Dal 22 al 25 settembre a Verona si è tenuta la 60esima edizione di Marmomac, la Fiera del settore della pietra naturale, del design e delle tecnologie di lavorazione. Un traguardo da festeggiare: la città si fa accogliente per un evento importante e partecipato – 76.000 metri quadrati di superficie espositiva, 12 padiglioni, 50.000 visitatori – con iniziative diffuse anche nel centro storico per “Marmomac and the City” – in grado di coinvolgere istituzioni e addetti, di invogliare turisti e curiosi.
Tra i Saloni più prestigiosi e attesi dell’anno, quattro giorni sembrano pochi per esplorarlo a dovere: la macchina organizzativa è inarrestabile e attenta fin nel dettaglio, per una esperienza indimenticabile. In quanto all’affluenza, non stupisce il numero di professionisti che raggiungono il quartiere fieristico letteralmente da ogni parte del mondo: produttori, compratori, architetti, designer – in una babele di culture e idiomi parlati – si ritrovano per una occasione dal respiro cosmopolita.
Anche gli appassionati di filatelia hanno seguito Marmomac: il 22 settembre infatti, si è tenuta la presentazione del francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy” dedicato a Verona Stone District, il distretto industriale veneto del marmo e della pietra del veronese. Il nostro territorio è stato quindi ulteriormente protagonista.
L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile per tre settimane presso lo Spazio Filatelia di Verona.
Il dentello – emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme a Poste Italiane, su bozzetto di Claudia Giusto – raffigura una composizione geometrica ispirata alle forme, alle texture e alle cromie dei marmi e delle pietre naturali lavorate: una scelta grafica che è espressione dell’identità produttiva di Verona Stone District.
Il bollettino è a cura del presidente della società consortile Filiberto Semenzin: “È una delle più significative eccellenze del sistema produttivo italiano e uno dei principali poli internazionali della pietra naturale. Riunisce una filiera altamente specializzata che, grazie a competenze consolidate, innovazione tecnologica e capacità manifatturiera, trasforma materiali provenienti da tutto il mondo in prodotti e soluzioni destinati all’architettura, al design e ai più prestigiosi progetti internazionali”.
Il marmo e Verona: un legame indissolubile che affonda le sue radici nel passato. Marmomac nacque nel 1940 a Sant’Ambrogio di Valpolicella come “Mostra del Marmo e delle Macchine”. Nella città scaligera si estraeva e lavorava la materia prima fin dall’epoca romana: l’Arena ne è un esempio.
La manodopera di scalpellini e artigiani veronesi era nota e richiesta in tutta Italia già nel periodo romanico. Vi furono poi il boom di produzione registrato nel secondo dopoguerra e una rapida industrializzazione, fino alla competitività – anche con “giganti” sul mercato arabo e cinese – e al successo odierni.
Numerosissime e partecipi, quindi, le autorità: tra gli altri, vi erano i ministri Adolfo Urso (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Paolo Zangrillo (Ministero per la Pubblica Amministrazione), i sindaci di Verona Damiano Tommasi, di Sant’Ambrogio Roberto Albino Zorzi e di Bussolengo Roberto Brizzi.
Il sindaco di Bussolengo Brizzi ha rilasciato una breve dichiarazione ai microfoni del Baco: “L’industria del marmo è sempre stata un vero e proprio trascinatore economico per la nostra zona: passeggiando tra gli stand, si ha l’impressione che siano riusciti a portare il mondo a Verona. Negli anni, è cambiata in meglio, riuscendo a stare al passo con l’evoluzione della tecnologia e l’andamento del mercato”.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insiemeIl francobollo è un ulteriore riconoscimento dell’operosità di un settore che continua a produrre orgogliosamente in loco.
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