Elogio di Alfredo Cottini. E del volontariato che sa unire

Stringi stringi, al mondo vi sono due tipologie di esseri umani. Quelli che parlano e guardano e quelli che parlano e fanno.

Parlare è importante, anzi è fondamentale. Solo dal confronto nascono idee concrete e in grado di resistere alla prova della pratica. Senza parole non si va da nessuna parte. Ma poi alle parole devono necessariamente seguire fatti concreti, tangibili, reali. Altrimenti restiamo sterili osservatori che, oltre a non incidere nel mondo dove viviamo, rischiamo di trasformarci addirittura una zavorra per chi invece agisce.

Alfredo Cottini è, indiscutibilmente, un perfetto esemplare del secondo gruppo, di quelli che parlano e poi fanno.

villaggio-associazioni-lugagnano-1-marzo-2015-luca-foroni-alfredo-cottiniVicepresidente del SOS (di cui è stato anche Presidente), Alfredo vive ed è ben noto a Lugagnano, ma siamo certi che la stragrande maggioranza dei nostri lettori di Sona, Palazzolo e San Giorgio sanno bene chi sia. E non perché sia uno che ami particolarmente la ribalta dei riflettori e della visibilità personale.

Anzi, con quell’unico vezzo di una barba che a volte c’è e a volte non c’è, tende nel suo operare ad essere più un mediano che un centravanti, per dirla con Ligabue. Magari un mediano alla Marini, nonostante la sua fede milanista (la perfezione, si sa, non è di questo mondo).

Ma nonostante il lavoro spesso oscuro è conosciuto da tutti proprio perchè rappresenta una vera certezza per il nostro volontariato locale, una vera colonna, una fucina inesauribile di impegno e di idee. Un uomo che troviamo presente praticamente in ogni iniziativa dove vi sia la volontà di aggregare associazioni e persone.

Magari senza salire sul palco, magari defilato, magari presente più negli incontri organizzativi che in quelli celebrativi. Ma di una presenza quieta e forte, che propone e ascolta. Che trasforma le idee e le sintetizza in azioni.

magnalonga-lugagnano-2014-alfredo-cottiniTra le mille cose, fa parte da tempo anche della redazione del nostro caro Baco e per noi si occupa proprio di dare visibilità al volontariato locale, oltre a proporre spunti di riflessione importanti sui temi fondanti del servizio alla comunità. Bene, non passa praticamente giorno senza che ci solleciti con idee, proposte, inviti a fare. A fare per gli altri, sempre gratuitamente e sempre con intelligenza. Nasce proprio dallo stimolo di un suo messaggio inviato oggi urbi et orbi ai redattori del Baco su whatsapp questa mia semplice riflessione.

Alfredo, che per come lo conosco e da vero Alpino non apprezzerà queste righe che scrivo a sua insaputa, merita questo piccolo elogio per quello che è e che fa ma, soprattutto, per quello che rappresenta.

Il suo modo di operare deve diventare il paradigma di come deve evolversi il volontariato e l’attività civica nel nostro Comune. Lo scrivevamo anche nell’editoriale del Baco che trovate in edicola in questi giorni. Tempi di ristrettezze economiche e di welfare che non riesce più a coprire tutte le evidenze di disagio e bisogno presenti tra di noi richiedono l’intelligenza di uscire dall’orticello della propria realtà personale o associativa e la capacità di aggregare, di mettere assieme il Comune con le associazioni, con le realtà commerciali ed imprenditoriali e con i cittadini.

due-giorni-pro-terremotati-fonte-del-campo-novembre-2016-luca-foroni-pro-loco-4Aggregazioni attorno a progetti forti, anche a medio e lungo termine, per lavorare assieme per la nostra comunità. Con gratuità assoluta ed oltre qualsiasi steccato ideologico o di appartenenza politica o associativa.

Volontariato che non può più essere solo affettuosa improvvisazione – pur importante come spinta per partire – ma deve sempre di più specializzarsi, prepararsi, strutturarsi, organizzarsi. Come si sta ben facendo, ad esempio, con il Forum delle Associazioni di Sona.

Serve però capacità di unire, non di dividere. Come quella che Alfredo mette in campo ogni giorno.

Viviamo tempi bui, a livello nazionale e a livello internazionale. Tempi bui che ci chiedono impegno diretto. Chi di tempi terribilmente bui è morta, Anna Frank, scriveva nel suo diario “com’è meraviglioso che nessuno abbia bisogno di aspettare un solo attimo prima di iniziare a migliorare il mondo”.

Avanti allora, forte è il bisogno di intelligenza e di braccia. C’è spazio per tutti.