Essere felici (non solo) d’estate

Seduta su una spiaggia di Pacengo, circondata dai turisti, mi guardo intorno e mi chiedo: perché ho l’impressione che ci si senta sempre di più costretti a godersi l’estate? Grandi viaggi, feste coloratissime, persone sempre sorridenti costantemente impegnate a mostrare quanto si stanno divertendo: è tutto vero o forse ci sentiamo in dovere di mostrarci costantemente felici? E se sì, perché?

Ma partiamo dalle basi: lo sapete che le ferie non sono sempre esistite? Se ci pensiamo ora ci sembra impossibile, ma fino alla prima metà del ’900 era ritenuto normale lavorare sempre, mantenendo un giorno di riposo la domenica. Poi la società si è sviluppata e arricchita, e ha cominciato a prendere forma l’idea di una pausa dal lavoro: ecco allora che nel 1927 viene sancito il diritto al riposo e poi, nel 1948, la Costituzione repubblicana stabilisce definitivamente il concetto di vacanza obbligatoria“Il lavoratore ha diritto a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi”.

Con la nascita delle ferie, di anno in anno si è sviluppato in modi sempre diversi il concetto di vacanza e turismo. Fino ad arrivare ai giorni nostri, dove troviamo una generazione di nuovi adulti che devono affrontare una situazione economica precaria e un costo della vita alto, ma che possiedono una forte sensibilità verso i temi del benessere, soprattutto psicologico.

Ma questa generazione come vive l’estate? Mi sembra di notare una sempre crescente insofferenza alle ferie intese come momento di sfogo dal lavoro. Nelle nuove generazioni, che hanno meno risorse economiche ma una maggiore consapevolezza della ricchezza materiale della società in cui viviamo, quello che vedo emergere è un pensiero: Perché devo sforzarmi a godere due settimane di vacanza su 365 giorni di lavoro, quando posso cercare di creare una vita dove provare ad essere felice ogni giorno?

Ecco che l’idea di “godersi l’estate” comincia a stridere, per lasciare spazio ad un nuovo concetto che, poco alla volta, sta germogliando nella testa delle nuove generazioni: ciò che ora si sente il bisogno di fare, alle volte riuscendoci altre volte no, non è più godersi l’estate, ma provare… a godersi la vita. Non due settimane all’anno, ma ogni giorno, nelle piccole cose.

Giunti al terzo mese estivo, mi piace pensare di concludere questo editoriale con uno spunto di riflessione: perché non provare a fare tesoro del senso di leggerezza che caratterizza questo periodo, capire quali sono gli elementi che ce lo fanno provare, e portarlo avanti anche quando l’estate sarà finita?

Agnese Bonetti
Credo che ognuno di noi dovrebbe muoversi attivamente per creare il mondo a cui aspira, facendo un passo dopo l'altro. Questo desiderio per me si è concretizzato con la possibilità di dare nuova vita alla Biblioteca di Sona, facendone un luogo di contaminazione e arricchimento culturale, creando uno spazio di aggregazione per i giovani. Da qualche mese ho anche la fantastica opportunità di lavorare come libera professionista nell’ambito della comunicazione e della grafica, collaborando con realtà come Lino's & Co., 311 Verona e, ovviamente, Il Baco. Sono una sangiorgiana, nata il 13 ottobre 1992.