Era di una famiglia di Lugagnano la modella che ispirò la statua in bronzo di Piazza delle Erbe a Verona

Egidio Girelli (1878-1972), originario di Sommacampagna, fu uno dei migliori scultori veronesi nella prima metà del ‘900, assieme al lugagnanese Mario Salazzari (1904-1993), suo allievo: è straordinario come in quell’epoca fossero nati a pochi chilometri di distanza due maestri di tale livello.

L’opera più nota di Girelli è la statua che rappresenta la Civiltà Italica, posta su un basamento di marmo in Piazza delle Erbe (a essere precisi, in Piazzetta XIV Novembre) a Verona nel 1920, in ricordo del bombardamento aereo austriaco lì avvenuto nel 1915, e che causò 37 morti e 29 feriti.

La scultura in bronzo, recentemente restaurata, rappresenta una donna che brandisce una spada, elevata verso il cielo. Chi ammira quel capolavoro non può restare indifferente alla straordinaria bellezza della figura femminile, e magari si domanderà a chi l’artista si fosse ispirato: forse all’arte classica greco-romana, o forse a qualche modella particolare scoperta dopo viaggi e ricerche.

La statua che rappresenta la civiltà italica, in Piazza Erbe a Verona.

Pochi sanno che Girelli, per trovare l’immagine di donna che serviva per la sua statua, fece poca strada: la sua musa fu una ragazza di Verona appartenente a una famiglia originaria di Lugagnano, Maria Mazzi, classe 1903, che aveva fama di essere una delle più belle giovani della città, fama che condivideva con le altrettanto avvenenti sei sorelle.

Andiamo ad esplorare chi era questa famiglia. Il capostipite si chiamava Giovanni Battista Mazzi, nato a Sona il 21 luglio 1859, morto a Verona nel 1933. Sua moglie Adelaide Sommariva nacque ad Alano di Piave (da un ramo dei nobili Sommariva di Belluno signori della Torre di Alleghe) il 23 maggio 1865, morì a Verona nel 1946.

La coppia si trasferì da Lugagnano a Verona nella centrale via delle Fogge, ed ebbe nove figli: due maschi e sette femmine.  Il maschio più grande fu Angelo Mazzi, decorato al valore per la battaglia di Moscheri (TN) nel 1916. L’altro fu Mario Mazzi, nato a Sona il 24 novembre 1902, morto a Verona nel 1979, professore di violoncello presso il Teatro Filarmonico e grande amico del musicista spagnolo Andres Segovia.

Le sette femmine, tutte note a Verona per la bellezza statuaria, furono: Italia Mazzi, sposata Maschio, primogenita, aprì in via delle Fogge a Verona una latteria bar; Celestina Mazzi nata a Sona nel 1888, sposata Fenzi; Rosa Mazzi; Teresa Mazzi, sposata Fiorio; Clementina Mazzi, sposata Zanetti; Maria Mazzi, nubile, forse la più bella, fu scelta – come abbiamo detto prima – dallo scultore Egidio Girelli come modella per la statua di piazza Erbe, “La civiltà italica” e Carla Mazzi, nata ultimogenita nel 1905, sposata Approvini.

Carla aprì un primo ristorante in vicolo Balena, poi riuscì ad acquistare il Tre Corone sul Liston (con l’aiuto economico della sorella Rosa). Fu grandissima amica della Callas, con la quale trascorreva notti intere a giocare a carte. Carla ospitava spesso la cantante nella sua casa presso Punta San Vigilio, così la Callas si innamorò del Lago di Garda e finì per comprare una villa tutta sua a Sirmione.

(Si ringrazia il sig. Ottavio Ausiello Mazzi per le notizie fornite)

Carla Mazzi con Maria Callas.