Estate calda, politica rovente: un volantino contro Moletta e quei ponti da collegare

Durante questa rovente estate, che trova sollievo solo i questi giorni, si sono tenuti ben tre Consigli comunali: al primissimo di questa nuova legislatura il 29 giugno, ne sono seguiti uno il 31 luglio ed uno il 7 agosto, visibili integralmente in streaming anche nella sezione speciale del nostro sito.

Eppure molte le vicende in sala consiliare non hanno certamente raffreddato il clima già torrido di questi mesi. Questo articolo non si propone di analizzare i vari punti dell’ordine del giorno di ciascun consiglio, ma di scattare una fotografia meramente politica. Di alcuni argomenti specifici, come quello relativo all’ex farmacia di San Giorgio in Salici, abbiamo già scritto sulle colonne della rivista e sul nostro sito; gli altri verranno approfonditi a tempo debito.

Andiamo con ordine. L’attuale sentimento in Consiglio comunale non può di certo definirsi placido: l’ultima seduta consiliare si è conclusa con una nota di rammarico espressa esplicitamente dal Presidente del Consiglio comunale Mattia Leoni, in quanto non è stato possibile nominare componenti importanti del nostro territorio.

Infatti, mentre lo statuto della Pro Loco e la commissione formazione degli elenchi dei giudici popolari prevedono la nomina di un componente della maggioranza e di uno della minoranza, il comitato dell’asilo nido comunale Sull’arcobaleno si perfeziona con l’elezione di due membri della maggioranza e uno di minoranza. Non essendo stato nominato alcun membro della minoranza, che il 7 agosto era composta da cinque componenti (Nicolò Ferrari, Flavio Bonometti, Gaspare Di Stefano, Antonella Tortella ed Edgardo Pesce), viste le sei schede bianche scrutinate al termine di ogni operazione, le tre votazioni sono state rese impossibili, e quindi rinviate al prossimo consiglio comunale.

Il Consigliere Maurizio Moletta (Foto Pachera). Sopra, nei banchi della minoranza, da sinistra Ferrari, Bonometti, Di Stefano, Tortella e Pesce.

Le cause di queste scelte sono riscontrabili nelle affermazioni che il Consigliere Bonometti della lista Progetto Comune ha dichiarato il 31 luglio:

Il gruppo consiliare Lega-Salvini e Progetto Comune non parteciperà con propri rappresentanti presso enti, aziende ed istituzioni per una ragione molto semplice e banale: dopo quello che è accaduto durante l’elezione del Vicepresidente del consiglio comunale riteniamo doveroso che sia rispettato il nostro ruolo, senza che sia la maggioranza a decidere chi rappresenta la minoranza. Quando verranno istituite le Commissioni – ha specificato Bonometti: noi parteciperemo all’attività delle stesse, non venendo meno al nostro dovere ed alla volontà di collaborazione”.

L’elezione di Moletta in qualità di Vice presidente del Consiglio comunale durante la prima seduta del 29 giugno scorso è stata, infatti, ritenuta una “gravissima scorrettezza istituzionale” da parte della minoranza rappresentata dalla coalizione di Bonometti, tant’è che è stato distribuito durante il primo fine-settimana di agosto nella frazione di San Giorgio un volantino sul “trasformismo di Moletta”.

Il volantino ha toni molto duri verso Moletta, accusato di “doppiogiochismo” con la maggioranza. Una delle argomentazioni citate a sostegno della tesi sta nel comportamento di Moletta in merito alla riapertura della farmacia comunale di San Giorgio: da una parte, infatti, Moletta ha asserito su Facebook che la mancata apertura non dipende dall’amministrazione comunale, ma dalla Regione Veneto; dall’altra, sul volantino vi è scritto che abbia proposto al consigliere di Stefano “di fare un’interpellanza congiunta per chiedere al Sindaco l’apertura di un dispensario”.

Secondo il volantino, l’apice del doppiogiochismo di Moletta si è verificato con la sua elezione a Vice presidente del Consiglio comunale (carica che, di prassi, spetta ad un componente della minoranza).

Infatti, come dichiarato dalla minoranza in toto, la volontà di eleggere Mattia Leoni come Presidente del Consiglio era unanime e certa. E così è avvenuto: Leoni è stato eletto grazie a 15 preferenze su 16 consiglieri (l’altro voto è stato dato a Paolo Bellotti). Successivamente, Moletta è stato eletto Vice presidente con dieci voti, contro le sei preferenze racimolate da Pesce, il secondo candidato sostenuto dai consiglieri di Progetto Comune (Bonometti e Ferrari) e della Lega (Di Stefano e Tortella).

I membri della minoranza che hanno firmato il volantino, Di Stefano, Pesce, Tortella, Bonometti e Ferrari, sostengono che Moletta abbia, pertanto, concluso precedenti accordi con la maggioranza per l’elezione a Vice presidente del consiglio. Nonostante il consigliere Moletta appartenga, in linea teorica, ancora alla minoranza, in pratica, è completamente tagliato fuori dagli altri cinque membri.

Il volantino si conclude non solo invitando Moletta a sedere tra i banchi della maggioranza, ma anche consigliandogli di rassegnare le dimissioni da consigliere.

Il clima politico si conferma ancora oggi alquanto teso, anche da parte della maggioranza. Queste sono le parole del Vicesindaco Bianco in merito alla decisione della minoranza di non partecipare presso enti con i propri rappresentanti:

Ci affrontiamo come se fosse una battaglia su WhatsApp: nessuno capisce cosa stava intendendo realmente la persona che è di fronte. In questo momento a me pare che si stia eliminando il punto di baricentro di un cambiamento politico, che non è quello della polemica. Come maggioranza non saremo responsabili della vostra assenza. Voi siete responsabili di una assenza. Ho l’impressione che, se si voglia dare un segnale, questo segnale debba essere la presenza. L’assenza non è mai un segnale. Io insisto conclude Bianco -: facciamo come Il ponte delle spie, il film di Steven Spielberg, dove ci si parla.”

Parole, comunque, non condivise dal Consigliere Di Stefano, il quale afferma che un ponte delle dimensioni di quello di Brooklyn era già stato lanciato verso la maggioranza da parte dei gruppi Lega e Progetto Comune: “Noi abbiamo dato un segnale enorme di disponibilità, ma voi ci avete mortificato non votando un nostro candidato. Rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo, alla collaborazione ed alla soluzione di proposte condivise, aspettando una vostra risposta che si basi su dei fatti concreti e non su filosofia, perché quella siamo buoni a farla tutti.

Senza entrare nel merito della bontà delle argomentazioni e della validità delle diverse tesi, è indubbio che sia la maggioranza sia la minoranza abbiano adottato tattiche ed argomentazioni efficacissime e determinanti per consolidare e far rispettare il proprio ruolo.

Rimane di difficile lettura, tuttavia, la proficuità della strategia adottata da ambo le parti, ovvero la capacità di individuare gli obiettivi finali (politici e non) a vantaggio dell’intera cittadinanza proiettati su un orizzonte temporale di medio-lungo termine, e non nel trimestre successivo alle elezioni.

C’è una frase nel film ‘Il ponte delle spie’ pronunciata dalla spia russa Rudolf Abel che ben si adatta al contesto: “Qual è la mossa successiva se non si sa quale sia il gioco?”. Aspettiamo, allora, il prossimo Consiglio comunale, la cui prima convocazione è sabato 1 settembre alle ore 10,30.