristino morfologico a piano campagna del sito attraverso il riporto, in un arco temporale di cinque anni, di circa 780.000 metri cubi di materiale, per lo più terre da scavo provenienti dai lavori Tav (linea Verona-Vicenza e nodo Verona) e dal quadruplicamento della linea Verona-Brennero. Il conferimento di questo materiale comporterà ovviamente movimento di mezzi pesanti: nello specifico, il traffico veicolare pesante in entrata e in uscita è stato stimato in cento passaggi al giorno.

I limiti di intervento per la realizzazione della Cava (dalla Relazione Tecnica)

Ma qual è la situazione amministrativa del sito? Lo scorso novembre, l’amministrazione comunale di Bussolengo ha chiesto agli uffici regionali informazioni proprio rispetto a questo. Ne è emerso che l’autorizzazione alla coltivazione della cava di sabbia e ghiaia, che era stata rilasciata dalla Regione nel 1980, è decaduta nel maggio 2020. Il giusto inquadramento del sito, attualmente, è quindi quello di “cava in atto con provvedimento di autorizzazione alla coltivazione decaduto”.

Nella lettera di risposta al Comune, la Regione specificava anche che per il sito in questione non si può parlare di “cava estinta”, in quanto l’estinzione di un’attività estrattiva prevede che venga dichiarata, attraverso specifico provvedimento, la presa d’atto dell’avvenuta conclusione delle attività di estrazione e sistemazione ambientale della cava a seguito di sopralluogo che coinvolge amministrazione regionale e comunale, direttore dei lavori della cava e rappresentante della ditta esercente l’attività, chiamati a verificare la rispondenza e conformità a quanto autorizzato dei lavori di sistemazione ambientale eseguiti; questo per la cava “Colombara” non è ancora avvenuto.

Ora, occorrerà attendere sviluppi rispetto al nuovo progetto presentato in Regione dalla ditta Prospero srl. Rispetto a questo, il sindaco Brizzi chiarisce: “Cercheremo di fermarlo”.

Federica Valbusa
Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura da quando era bambina. Da ottobre 2020 è Vicedirettore del Baco, per cui scrive da quando aveva 17 anni. Laureata in Scienze filosofiche all’Università San Raffaele di Milano, ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’educazione e della formazione continua all’Università di Verona, dove ora insegna. È giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine dei giornalisti del Veneto, e ha collaborato per dieci anni con il quotidiano L’Arena, come corrispondente per il territorio sonese.