Emergenza maltempo: Da Sona partita una squadra di Protezione Civile del SOS per prestare aiuto in Emila Romagna

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Venti squadre della Protezione Civile del Veneto sono partite martedì 8 dicembre alla volta dell’Emilia Romagna per assistere le comunità colpite dall’esondazione dei fiumi a seguito delle incessanti piogge di questi giorni.

Un anno, il 2020, che sembra non finire mai con il suo strascico di calamità. Le difficoltà di natura ambientale di questi giorni si vanno a sommare a quelle dettate dalla pandemia Covid-19. Uno scenario quindi , quello dei soccorsi, che risulta delicato sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista sanitario.

Una squadra del nucleo di Protezione Civile del S.O.S. fa parte delle squadre partite alla volta dell’Emilia Romagna. I volontari Sonesi sono ora di stanza a Nonantola, una località situata a circa 10 Km da Modena. L’esondazione del fiume Panaro ha creato gravi difficoltà alla popolazione. L’impegno dei volontari è nella asportazione di acqua e fango che hanno invaso seminterrati, garage e scantinati delle case. Situazioni che nessuno di voi vorrebbe mai vivere.

Il loro impegno potrebbe protrarsi per due giorni, dipendendo sia dal numero di interventi da effettuare sia dalle condizioni meteo nelle prossime ore. Speriamo che migliorino ovviamente. Sono Diego Turrini, Nicola Scardoni, Claudio Mazzi e Giorgio Bortignon. A loro e, a tutto il S.O.S., va il sincero grazie di tutta la comunità di Sona.

In queste situazioni si deve agire prestando ancor di più attenzione. C’è un reale rischio da contagio COVID-19. E’ un cane che si morde la coda: da un lato la grande volontà e abnegazione dei volontari nel portare i soccorsi, dall’altro la volontà stessa che trova dei “freni” al non andare oltre una certa soglia di attenzione. L’autoprotezione individuale è uno dei cardini assoluti nel mondo dell’Assistenza Sanitaria e della Protezione Civile. Questo è un dogma!

I fatti che incontri in emergenza spesso ti chiamano ad assumerti dei rischi e con essi la possibilità che la soglia di attenzione “possa” essere più bassa. Ma va sempre riportato il punto sulla necessità di non mettere a rischio la propria vita per portare soccorso ad altri. Non è una forma di egoismo, è una attenzione dai rivolti puramente pratici: se viene a mancare chi porta soccorso come fanno le persone in difficoltà a ricevere soccorso?

Per il resto non possiamo che affermare che, ancora una volta,  il paese Italia sa trovare risposte di sostanza alle emergenze che lo colpiscono. A dare una mano al sistema paese ci sono tanti cittadini che fanno dell’impegno personale volontario e disinteressato una scelta di vita.