Esperienza forte a Trieste per il Clan degli Scout di Lugagnano in aiuto dei migranti della rotta balcanica

Quest’anno, il Clan del gruppo scout di Lugagnano, composto da ragazze e ragazzi tra i 17 e i 20 anni, ha deciso di affrontare il tema dell’immigrazione. In particolare, si è concentrato sulla rotta balcanica, da sempre uno dei percorsi più utilizzati per raggiungere l’Europa da persone provenienti principalmente dai paesi dell’Asia meridionale, tra cui Pakistan, Afghanistan e Bangladesh.

Durante l’anno ci sono state occasioni per conoscere e collaborare con associazioni che anche sul territorio veronese operano per aiutare i migranti. Tra le altre One Bridge to Idomeni, associazione che si occupa di raccogliere beni di prima necessità da inviare nei campi profughi di Atene e Corinto. Il nostro Clan, anche grazie al prezioso aiuto dell’associazione Il Dono, ha organizzato due raccolte.

Ma il culmine di tutto questo percorso è stato il campo di servizio svolto l’ultima settimana di luglio a Trieste: snodo chiave nel percorso della rotta; essa è infatti la prima città di uno dei grandi stati europei che si incontra lungo il tragitto. Durante la settimana i ragazzi si sono messi a disposizione di diverse associazioni che operano sul territorio triestino, in diversi ambiti, come ad esempio Linea D’Ombra e DonK Humanitarian Medicine.

Linea d’Ombra è un’associazione nata nel 2019 grazie agli sforzi di Lorena e Gianandrea, che hanno deciso di donare la propria vita ai bisognosi, con lo scopo di prestare cure mediche immediate, beni essenziali e indumenti puliti a chi passa in transito per la città di Trieste. Con loro i ragazzi del Clan sono scesi in Piazza della Libertà, ribattezzata da Lorena e Gianandrea “Piazza del Mondo”, ad aiutare nella distribuzione di pasti caldi e ad animare le serate con canzoni, giochi con la palla e con le carte.

I ragazzi hanno potuto confrontarsi con i migranti, spesso coetanei, e sentire i loro racconti: storie di fuga da guerre e fame, improbabili viaggi durante i quali sono stati vittime di raggiri e abusi di ogni tipo, subiti da criminali e spesso anche da rappresentanti della legge. Nelle loro voci però non c’è rancore, ma voglia di andare avanti; nei loro occhi non c’è rassegnazione, ma speranza.

I ragazzi del Clan hanno capito che non esistono i “migranti”, termine neutro che non trasmette sentimenti, ma esiste Tahir, avvocato Pakistano che sta attendendo i documenti per potersi iscrivere all’università in Italia affinché il suo titolo gli venga riconosciuto anche qui, per poi aiutare altri migranti a far valere i loro diritti. Esiste Ali che ha visto i suoi due fratelli uccisi dai talebani e mostra i segni delle pallottole anche sul suo corpo e i morsi dei cani della polizia croata, ma nonostante tutto ringrazia Dio per essere arrivato in Italia e spera di poter ricevere al più presto i documenti per trovarsi un lavoro regolare e poter mandare qualcosa a sua moglie e sua figlia neonata che ha lasciato a casa. E poi esistono mille altre storie di persone che hanno avuto la sfortuna di nascere in luoghi dove la vita umana non ha valore, ma che non si vogliono arrendersi ad un destino che li avrebbe già condannati.

DonK invece, è un’associazione di volontariato socio-sanitaria, che offre assistenza sanitaria gratuita a tutte le persone, sia stranieri sia italiani, cui non è garantito l’accesso alle cure mediche. Una delle esperienze vissute con loro è stata a Campo Sacro, un luogo assegnato dal Comune come struttura di accoglienza e per fornire assistenza medica, dove i ragazzi si sono adoperati per pulire e tenere delle lezioni di italiano.

Sempre a Trieste un’altra struttura di accoglienza è il Centro Diurno, in via Udine, che offre un servizio di lavanderia, docce e il minimo di strumenti per garantire l’igiene personale, aiuto basilare nella ricerca di un lavoro, consulenza legale con gli avvocati, ambulatorio medico una volta alla settimana, distribuzione di vestiario e un servizio di ristorazione. In questo contesto i ragazzi hanno aiutato nell’insegnamento della lingua italiana.

Nonostante gli sforzi da parte delle associazioni di volontariato presenti a Trieste, è importante sottolineare che nel 2022 sono state 13mila le persone arrivate nella città e che risulta molto difficile compensare la mancanza di aiuti concreti da parte dello Stato.

Infatti, molte delle persone che si ritrovano in piazza, la notte dormono al Silos, una struttura abbandonata e pericolante vicino alla stazione. Le condizioni di questo posto sono disastrose e perciò i nostri ragazzi hanno deciso, di loro iniziativa, di andare a raccogliere rifiuti per renderlo, anche se di poco, più pulito. Il tutto si è trasformato anche in un gesto politico in quanto i sessanta sacchi di immondizie raccolti sono stati lasciati nella zona cassonetti, visibili a tutti.

I ragazzi di ritorno dal campo raccontano quanto sia stata forte questa esperienza, che ha aperto gli occhi su una realtà molto attuale, su cui è purtroppo presente tanta disinformazione. La consapevolezza di ognuno è inevitabilmente cambiata, come le aspettative che si erano create prima di partire. La tematica dell’immigrazione in Italia porta con sé molto spesso condizioni disumane e di disagio per chi è costretto a esserne parte. Tuttavia, a Trieste i ragazzi non hanno trovato un’atmosfera pesante e di angoscia, ma un clima vivace e caloroso, costruito da sogni e speranze.

Il Clan “Le Cime” di Lugagnano spiega infine che la sua intenzione è quella di portare nel cuore tutte le storie che ha incrociato e di continuare a testimoniare portando la sua esperienza a nuove persone. Per questo motivo Il Clan ha organizzato una serata, in data 15 settembre alle ore 20.30 nel centro parrocchiale di Lugagnano, proprio sul tema della rotta balcanica, dove verranno raccontate le esperienze fatte durante il campo svolto a Trieste. Per prenotare la partecipazione alla serta è necessario compilare il seguente modulo: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScwONjnu8oRHpP882yCwXoDb6uYZk4GVXvnReLFHxO9izJLyw/viewform?usp=sf_link.