Esami di maturità: (solo) una gran fatica? In bocca al lupo agli studenti di Sona

Se sei anni fa mi avessero chiesto di riassumere in un’espressione l’esperienza della maturità, probabilmente avrei risposto “una gran fatica”. E basta. Un immane concentrato di sforzi, sacrifici, impegno. Ore rubate al sonno piuttosto che a feste in piscina. Ore in cui gli unici conforti assaporati erano il fresco generato dal climatizzatore o l’aroma dei numerosi caffè.

Una maturità vissuta facendo il proprio dovere, affidandosi solamente al lavoro svolto e alle proprie forze, è indubbiamente un’impresa che richiede molta energia e determinazione. Una gran fatica, insomma, alimentata (perché no?) da timori e ansie da prestazione.

E poi? Poi si apre un’altra fase fondamentale della vita, in cui, dopo aver goduto quell’immediato senso di libertà e spensieratezza dopo gli esami della quinta superiore, si compiono le prime scelte tra università e mercato del lavoro non solo per trovare un ruolo all’interno della società e un senso di autorealizzazione personale, ma anche per entrare e farsi spazio nel mondo “dei grandi”.

Nonostante il clima di incertezza economica che oggi di certo non giova né aiuta gli studenti che oggi siedono sui banchi di scuola per affrontare la prima prova italiano, l’esame di maturità rappresenta, tuttavia, l’ultima grande certezza di un percorso di studi complessivamente già segnato (elementari, medie e superiori), ma anche la prima autentica occasione per mettere in pratica quelle competenze per la vita che la scuola si sforza di insegnare.

Se vista come un mero passaggio burocratico o un modo per inserire un voto decente che non sfiguri il curriculum scolastico, la maturità rimane circoscritta solo a una “grande fatica”. Se invece viene vissuta come un’occasione finalizzata a dimostrare le proprie competenze e conoscenze, comprendere e misurare le proprie capacità e potenzialità, toccando talvolta insoliti livelli di tensione e stress, ecco che gli esami di maturità assumono la veste di un’opportunità. Ecco, “opportunità” è il termine che (a posteriori) utilizzerei per esprimere il senso degli esami di maturità.

Un grosso in bocca al lupo ai maturandi di Lugagnano, Sona, Palazzolo e San Giorgio in Salici: vivete la maturità al massimo, scommettete su voi stessi. Perché ciò che è importante non sono i voti, la media o i risultati sulla carta, ma la significatività e la bellezza della fatica, degli obiettivi che vi ponete in questa sfida e della soddisfazione personale. Una prima opportunità, insomma, da sfruttare.

Gianmaria Busatta

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Mazza (VR), è laureato in Economia e commercio ed in Banca e Finanza presso l'Università degli studi di Verona, lavora presso la società di revisione Deloitte & Touche. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e diversi seminari sulla cinematografia presso la Biblioteca Civica di Verona.

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